Conto arancio e la vigilessa

Mi hanno segnalato questa pubblicità che non ho fatto altro che aggiungerla alla lista nera delle pubblicità più sessiste dell’anno.

Lo spot è di Conto Arancio e non è una parodia. Tutto ciò che vedete è reale ed è stato trasmesso in televisione.

Attenzione: una vigilessa, una lavoratrice che sta mettendo una multa ad un autista indisciplinato viene umiliata a sfondo sessuale.

Lo spot, dunque,  mostra un uomo che parcheggia l’auto sulle strisce pedonali infrangendo le regole. La vigilessa in divisa che si avvicina al finestrino. Lui abbassa il finestrino e quando lei gli notifica la cifra della multa, risponde “va bene, sali” .

In quanto donna il pubblicitario e chi ha commissionato l”opera” può permettersi di trattarla come una prostituta  poiché secondo il creativo le donne devono stare zitte, non possono rappresentare un’autorità in quanto non sono credibili e autorevoli ma subordinate all’uomo, la cui funzione è utilizzarle.

Si sa, le donne sono tutte puttane.

Classico esempio di una cultura italiana e retrograda dove le donne possono essere umiliate.

Perché offendere una donna trattandola da prostituta fa figo.

Se consideriamo nella mentalità italiana questi spot sono considerati divertenti. La donna può essere umiliata perché la sua sessualità rappresenta un fattore negativo come il suo essere donna quando riveste un ruolo professionale e sociale diverso dal ruolo imposto tradizionalmente secondo la cultura patriarcale.

Sempre secondo la cultura italiana (anche se questo un po’ ovunque) l’uomo che frequenta molte donne è approvato socialmente. Gli uomini che si rapportano in modo civile e paritario con le donne vengono considerati froci o coglioni.

Sono tanti gli italiani che pensano che le donne vanno trattate male perché altrimenti si approfittano troppo. Ed è chiaro che in questo contesto questa pubblicità si inserisce bene poiché ne è il frutto.

Le donne ogni giorno subiscono gravi discriminazioni sul lavoro (specialmente sessuali) e queste pubblicità contribuiscono a convalidare un clima che le alimenta.

l’Italia assieme alla Spagna, sono i Paesi dell’Unione Europea con i maggiori indici di discriminazione sul lavoro per motivi sessuali, e con i casi di abusi sessuali che arrivano addirittura al 55-56% del totale. Queste percentuali sono doppie rispetto ad altri stati membri come Finlandia, Germania o Lettonia, dove la cifra oscilla fra il 24 ed il 21%.

Lo ha stimato Maite Erro, esponente di “Uguaglianza di Uomini e Donne della Comunità Autonoma Basca”. Circa il 40% delle discriminazioni sul lavoro che si verificano nell’UE si deve a motivi sessuali, ed i paesi che piú contribuiscono alla media sono Italia e Spagna, nei quali il 56 e 55 % dei casi di abusi sul posto di lavoro hanno origine sessuale, secondo quanto ha affermato la Erro.

Per quanto riguarda la difesa dei diritti della donna, un 40% della popolazione europea è al corrente dell’esistenza di una legislazione specifica in materia, mentre solo il 30% è cosciente delle garanzie legali che tutelano la donna vittima di discriminazione e molestia sul luogo di lavoro.

Finlandia e Svezia sono in cima alla classifica per la percentuale di cittadini – circa il 41% – che conosce le istituzioni e le organizzazioni dalle quali possono ricevere aiuto e tutela giuridica nei fenomeni di maschilismo sul posto di lavoro. 

La pubblicità è sparita da Youtube perché violava i copyright e Conto Arancio ne ha chiesto la rimozione. Poco importa se offende le donne proponendo un siparietto maschilista.

Aggiornamento 2014: E’ stato rimesso online lo spot e i commenti su youtube purtroppo confermano come tali spot servono solo ad alimentare pensieri sessisti sulle donne, soprattutto su quelle che lavorano:

 v