Talebani di casa nostra

bonolis

Qualche volta mi faccio coraggio, accendo la televisione e mi sintonizzo in quei programmi televisivi di fascia protetta rivolti ad un pubblico adolescenziale. Uno di questi è “amici di Maria De Filippi” il programma più visto dagli adolescenti italiani e forse uno dei pochi che ha sfornato giovani talenti.

Vorrei però andare oltre lo scopo del programma per soffermarmi su una triste scoperta: anche in questo programma televisivo vengono veicolati i peggiori stereotipi di genere e questo è grave a giudicare dall’età dei telespettatori che lo seguono, ovvero ragazzi e ragazze che vanno dai 10 ai 18 anni.

Nella puntata che guardavo giorni fa, entrava Belen Rodriguez in studio dopo l’incidente in moto con il nuovo fidanzato, che fa parte dei concorrenti di Amici e assisteva alla sua entrata assieme ad altri concorrenti che a dorso nudo si preparavano ad una coreografia.

Mentre la showgirl si apprestava a fare ingresso in studio barcollando a causa del recente infortunio alla caviglia, e malgrado a questo non ha potuto rinunciare ai tacchi a spillo (uno dei tanti cilici delle donne in tv) veniva accolta da fischi polemici, per cosa? Per essere uscita con un nuovo ragazzo, considerata dai fans di Emma Marrone come la “ruba uomini di turno”, come se lui non fosse responsabile di aver tradito Emma per lei.

Ai miei occhi mi è apparsa una scena veramente strana pensando che siamo in un Paese occidentale del 2012: Belen ha dovuto difendersi e per placare la disapprovazione del pubblico, dichiarava che lei ha cambiato ragazzo perché è innamorata.

Successivamente Paolo Bonolis, conduttore televisivo, mentre lei dichiarava che “le cose non sono come dicono in tv”, le rivolge una battuta umiliante “So tutto di lei guardando Studio Aperto, adesso che gara fa? ne sceglie un altro tra quei quattro [i ballerini semi nudi alle sue spalle ndr]?”. Tutti ridono e applaudono e lei gli risponde “Beh, anche lei avrà cambiato donne in tutta la sua vita! No?”.

Gli occhi di Bonolis hanno uno sguardo quasi di stupore perché certamente nessun uomo italiano è abituato ad una risposta simile e credo che nessuna italiana abbia mai messo in discussione questa pesante disparità tra i giudizi sul comportamento sessuale maschile da quello femminile. Ma Belen viene dall’Argentina e probabilmente là le donne sono più libere di finire una relazione con un uomo senza essere giudicate ragazze “di facili costumi” , pregiudizio che in Italia è ancora presente, uno delle cause fondamentali per cui un uomo non accetta che una donna possa finire una relazione di sua spontanea volontà, con la frase “o mia o di nessun altro” , regalandoci un triste primato: quello del femminicidio.

Probabilmente Bonolis avrà pensato alla teoria “della chiave e dei lucchetti” ma si è guardato bene dal dirlo, però lo ha pensato eccome.

Sono anni che assistiamo a questa tv che umilia le donne, propina stereotipi umilianti dove la donna da una parte deve essere apprezzata secondo i criteri maschili che approvano una donna se fisicamente sexy, desiderabile ma poi la fanno a pezzi quando non corrisponde al modello femminile costruito a tavolino: “bella e sexy te lo possiamo concedere ma guai avere avuto tante storie”.

Perché ancora oggi a causa di questa stupida mentalità in Italia una donna ha avuto più di un uomo nella sua vita viene considerata una “poco di buono”, senza considerare che tante cambiano ragazzi perché può capitare di aver trovato quello sbagliato e non abbiamo la pallina di cristallo per sapere se lui sarà l’uomo della nostra vita. Poi ci sono quelle che vogliono divertirsi, ne cambiano uno al giorno, che male c’è in fondo? Fanno male a qualcuno? Eppure le condanne sociali che ricevono sono ben più pesanti di quelle che subiscono stupratori e pedofili, che hanno sempre una giustificazione in riserbo da parte dell’opinione pubblica.

Ci sono leggi in amore? Ci sono sicuramente ruoli che ci hanno imposto, ruoli che ancora nel nostro Paese sono molto forti, dove la donna deve recitare la parte della preda sopratutto se è bella e dove l’uomo si deve comportare come un “cacciatore”, pena la perdita della virilità e della stima degli altri maschi, senza pensare che questa costruzione fa parte della “cultura dello stupro” che tanto viene condanna in termini di leggi ma poi non si riesce nemmeno a capire che si tratta di cultura e c’è poco da condannare se non sei capace di trovare il “seme” che l’ha generata, cioè la rappresentazione della donna come un mero oggetto sessuale.

L’umiliazione incassata da Belen, ricorda molto una scena famosa presente nel documentario di Lorella Zanardo, quando una showgirl accusava l’altra di essere uscita con tanti uomini, ricordandole che “finché lo fa un uomo è un sempre bene, se lo fa una donna viene definita un’altra cosa”.

Tantissime ragazzine subiscono il lavaggio del cervello tra veline in mise succinta che devono stare al proprio posto, ammiccare al telespettatore uomo per convincerlo a non cambiare canale e comunicare “disponibilità sessuale”, tra stereotipi figli di un retaggio culturale ancora vivo nel nostro Paese, dove la moralità di una donna viene giudicata sulla base del proprio comportamento sessuale e tra l’omertà di una società che non intende liberare le ragazze da un sistema che genera crisi di identità, causa nelle ragazze di un cattivo rapporto -se non una vera e propria avversione- verso il proprio corpo e la propria femminilità, per non parlare del conflitto “eva contro eva”.

Perché ancora oggi, mentre la moralità di un uomo viene misurata dalla pulizia della sua fedina penale [Fabrizio Corona ndr], quella di una donna viene giudicata dalla sua violazione o meno dei “peccati capitali” e allora tantissime donne anche quelle che sembrano più “emancipate” sono costrette a difendersi come se hanno commesso un reato, assistendo a salotti televisivi (gli stessi che in altre occasioni sono “scollacciati”) che assumono l’aspetto di aule di tribunali talebani.

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