Le pubblicità sessiste e la ‘resistenza culturale’ di un Paese

Ho creato questo blog per denunciare un determinato comportamento pubblicitario presente nel nostro paese che tende a separare i due ruoli e stabilire cosa è da uomo cosa è da donna e i comportamenti che essi devono tenere. La resistenza è molto forte: sia nel lottare affinché avvenga un cambiamento, sia nel tollerare chi lotta  a favore del cambiamento.

Per la mentalità di molti questi spot creano umorismo e non indignazione, per la ,mentalità di molti le reazioni contrarie vengono percepiti come un’offesa o un’esagerazione da parte di chi ha una mentalità tradizionalista e tende a percepire gli stereotipi come comportamenti normali che dipendono da caratteristiche biologiche. E’ difficile riconoscere cosa è sessista e spesso chi se ne accorge e tende a contrastarne diventa oggetto di offese altrettanto sessiste. Le donne che in italia lavorano contro queste pubblicità vengono considerate anti-uomo, frustrate sessualmente o brutte se non vogliono essere rappresentate da donne spesso modelle “usate” per pubblicizzare anche il dentifricio.

Una pubblicità sessista è questa ad esempio che rispecchia la mentalità italiana. L’idea che le donne che lavorano, o meglio, in carriera siano delle stronze ancor peggio se mestruate:

La pubblicità  è maschilista e descrive un ambiente interamente femminile dove gli uomini vivono oppressi. E ad aggravare il messaggio sessista è l’assenza di spot che rappresentano donne che lavorano o che rivestono ruoli decisionali.  Lo spot è il classico lieto fine a rivincita maschile.

L’uomo è riuscito a calmare quella mandria di mestruate che alla fine lo guardano con sguardo dolce. 

Ecco che ritorna la disapprovazione verso le donne “aggressive”. Le donne devono essere dolci, disponibili e sexy.  Un altro spot che si inserisce bene nel contesto italiano dove l’assenza di donne in luoghi decisionali e la carenza di lavoratrici sta ad indicare il grande tasso di discriminazioni che ancora le donne italiane devono affrontare nel mondo del lavoro a causa di questi stereotipi. Stereotipi che vengono rafforzati dai media, anziché abbandonati.

E sappiamo benissimo il potere dei media nel consolidare un’opinione o un atteggiamento in un contesto.

Abbiamo visto in molti spot come vengono descritte le donne che occupano luoghi considerati sacri agli uomini. (vedi birra Heineken).

Inoltre reputo offensivo banalizzare e deridere le donne con la sindrome premestruale soprattutto da parte di una casa farmaceutica. Inoltre pare che le donne debbano curarsi soltanto per lasciare vivere in pace gli uomini. Stereotipi sulle mestruazioni duri a morire.  Chissà quanti machisti idioti rideranno alla vista dello spot e insulteranno le donne incazzate etichettandole come mestruate perché in tv hanno visto lo spot di un medicinale che pare confermare che non si tratta di stereotipi ma della realtà.