La tv italiana odia le donne

9/10/2011 Roma: prima puntata di "Domenica in" in onda su Raiuno tutte le domeniche pomeriggio. Nella foto:Lorella Cuccarini .(foto Adnkronos)

Da quando scrivo su questo blog mi capita –un po’ per dovere un po’ per curiosità-  di soffermarmi spesso su vari programmi televisivi.

Ho guardato con gran coraggio un po’ di tutto ultimamente . Dal Grande Fratello ai  vari Tg passando per Uno Mattina e altri programmi mattutini, e di una cosa mi sono resa conto: che se tutte queste cose sono inguardabili devo dire che sono di gran lunga  meno sessiste, squallide e finto-bigotte dei programmi pomeridiani.

Domenica 6 novembre  ad esempio, su rai1 a Domenica in nella fascia condotta da Lorella Cuccarini “Così è la vita”  si parlava dello stalking.

In studio c’erano due donne che raccontavano la propria esperienza.

La prima donna si chiamava Catena Giardina che ha raccontato la sua bruttissima esperienza di violenza e stalking (dal suo ex marito) durata 10 lunghi anni. Lei fortunatamente ha avuto la possibilità di raccontarcela la sua storia e da quell’incubo ha tratto anche un monologo  teatrale (questo è il suo sito) che ha fatto il giro in tutti i teatri d’Italia, sostenuto da centri anti-violenza che ahimè per i vari tagli sempre più chiudono e scarseggiano in un Paese che invece avrebbe tanto bisogno di loro.

L’altra tragica storia invece era quella di Emiliana Femiano  raccontata da sua mamma. Molti ricorderanno questa storia per la sua crudeltà ed efferatezza.

Apprezzo sempre molto quando programmi televisivi parlano di questi episodi ma c’è una cosa che mi lascia sempre un certo amaro in bocca e cioè che non chiamino mai le cose con il proprio nome.

Quella di Emiliana ad esempio non è una storia di stalking, è un femminicidio. Perché la tv non parla mai di queste tematiche con questo termine? C’è quasi una paura da parte della tv a dichiarare la parola femminicidio, come se dire femminicidio indichi qualcosa di satanico e malato o indichi una colpa a tutto il genere maschile.

Il termine femminicidio è sicuramente una parola che andrebbe diffusa, andrebbe insegnata affinchè CERTI uomini cambino e capiscano che le donne non sono un loro accessorio, una loro proprietà ma esseri umani con i loro stessi diritti e con la stessa dignità .

In studio per “par condicio” c’era un ex stalker, altra cosa che sicuramente non mi è piaciuta. Ha raccontato la sua vicenda passando ovviamente come un povero malato che poi sottoponendosi alle cure di professionisti è divenatato un altro. Ma perché sempre questa giustificazione della malattia mentale? Perché tutti coloro che ammazzano le proprie compagne -o i pedofili ad esempio- devono essere sempre in qualche modo giustificati dal fatto che avevano turbe mentali, depressioni o problemi vari.

Ricordo benissimo un’intervista ad Alda Merini che dichiarava : ”I veri malati di mente il male lo fanno a se stessi” , e lei di queste cose ne capiva abbastanza visto l’inferno che ha dovuto subire nei vari ricoveri nei manicomi.

Altra cosa che sicuramente mi ha lasciata un po’ delusa ed interdetta è la frase di Catena Giardina; dopo aver fatto un discorso sulla non violenza e sull’incubo stalking  ha concluso -il suo intervento e la puntata- con un  “…io non sono femminista eh”.

Non mi sarei mai aspettata una frase del genere da una donna che sulla propria pelle ha patito un’esperienza simile. Una frase che sicuramente indica distacco e disistima per le donne femministe grazie alle quali ad esempio è stato abolito il delitto d’onore. Pratica usata fino a 30 anni fa soprattutto dalle sue parti, giustificata e ammessa dalla legge.

Sempre in tv in questi giorni mi è capitato di vedere una piccola parte di “Quarto grado” su rete 4.

In collegamento c’era la mamma di Salvatore Parolisi, l’uomo accusato di aver ammazzato la giovane moglie Melania Rea.

Nell’intervista il conduttore chiedeva alla donna cosa ne pensasse del rapporto tra i due coniugi e da qui il delirio. La donna dichiara che tra i due coniugi c’era  felicità e tantissimo amore – già questo stona un po’ con i numerosi e lunghi tradimenti che il marito aveva fatto a Melania- ma ovviamente in quel genere di contesti la facciata falsa di famigliola felice conta più della verità.

L’anziana non contenta ha continuato il suo discorso con “Mio figlio era innamorato , è tutta colpa di quella-l’amante- lo sapeva che era sposato“. Al che il conduttore ha cercato di far ragionare la signora dicendo che anche il figlio sapeva di essere sposato, e la donna con gran “coraggio”  ha dichiarato questa frase “si ma chill’ è omm”. Brivido misto a disgusto! Mi chiedo la trasmissione, il conduttore e/o l’ideatore ci fa o ci è? Non raccontiamocela! Che risposte potevamo aspettarci da una persona anziana e profondamente ignorante? Perché mandano queste interviste con messaggi disgustosi e dannosi per chi li guarda?

Sabato invece su rai1 a “Le amiche del sabato” si parlava di amori che finiscono in tragedia.

Ovviamente non hanno mica parlato delle 125 donne ammazzate –per mano di mariti,ex o fidanzati- in questi 11 mesi del 2011 , ma certo che no. Hanno ben pensato di parlare di un caso (forse uno dei pochissimi) accaduto a Locri qualche giorno fa.

Una donna di 45 anni tenta di ammazzare il convivente di 30 anni più grande. Dalle dichiarazioni della donna si apprende che l’uomo la maltrattava, certo esiste la separazione e niente può giustifcare un omicidio. Ma la cosa che mi chiedo è : perché su rai1 si sono occupati di questo caso, quando stando ai dati ogni 3 giorni viene ammazzata una donna?

Non parliamo poi dei commenti in studio che fanno rabbrividire: “Mogli un po’ streghe e con rancore”, si avete letto benissimo. Allora quei 125 mariti che hanno ammazzato le mogli? Come potremmo chiamarli?

Beh ma in tv c’è sempre una giustificazioni per gli uomini che ammazzano le donne, del tipo: aveva perso il lavoro o era depresso.  La tv italiana è misogina.

 La tv italiana vuole le donne o casalinghe inebetite davanti la tv o veline non pensanti.

La cosa più grave è sentire questi messaggi da delle reti televisive dove noi italiani paghiamo un salato canone. E’ assurdo! Non meritano più neanche un nostro centesimo. Paghiamo il canone per vedere una tv che ci informi in modo democratico non con messaggi veicolati dalla politica o dal Vaticano.

NOI QUESTA TV NON LA VOGLIAMO FINANZIARE PIù!

Faby

Italia sul due, Uno mattina…e il loro noiosissimo sessismo

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Abbiamo ricevuto varie segnalazioni per quanto riguarda “Italia sul due” , uno dei programmi più mediocri, sessisti e arretrati che riempiono i palinsesti della rai .

In particolare una nostra lettrice ci ha segnalato questa puntata .

Tema principale : l’aborto.

Siamo alle solite, sembra di vedere una scena anni’60 dove per contrastare le femministe diffondevano la propaganda contro l’aborto : mezzo attraverso il quale streghe senza vergogna e morale, sfascia famiglie, ambasciatrici di morte,  donnacce senza scrupoli ammazzavano futuri bambini. Ci risiamo: il fascismo è tornato!

Un minestrone di arretratezza, ignoranza e maschilismo, dove la donna che va ad abortire viene vista sempre come un’assassina,  una goduriosa che non si prende le sue responsabilità dopo aver “consumato” .

 Ma in tutto questo, non si chiedono mai che ruolo abbia il padre.Ci sono tante ragazze che ricorrono all’aborto perchè il  loro ragazzo non vuole il bambino. Non si chiedono mai in che contesto questa donna sia rimasta incinta. Non si chiedono mai perché una donna decide di abortire. E se ad esempio una ragazza decide di abortire dopo aver subito una violenza? O decide di abortire perché nel Paese in cui viviamo non saprebbe come sfamare e far crescere il suo bambino (ricordiamo che più della metà delle donne non ha un lavoro e ha pure smesso di cercarlo) ?

Ad esempio la storia sull’aborto che vi ho postato era quella di una ragazzina di 17 anni; come può una ragazza di 17 anni far crescere un bambino, se lei per prima deve ancora crescere?

Non è mai passato per la testa di questa gente che prima di puntare il dito servirebbe una corretta educazione sessuale sin da piccoli, magari da inserire nelle scuole? Già, dimenticavo la patria del Vaticano non vede di buon occhio certe cose ( non dimentichiamo quel famosissimo episodio dove l’attuale Papa andò in Africa e consigliò vivamente di NON usare il preservativo)!

Mi è capitato di vedere qualche minuto di questo programma non perché io mi voglia così male, ma perchè quando intraprendi un lavoro come quello che portiamo avanti  con questo blog  è necessario documentarsi e osservare il “nemico” per capirlo ed affrontarlo.

Il contenuto di questo programma è totalmente svilente, gli ideatori e i presentatori dallo sguardo molto sveglio e intelligente (pura ironia) credono che la gente e in particolare le donne siano delle imbecilli.

Pensano che alla casalinga, essendo la telespettatrice  media  si possa proporre il peggio:  a parer loro quest’ultima è una totale cretina non acculturata che passa le giornate sul divano a dividersi tra soap opera e programmi vuoti, rozzi e analfabetizzanti come il loro.

Non è proprio così, ad esempio mia mamma è una casalinga non per scelta ovviamente e si sente profondamente offesa da questi programmi, così da tempo, ha deciso di spegnere la tv, perché lei non guarda soap, lei si informa, lei non guarda questi scempi attira-casalinghe disperate ma guarda programmi di spessore, programmi che l’aiutino ad informarsi e a comprendere la situazione critica sia a livello economico sia a livello sociale che il nostro Paese sta attraversando.

Non siamo le uniche ad aver notato come i programmi mandino continuamente messaggi deliranti e maschilisti, ad esempio su “Femminismo a sud” hanno ideato un’interessante iniziativa dove poter segnalare il programma che più ci offende e l’eventuale pratica anti-sessista da adoperare .

Oltre a loro, anche Giorgia su “Vita da streghe” , qualche giorno fa ha analizzato una puntata di Uno mattina, dal titolo “In cucina meglio lui o lei?”, riportando sia qualche pezzo dei vari dialoghi sia il filmato.

Neanche pochi secondi dall’inizio del programma ecco che la conduttrice lancia un messaggio da far accapponare la pelle:  “Non so chi sia più bravo in cucina, ma sicuramente a pulire dopo aver cucinato sono più brave le donne”…Wow come sono fiera di questo primato! Ma si, perché studiare? Piuttosto nelle università introducano dei corsi come “migliore angelo del focolare” e un eventuale specializzazione in “massaia-sforna pasticcini” , ovviamente non ci saranno pezzi di carta che attestino la cultura ma che so, magari una batteria di pentole per poter accogliere con una bella cenetta il maritino che torna da lavoro, o magari un frullatore per far gustare a tutta la famigliola frutta fresca comprata personalmente alle sei di mattina ai mercati generali.

Mi infastidisce molto come in questi programmi vengano insultate sia le donne -viste come badanti, colf e sfornafigli- che gli uomini – visti come totali imbecilli, mammoni, incapaci anche di lavare un piatto dopo aver cucinato- .

Insomma, abbiamo criticato più e più volte mediaset, ma la rai -se vogliamo- è anche peggio: visto che paghiamo un salato canone annuale pretenderemmo un po’ più di qualità,  come ad esempio la totale abolizione di programmi alla Miss Italia , vecchio contenitore del nulla cosmico dove decine di ragazze come tanti automi con  lo sguardo perso nel vuoto sono costrette a dire nei secoli dei secoli sempre le stesse frasi:

Sono la ragazza della porta accanto, semplice e solare” : io invece non mi sento affatto una ragazza della porta accanto perchè sono complicata in più anche  lunatica e rompiscatole.

Vorrei realizzarmi a livello professionale, ma se il mio futuro marito me lo chiedesse rinuncerei alla carriera” : io invece non rimuncerei proprio a nulla e  se il mio eventuale futuro marito me lo chiedesse non ci rinuncerei ancora di più.

Insomma : basta siamo stufe! Tra tre mesi saremo nel 2012 e ancora dobbiamo subire ogni giorno queste continue discriminazioni, queste brutture vecchie e maleodoranti di stantio.

Parlateci di lavoro e welfare piuttosto, promuovete l’emancipazione, consigliate alle donne di cercare di ottenere l’ indipendenza economica e  la  realizzazione personale ; se proprio dovete parlare di cose frivole e banali (è giusto che ci siano anche quelle) fatelo evitando di cadere e di diffondere i soliti stereotipi di genere di cui non se ne può più e per colpa dei quali siamo ridicolizzati in tutto il mondo.

Faby

Corpi autentici e una TV interessante: sì, è possibile!

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Quando si guarda la televisione italiana, sia che la si segua con assuefazione sia che la si guardi con l’intenzione di evidenziarne criticità e superficialità, può risultare difficile immaginare qualcosa di diverso. Magari capiamo che vorremmo altro, ma esattamente cosa è difficile a dirsi. Da telespettatori non è detto che si abbia la creatività di chi, per mestiere, lavora e progetta il dietro  le quinte.  Per esempio, e di questo vorrei raccontarvi, l’altra sera stavo cenando guardando la TV francese.

Piccola necessaria premessa: anche io come molti di voi da anni avevo abbandonato la televisione, anche quando abitavo in Italia, l’avevo spenta definitivamente e con gioia. Poi, trovandomi all’estero (quando sono partitaper andare a Berlino) nel mio appartamento già ammobiliato un’enorme televisione funzionante mi guardava sorniona. L’ho accesa per migliorare la mia conoscenza della lingua e ho scoperto che possono esistere trasmissioni interessanti, bei film non interrotti dalla pubblicità e trasmessi non solo nei canali a pagamento, reportage sulla storia o letteratura del ‘900…insomma, alla fine più che un esercizio di lingua si è trasformato in un utile piacere. Ora che mi sono trasferita in Francia mi sono procurata la TV anche per voi, per raccontarvi qualcosa dalle pagine di questo scoppiettante blog.

Dicevo: l’altra sera, facendo zapping, sono capitata sul mio canale preferito, Arte, un canale franco-tedesco dalla programmazione molto interessante, che seguivo con passione anche quando mi trovavo in Germania. Stavano trasmettendo un servizio intitolato Rondes et belles; il tema era la bellezza nelle modelle  in carne e veniva raccontato lo svolgimento di una specie di concorso per diventare modelle professioniste per quelle che vengono chiamate “taglie forti”.

Inizialmente ho temuto il peggio, non amo che l’obesità venga trattata in modo spettacolarizzante detesto la sensazione di essere davanti ad una TV del dolore e della derisione al contempo. In realtà mi sono presto resa conto che nella TV italiana non avevo credo mai assistito ad una rassegna di volti e corpi così diversi dallo standard, così lontani dai ritocchi della chirurgia o di Photoshop, così reali e veri e quello che vedevo mi piaceva, era per me una novità!

Oltre al concorso, e al trattare il tema della moda per taglie forti mostrando alcune stiliste tedesche trasferitesi a Londra e operanti in questo settore, hanno mostrato parti di  un’accurata intervista all’ideatrice della campagna di saponi e bagnoschiuma  Dove in cui si esprimeva proprio il desiderio di mettere in scena donne normali per publicizzare creme adatte rivolte a tutti i tipi di bellezza, anche quella di donne magari non più ragazzine o non rispondenti ai canoni di un mercato che uniforma e appiattisce.

Alcune di queste foto tra l’altro erano state scattate da un’affermata artista fotografa, Annie Leibovitz, (conosciuta anche per essere stata la compagna della celebre intellettuale Susan Sontag).

A seguire, una volta terminato questo servizio, ne hanno mandato in onda uno interessantissimo dedicato alla compagnia di ballo “Danza Voluminosa” fondata da Juan Miguel Mas nel 1996, la cui prima ballerina pesa 130kg .

Vi assicuro che anche qui non c’era nulla di ridicolizzante, anzi. Il tema dell’obesità, preso seriamente in considerazione e raccontato con grande serietà e trasporto in frammenti di interviste ai componenti del corpo di ballo di questa compagnia, è stato trattato in modo tutt’altro che superficiale.

Alcune di queste ballerine hanno infatti raccontato nello specifico la malattia al metabolismo che le affligge e le conseguenti difficoltà fisiche nella vita di tutti giorni, come quelle psicologiche del non sentirsi accettate dalla società e quindi neanche da se stesse. Vi assicuro però che se le osservate danzare non c’è spazio per lasciarsi andare a patetici pietismi: la leggerezza, la poesia, l’emozione che mi ha provocato il guardare alcune loro coreografie non si possono raccontare facilmente. Le ho trovate brave e belle !

Ho quindi avuto la sensazione che dal tubo catodico stesse arrivando a me come agli altri  telespettatori una grande lezione di vita, un esercizio di comprensione e valorizzazione delle differenze, un esercizio di pensiero e di libertà artistica realizzato senza inutili enfasi. Si trattava di mostrare il loro lavoro, la dimensione di eccellenza in cui, superando lo stereotipo, questi artisti hanno trovato la possibilità di emozionarci ritrovando anche se stessi e l’accettazione del proprio corpo talvolta malato, talvolta semplicemente  appena fuori dagli standard che il mercato ci impone.

Mi è però venuta in mente la nostra televisione, e mi sono chiesta se da noi sarebbe mai possibile vedere qualche cosa di simile. Tanta verità, tanta realtà in volti e persone umane, vere, che raccontano con enorme dignità, professionalità e passione le loro esperienze, la loro arte, senza essere ridicolizzati o ridotti a fenomeni da baraccone.

Mi è venuta in mente Pina Bausch, la cito sempre lo so, è uno dei miei miti; ho pensato alla sua compagnia di danzatori che continuano a danzare pur essendo diventati adulti o anziani insieme a lei senza mai smettere di raccontarsi dal palco, ho pensato ai loro corpi così lontani dagli standard e così espressivi, così emozionanti e belli.

Mi è venuta in mente la storia della pittura, dalle Madonne-Mamme paffute di Leonardo  alle carni tormentate delle modelle di Lucien Freud (grande pittore, scomparso pochi giorni fa).

Ho pensato alla bellezza delle donne africane, altissime e corpulente, che popolano il mio quartiere qui dove abito, le cui forme sono accentuate da abiti così variopinti da essere un inno all’energia vitale a prescindere. Quando le vedi ballare sono leggere, veloci e felici, loro si accettano anzi, non si pongono proprio il problema, nessuna auto-tortura psicologica, vestiti di tutte le misure e viva le differenze, altroché da noi!

Ho pensato (deformazione professionale, sono pur sempre una storica dell’arte!) alle veneri paleolitiche, immagini della bellezza della madre terra, simbolo di femminilità e di vita e in quanto tale piene di materia, di carne e rotondità.  Insomma, perdonatemi se vi annoio, ma volevo soltanto raccontarvi come, a partire da una normale serata televisiva, sono partita per un volo pindarico per me stimolante.

Quando la televisione è ben strutturata, credo davvero possa essere uno strumento di informazione e di apertura di orizzonti, fonte di ragionamento e non di assopimento intellettivo.

Per intrattenere non c’è bisogno di impoverire i contenuti. In Italia ci prendono davvero per scemi, subiamo Tamarreide e il Grande Fratello ma basterebbe guardare canali come questo di Arte per rendersi conto che la Tv non dobbiamo buttarla via, anzi.

Bisogna semplicemente riprendersela, non lo pensate anche voi? Non ce la meriteremmo una TV di qualità?

Vi saluto consigliandovi questo video, colonna sonora ricorrente della trasmissione di Arte di cui vi ho parlato. Si intitola Give me the food, e la cantante ( nazionalità rumeno-tedesca) è Miss Platnum. Buon ascolto!

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