Vita da sottilette

«Certo che lavare i piatti tutti i giorni è proprio una bella scocciatura,» dichiara Gaia con le maniche rimboccate e guanti di gomma rossi, mentre si affaccia su un acquaio ricolmo di stoviglie sporche. «Ma oggi ho scoperto “sottilette in carrozza”, cloc cloc cloc (fa il verso), che sono così buone, ma così buone che i piatti sono arrivati già belli puliti e i bambini non hanno lasciato nemmeno una briciola!»

E’ chiaro che la bimba sta giocando a fare la mamma. Nel frattempo entra in scena il fratellino: si arrampica su uno sgabello, lancia un giocattolo nell’acqua e fa disastri dappertutto. Proprio come è normale che faccia un bambino di quell’età.

La bambina, invece, che avrà due anni in più viene adultizzata proprio come una piccola mammina.

Nel secondo spot una bimba di nome Sofia vestita con un cappello di paglia  in testa e una collanina di perle per renderla più signorina, camicia di trine e gonna al ginocchio, guarda in camera e si lamenta: «Tutte le volte che c’è la partita mio marito non c’è proprio,»  «E quando gli parlo mi fa sempre shhhhh». Insomma, la bambina si immagina (o sogna di avere) un marito che la zittisce ogni volta che apre bocca, soprattutto quando affronta discussioni di calcio.

Per calmarlo la bambina però ha in riserbo un trucco: preparargli un piatto di lasagne con sottilette!

Il messaggio sessista viene rafforzato quando al goal la bambina esclama “Ah, i soliti maschi!”.

Insomma, l’unico modo per farci apprezzare dai mariti è fargli le lasagne e non intromettersi quando guarda una partita di calcio, perché si sa per i maschi il calcio è un Dio intoccabile.

Gaia e Sofia sono due bambine di quattro cinque anni che vivono nel 2009. Ma su copione mettono in scena la più desolante solitudine e oppressione femminile ma sono talmente carine e sorridenti che suscitano solo commenti entusiastici, specie da parte delle donne: «Voglio una bimba come Gaia!», «Che carine!».

Fa molto senso usare una bambina per comunicare messaggi così sessisti soprattutto senza avere la consapevolezza che questo può trasmettere un messaggio non irrilevante a bambine piccolissime.

Si possono proporre stereotipi così pericolosi attraverso la leggerezza di un gioco da bambine?

E’ una cosa sana?