L’uomo che non deve chiedere mai

Ricordate questo spot anni ’80?
Era lo spot di un profumo. Nulla di strano se non ci fosse il claim “l’uomo che non deve chiedere mai”.
Dopo questo spot ne sono stati fatti altri con lo stesso claim.

Notiamo la grande componente sessista dello spot. E’ l’uomo che decide quando iniziare un atto sessuale. La stessa cosa l’abbiamo vista con il salame cacciatore. L’uomo, in quanto, soggetto attivo è colui che conduce il gioco.

L’uomo non deve chiedere mai.

A lui è tutto concesso. Gli cade tutto ai piedi, ha tutte le donne che vuole e non solo. Gli vengono concessi i diritti, concesse le opportunità, concesso un rapporto sessuale qualsiasi volta abbia voglia. In qualsiasi momento.

Egli non ha bisogno di chiedere, ciò che vuole può prenderselo o ottenerlo in qualsiasi momento. Perché chiedere il permesso è sinonimo di sottomissione.

Dunque siccome l’uomo non deve chiedere mai può anche essergli concesso il dominio sulla donna?

La pubblicità dev’essere consapevole del peso dei suoi messaggi.

Questi stereotipi rafforzano l’idea che all’uomo è tutto dovuto e che le donne contrariamente vanno bloccate nelle loro azioni perché non devono concedersi subito.

L’ultimo fotogramma dimostra che le donne, a differenza degli uomini, devono fare i cagnolini quando desiderano un rapporto sessuale (come abbiamo visto pure nel salame cacciatore). Non c’è paragone tra uomo e donna.

E sai quanto è brutto  togliere il piacere della conquista ad un uomo? Il piacere che tutte gli cadano ai piedi?

Uno stereotipo che esalta la virilità del macho latino che grazie al suo fascino ottiene tutto dalla vita: donne, soldi, amore e successo.

Chissà se gli stupratori fanno parte del mito dell’uomo che ottiene senza chiedere?

Update: nel 2010  è stata realizzata una nuova versione:

Una ragazza si strofina un deodorante dalla forma fallica. Poi prende il suo profumo e comincia a spruzzarselo sopra contorcendosi quasi avesse un orgasmo. Dopodiché arriva lui dopo essersi fatto la doccia, prende il dopobarba dal suo corpo e se lo passa sul viso. 

Ecco che come al solito emerge l’idea della donna oggetto da utilizzare per ogni cosa, tramite che per essere soddisfatta sessualmente.

 E’ bello ritrovarci con la stessa mentalità di 25 anni fa?