Veline, veleni e raccomandazioni

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Che il concorso Veline fosse “truccato” me ne sono accorta seguendo le finali. Infatti una delle vincitrici dell’edizione del 2012 sarebbe raccomandata da Silvio Berlusconi grazie alle conoscenze con il padre della ragazza (si parla di Alessia Reato) che ha una grande azienda e ha ospitato Berlusconi in Abruzzo durante il terremoto e del fratello che fa il calciatore.

Quello che mi chiedo è: com’è che un programma che denuncia imbrogli, raccomandazioni, truffe usa gli stessi espedienti per eleggere le Veline? Insomma oltre al problema della strumentalizzazione del corpo femminile c’è quello di Ricci che raccomanda le sue veline. Questo fatto ha scatenato non poche polemiche sul web, noi ce ne siamo accorte prima, infatti abbiamo dubitato tantissimo quando abbiamo visto che le altri aspiranti hanno dovuto fare la figura delle sceme pur di farle vincere.

Allora fu che per pararsi il sedere Ricci sta pensando di licenziarle (tenendole per un periodo di prova di circa tre mesi) anche perché la bionda, Giulia Calcaterra, ha posato per alcuni scatti sexy da modella violando il regolamento che impone di rispecchiare l’immagine delle brave ragazze che non possono mostrare nudità al di fuori del bancone di Striscia. Per il resto la prima puntata va in onda stasera e chi la seguirà se vuole può riassumerla qui.

Seguendo Veline 3° parte e pensieri vari

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Anche ieri mi sono sacrificata alla visione del programma “Veline” che come Miss Italia è andato in onda a piu’ puntate esaltando l’evento come fosse importantissimo, anche se in realtà è uno dei tanti contenitori tappabuco della televisione commerciale.

Ieri era la finalissima e quattro coppie di aspiranti Veline si sono sfidate a colpi di stacchetto e prove che secondo l’autore, Antonio Ricci, dimostrerebbero (o meglio convincerebbero) alla giuria e al pubblico da casa che le Veline che cerca non devono essere solo belle ma devono saper fare qualcosa.

Peccato che nella realtà alle tre aspiranti rimaste (la prima coppia è stata subito eliminata) è stato chiesto di fare delle esibizioni veramente umilianti da bambine dell’asilo, sopratutto a quelle che sono state eliminate.

Da subito ho capito che il concorso è truccato, anche se l’ho sempre pensato. Andando in giro per il web ho scoperto che i nomi delle vincitrici, Giulia Calcaterra (la bionda) e Alessia Reato (la mora), comparivano già in diverse pagine come vincitrici ufficiali e perfino su Wikipedia. Sono andata personalmente sulla pagina Facebook ufficiale dedicata al concorso per verificare l’anomalia che altri avevano già notato e che a detta dell’autore era un’errore o una coincidenza.

Ma passiamo alle prove umilianti che a mio avviso e di molti, sono state chiesta dall’autore per ridicolizzare le aspiranti che sono state eliminate e lasciare così ad Alessia e Giulia (le nuove veline) la corona e lo scettro.

Infatti le due coppie che hanno perso hanno dovuto esibire la loro “inettitudine” artistica. La mora (Nausica) della coppia con la coccarda numero uno ha cantato una canzone malgrado fosse palesemente stonata, accompagnata da quella bionda (Emma) che ha inscenato qualche passo di danza classica che poteva anche andare ma il problema è che l’esibizione è durata qualche secondo per volere della regia e i cameraman zoommavano nelle parti intime scoperte per dare un impronta voyeuristica all’esibizione.

La coppia con il numero 4 (Carola e Flavia) ce l’hanno messa tutta per interpretare il ruolo di “oca” probabilmente richiesto per scoraggiarle anche perché erano le “più bruttine”.

Alle ultime due ( ricordandoci che per tutta la puntata hanno ricevuto applausi piu’ forti come se in studio già sapevano che fossero le vincitrici) è stato dato più spazio, infatti hanno interpretato un’esibizione più convincente, avvantaggiata dal fatto che la velina bionda pratica ginnastica artistica (anche se le esibizioni prevedevano che l’aspirante mostrasse le mutande) e dalla spigliatezza della mora.

le nuove veline: Giulia e Alessia

Coincidenze? no proprio per niente, ma il problema non è nemmeno questo, poiché a noi non interessa indagare se il concorso è truccato o meno, ma è la rappresentazione femminile che questo programma ha dato ieri (oltre che per tutta l’estate) aggravata dal fatto che da anni Ricci, il papà di Striscia, ha sempre ribadito che la figura della Velina non distorce la percezione femminile e non ne lede la dignità femminile.

Dopo aver esaminato questo, sono andata ad esaminare il ruolo dei giudici che sedevano per eleggere le veline vincenti. Quasi tutti si occupavano di paesaggi, bellezze artistiche ed erano architetti e mi chiedevo che c’entrassero degli architetti con le Veline.

Quando Ezio Greggio dava loro la parola ne venivano fuori messaggi subliminali. Alcuni di loro alla domanda cosa è la bellezza (ma si parlava in ambito di paesaggi, arte) dicevano più o meno (messaggio tradotto):

“la bellezza è valore fondamentale per affermarsi”

Immaginiamoci l’età di gran parte del pubblico da casa, quante ragazzine e bambine ne verrebbero influenzate?

Dopo quest’affermazione c’è un altro signore che fa battute sul binomio veline-calciatori e Ricci fa giurare le aspiranti in gara di non fidanzarsi con i calciatori ma anche di studiare perché è importante. Messaggio che può andare (quello dello studio perché noi siamo dell’opinione che una può fidanzarsi con chi le pare e che la richiesta di giuramento era palesemente offensiva e sessista) ma che nel contesto è anomalo.

Non sarebbe meglio dare visibilità anche a studentesse e fornire alle ragazze più modelli verso i quali identificarsi?

Perché le ragazze italiane soffrono per questa carenza di modelli alternativi, ove in mancanza di questi si adeguano credendo che il loro ruolo è legato alla solo apparenza. Una prova sta nelle domande di Ezio Greggio poste a ciascuna delle aspiranti: “Quando eri piccola sognavi di fare la Velina?”. La risposta era affermativa, qualcuna raccontava che quando aveva tre anni ballava davanti alla tv davanti ad un Gabibbo peluche. E pensare che le finaliste erano solo poche delle 2000 ragazze che all’inizio dell’estate hanno affollato i casting accompagnate dai genitori e sognando di diventare Veline o di lanciarsi in qualche modo nel mondo dello spettacolo. 

Per questo motivo che noi non siamo contro le Veline (e le auguriamo buon lavoro) . Ricordiamo che il ruolo di Velina offende le donne in assenza di altre figure femminili alternative che compensino. Infatti chiediamo alla tv di dare più  modelli alle nostre ragazze dove possano identificarsi (e rispecchiarsi) nelle loro molteplicità. I modelli unici fanno male, perché ti fanno sentire diversa, ti comunicano che tu puoi fare successo solo perchè bella, ti comunicano che il ruolo delle donne è quello di stare zitte davanti a conduttori parlanti e questa è una discriminazione sessuale, puzzano di stereotipo, che il corpo delle donne va scrutato e sfruttato come un oggetto, che le donne sono mentalmente inferiori agli uomini, che le donne per fare successo devono essere sexy, che non serve talento per avere successo.

Tutto ciò viene indicato sopratutto alle ragazze, come se di loro interessasse solo il fisico o il sex appeal, come se agli uomini non interessasse quello che dicono o il loro pensiero ma solo il loro sedere. Questo discrimina anche gli uomini, e io da poco sto lavorando anche su questo aspetto, perché mette in scena uno stereotipo duro a morire “agli uomini per distrarli basta un pò di figa”. Ho parlato con tanti uomini che si sono sentiti offesi dal messaggio della tv e altri che sorprendentemente si sono sentiti discriminati perché a loro non è concesso fare successo facilmente. Sono tutti spunti che io lavorerò e riprenderò in post seguenti per coinvolgere anche la parte maschile ad una visione critica dei modelli televisivi.

Tornando a Striscia Ezio Greggio eleggendo le due nuove Veline ricorda a tutti che il concorso è stato una bella trasmissione, pulita per famiglie. Ma siamo sicuri che le famiglie vogliono guardare trasmissioni simili, ricettacolo di messaggi sessisti e distorti?

La “bambina” orgoglio di papà Ricci

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Dopo aver parlato della puntata andata in onda il 7 settembre, inerente alle semifinali di Veline, mi seguo anche le semifinali che sono andate in onda ieri ed oggi a Cologno Monzese (Mi).

Avanti ieri sul palco c’erano le brune, dimezzate da otto a quattro, ieri le bionde hanno “subito la stessa sorte”. Entrambe le categorie sono state sottoposte ad alcune prove: La prova dello stacchetto, la visione del casting con sfilata in bikini e la comparazione senza trucco.

Tra uno sculettamento e l’altro, primi piani di sederi, format che ha sempre caratterizzato l’immagine della velina, ho notato però un tradizionalismo inesistente (e non innocuo) nelle edizioni precedenti, che danno l’idea della ragazza della porta accanto o meglio la brava ragazza acqua e sapone sullo stile Miss Italia.

Proprio ieri, dopo la visione della puntata, cerco in internet qualche informazione sulla nuova edizione di striscia e trovo questo video:

C’è uno degli inviati di Striscia che sottolinea ben due volte che le veline devono essere ragazze per bene. Abbiamo già visto come nei media si sta diffondendo un linguaggio sessista che richiama all’idea di un’immagine femminile tradizionalista dal punto di vista morale (vedi Miss Italia e le dichiarazioni di prof. Becchi a la7), sopratutto dopo lo scandalo del Rubygate.

Questo continuo richiamo all’esigenza di ragazze acqua e sapone, con viso angelico e contemporaneamente con un corpo esibito che lascia ben poco all’immaginazione, sono frutti di una visione maschilista della morale sessuale femminile che si divide tra i due archetipi santa e puttana.

Se l’oggettivazione sessuale delle donne è un imposizione di un modo d’essere nel rapporto con l’altro genere sopratutto nell’approccio sessuale, il richiamo alla pudicizia è l’altra faccia della stessa medaglia.

Già l’anno scorso, Striscia dopo le accuse di “mercificazione della donna” è corsa ai ripari rivestendo le due veline allora in carica, Federica e Costanza, come se la polemica dipendesse solo dall’abbigliamento indossato dalle ragazze in scena.

Così facendo si è male-interpretata la polemica sul ruolo delle donne in tv, scambiandola come un richiamo alla pudicizia, mentre le Veline seppur più vestite continuavano indisturbate a sculettare e a non dire una parola accucciate davanti al bancone dove siedono due conduttori maschi attempati.

Cosa è cambiato? nulla, se poi vogliamo è anche peggio, poiché il richiamo alla pudicizia  e alla castità è un’altra delle tante gabbie che vengono imposte a noi donne.

Nessuna di noi ha mai detto che le veline andrebbero rivestite o tolte dalla televisione, noi abbiamo chiesto una tv che rappresenta anche le donne reali, quelle che la tv non ha mai sentito il bisogno di rappresentare, quelle che per la tv non esistono.

La polemica sulla strumentalizzazione delle donne in tv, o in particolare del proprio corpo è rivolta ad una tendenza delle tv commerciali e di Stato di rappresentare le donne SOLO in veste di veline, schedine, vallette o più in generale ragazze di bella presenza senza alcuna qualità artistica per di più umiliate e ridotte come oggetto, ridotte a stare mure per tutto il tempo, semi nude o a ripetere frasi a pappagallo “imboccate” dal conduttore come ochette ( come a L’Eredità dove le vallette sono piu’ vestite ma ricoprono un ruolo ornamentale).

Non è una coincidenza che questo ricorso a rivestire le ragazze di Striscia sia nato dopo lo scandalo del Rubygate (prendendo come pretesto il documentario il corpo delle donne e i giornali de l’Espresso) quasi voler ribadire che le ragazze di Striscia sono brave ragazze “malgrado le apparenze”, perché è ancora radicata l’idea che vestire in minigonna è sinonimo di puttana (e si sà che in questo Paese, se sei donna sei automaticamente una puttana). Oggi lo ripetono, devono essere ragazze per bene, sopratutto perché hanno ripreso a risvestirle.  E così ecco che si ricercano le “bambine” orgoglio di papà Ricci che faranno da modello a tutte le ragazzine italiane.

Voi che ne pensate?

Mary

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