Nuovo marketing che punta a separare sempre di più i generi

 

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Una signora scrive al corriere della sera, sulla condizione delle nuove generazioni stanno subendo da un mercato che tende sempre di più a targhettizzarli in base al sesso.

Non più solo giocattoli ma questa targhettizzazione si attua perfino sui gelati, gli shampoo e i vestiti, riducendo le bambine ad abiti sexy in età precoce:

Caro Beppe,
ieri al supermercato sono rimasta colpita da un nuovo prodotto, frutto di un marketing abilissimo. Prima c’era un semplice shampoo all’albicocca, ora ne esistono due versioni: quella nuova, rosa, alla ciliegia, solo per bambine; quella “vecchia”, all’albicocca che resta per bambini (a questo punto però solo maschi). Aiuto! Sono preoccupata per mia figlia, 3 anni e mezzo, e per me che devo crescerla ed educarla. E’ un’impresa titanica sottrarla alla pressione continua di chi la vuole rosa, vezzosa, iper-femminile, futura velina. Nei grandi magazzini è quasi impossibile trovare vestiti senza pizzi e paillettes, e visto che pochi possono permettersi di fare acquisti in costosi negozi classici, il gusto delle persone viene formato in un unico decoratissimo modo. E anche senza la pubblicità televisiva (noi per ora guardiamo solo dvd), ci sono le amichette a scuola, i giocattoli, i prodotti femminilizzati ovunque (il gelato rosa di Hello Kitty). E l’uguaglianza tra uomini e donne? Una bambina cresciuta in questo modo come potrà crederci? Già è difficile per me e le mie coetanee districarsi tra femminilità, parità (?), lavoro, maternità. Se l’unico modello resta la pupa decorata, seminuda e seducente siamo davvero nei guai. Per ora io ai miei figli propongo alternative, e mi faccio ubbidire causando a volte qualche capriccio, ma tra 10 anni? Ho bisogno di tanti “in bocca al lupo”.

***** ***** , **********@iol.it

Sullo shampoo alla ciliegia ho notato pure io l’anomalia. Gli shampoo di altri colori apparivano per bambini indipendentemente dal sesso, l’unico rosa appariva da femminuccia.

Un’anomalia italiana considerando che negli altri paesi non si accenna al fatto che si tratta per bambine.

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Lo stesso prodotto viene venduto anche in Francia e Gran Bretagna. Nella confezione non appare né “girl” ne “fille” ma un generico “kids” e “enfants”.

Le ragioni della sessualizzazione del prodotto vanno ricercate nel mercato italiano che hanno ritenuto che il rosa piace solo alle bambine. Un motivo che potrebbe essere culturale.

Negli ultimi anni è in aumento la tendenza di genderizzare i prodotti per bambin*.

Io sono dell’anno ’87 e non ricordo tutta questa tendenza di dividere il mondo dei giocattoli per genere.

Certo ai miei tempi esistevano le bambole per bambine e le macchinine per i bambini, il rosa per le femmine all’asilo e il blu per i maschi.

Ma le uova Kinder e numerose uova di Pasqua, ad esempio, non erano separate per genere. Nemmeno gli shampoo, il dentifricio, il vasino per fare la pupù e altri prodotti per l’infanzia.

Non so come è la situazione oltre ai confini nazionali, ma la differenza dello shampoo ultra dolce è simbolo di una maggiore radicalizzazione degli stereotipi di genere in Italia che altrove.

6 commenti

  • Condivido la tua preoccupazione. Io vivo in Gran Bretagna ma anche qui, quando le babine non portano la divisa scolastica, spesso sembrano delle piccole adulte vestite in modo sconveniente. Ed entrando nei negozi di abbigliamento quasi sempre si notano magliette piene di paillettes e gonne troppo corte. E’ una cosa preoccupante perche’ oltre a sminuire la la loro fisicita’ porta anche altri problemi piu’ seri che riguardano la sfera psicologica.

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  • Perchè purtroppo il problema non è solo in italia..si vuole le bambine sexy abituandole ad essere solo dei corpi seducenti. E’ scandaloso quando viene imposto alle piccole. Purtroppo penso si tratti di pedofilia oltre che mercificazione del corpo in quanto donne

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  • non so se è legale per la pratica di questo blog (nel caso non mi offenderò se chi si occupa della moderazione vorrà cancellare il presente commento):
    http://afanear.e-allora.net/2009/05/24/mah-massi

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  • Il mio blog non ha la funzione di cancellare i commenti che vengono da altri blog.
    Mi dispiace :(

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  • Purtroppo a questo genere di cose non sfugge neppure la Svezia: un’amica, volendo comprare dei body per la sua bambina di pochi mesi, andó in un negozio apposito.
    Lí si indignó tantissimo vedendone due, uno per maschietti, celeste, con la scritta: “tosto e intelligente”, un altro tipo, rosa, con la scritta “carina e dolce” (che poi io a mio figlio di 17 mesi ho sempre detto che é bello e caruccio, perché sian solo attributi femminili non so…).
    Magari quello celeste lo si puó comprare anche per una bimba, ma é molto piú difficile far accettare un body rosa per un maschietto.

    La cosa interessante é che, parlando con le mie amiche e amici con figli, TUTTI detestano il sessismo nei vestiti per bambini e comprerebbero volentieri vestiti neutri, anche se purtroppo tocca comprare quel che si trova. Perché i produttori non si adeguano alle richieste del mercato?

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