sessismo: i danni

La prima è una pubblicità che propone una donna seduttiva per pubblicizzare un prodotto per donna, che da l’idea di non essere indirizzato a donne:

La seconda propone una donna seduttiva che pubblicizza un prodotto ritenuto maschile:

La terza è lo spot di uno yogurt che per vendere usa la donna nuda e accondiscendente:<

L’ultima è quella della casalinga, la donna ideale, che asseconda le marachelle di un bambino (maschio) che gioca con la pizza:

Non sono da sottovalutare i danni che arrecano gli stereotipi sessisti nei mass media e nei giocattoli. Questi stereotipi non aiutano a realizzare la piena uguaglianza tra uomini e donne nella società.

Non a caso l’Italia è tra gli ultimi posti in Europa (dopo Malta) dove il gap tra uomini e donne è ampio soprattutto a causa di stereotipi di genere radicati nel contesto sociale.

La pubblicità ritrae la vita degli uomini e delle donne in modo stereotipato e non si è adeguata ai profondi cambiamenti della società.

Nell’immaginario italiano il ruolo della donna viene ridotto a pochi e rigidi stereotipi di genere, molti dei quali sono appresi negli ultimi vent’anni da una pubblicità e da una televisione realizzata da uomini e che resiste e rifugge al cambiamento.

Ruoli che comunque gli uomini vogliono imporre alla donna e che finiscono di essere appresi dalle giovani generazioni, fino a trasformarli in vere e proprie aspettative.

Stereotipi del genere rischiano di essere assorbiti cancellando la personalità e la pluralità delle donne. I giovani di oggi tendono a dare maggior peso all’aspetto estetico delle ragazze, le quali ossessionate e rischiano di sviluppare disturbi alimentari per paura di finire vittime di bullismo o di essere rifiutate dai ragazzi.

Sono sempre più numerose quelle che vogliono diventare Veline in televisione.

Insomma la società italiana sta crescendo giovani superficiali  e uomini con opinioni sempre più sessisti che stanno tornando a pensare che le donne non debbano lavorare o che sono più stupide dei maschi.

Molti sono anche quelli che credono che le ragazze belle sono tutte stupide e che le donne sono vanitose, oppure che per una donna sia più importante il lato estetico piuttosto che l’intelligenza.

Il martellamento televisivo promuove l’idea che le donne sono funzionali, in ogni modo, ai bisogni maschili. C’è la madre o la moglie premurosa, c’è la donna oggetto che non dice mai di no.

Si fa fatica a pensare che la donna occupi ruoli dirigenziali e politici e questo alimenta scarsa rappresentanza femminile.

Anche i giocattoli sono stereotipati. Alle femmine vengono proposti, venduti, pubblicizzati e soprattutto regalati giocattoli che suggeriscono che il loro posto è stare a casa con i figli o di farsi bella con i trucchi.

Ai bambini invece di essere forti e coraggiosi.

I bambini vengono da subito educati agli stereotipi di genere. Alle bambine le viene insegnato di essere madri e seduttrici attraverso i giocattoli e i mezzi di comunicazione, non ultimi i programmi per bambini , crescendo con una sensazione di inadeguatezza fisica e con l’ansia e la preoccupazione di non piacere all’altro sesso.

Non abbiamo la palla di cristallo per prevedere cosa le bambine diventeranno in futuro ma in un paese dove non c’è volontà di cambiamento si rischia che non abbiano più voglia di fare quello che hanno cercato di fare le proprie madri.
Con la crisi, in molti paesi del sud italia, dove la disoccupazione è da anni elevatissima e dove le piccole crescono in un contesto dove il capofamiglia è uomo, vengono educate a cercarsi un fidanzato di buon partito.  
Così, le donne che negli anni 70 hanno occupato le piazze, stanche della crisi e delle poche opportunità occupazionali per le donne sull’onda di una crescente povertà femminile, sono tornate a dare “quei consigli della nonna” alle proprie figlie.
Del resto pure il premier Berlusconi consigliava alle donne di sposarsi un milionario anziché cercarsi un lavoro. 
E cosa più di questa dichiarazione dimostra che questo paese, a partire da chi Governa, non ha intenzione di uscire dalla struttura patriarcale che promuove la famiglia tradizionale e sostiene l’idea che le donne devono stare a casa oppure andare in televisione se carine. 
Ecco che le ragazzine che provengono da piccole realtà affollano ogni anno i provini per fuggire dalle loro realtà, dalle poche opportunità del contesto oppure incoraggiate dalle madri che vorrebbero realizzarsi attraverso loro. 
 Perchè non reagiamo? Non sottovalutiamo i danni.