Veline e velinismi: stereotipi di genere nella televisione italiana

untitled-4.jpg picture by kikkazz

Striscia la notizia è un tg satirico che va in onda su Canale 5. Il programma è in prima serata fino al sabato e ogni sera si apre con la sigla ballata da due ragazze giovanissime, una bionda e una mora che prendono il nome di Veline.

Le due showgirls durante lo stacchetto vengono inquadrate su seni, glutei, labbra cosce. La telecamera sceglie i movimenti astutamente:  dall’alto per inquadrate le generose scollature e dal basso per riprenderle sotto la gonna.

Questa tipologia di programma si è diffusa anche in altri paesi. In Bulgaria con il nome ‘Gospodari na efira’, in Albania con il nome di ‘FIKS FARE’, in Romania con il nome di Cronica Carcotasilor.

In italia, invece, questo ruolo è diventato uno stereotipo di genere tanto che le “veline seminude” sono presenti in gran parte dei programmi televisivi italiani. Insomma, questo nuovo modello, a cui aspirano molte adolescenti a causa del martellamento che lo propone come vincente, è diventato un trampolino di lancio per tutte le donne che vogliono lavorare in tv.

Vestite o svestite sembra che le donne debbano avere soltanto ruoli prettamente femminili all’interno dell’intrattenimento.

Questi programmi vanno in onda durante la fascia protetta fruibili anche a bambini molto piccoli che rischiano di imparare che avere un fisico perfetto sia importante e che le donne vadano valutate solo dall’aspetto. Infatti questo stereotipo trasmette il messaggio che le donne sono oche quindi è giusto relegarle ad ornamenti, rigorosamente mute.

Gli ultimi sono Sarabanda con Belen, Mercante in Fiera con a Gatta nera sadomaso  e Paperissima con Juliana Moreira, che non rinunciano ad un immagine femminile subordinata e limitata solo al ruolo di cornice.

Se uno straniero venisse qui in Italia penserebbe che le donne italiane possono solo mostrarsi nude ed essere carine per allietare il pubblico maschile, come effettivamente è in realtà.