Sara Tommasi e una star greca girano un film porno: due paesi in delirio!

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Julia Alexandratou

Sembra assurdo che un governo democratico si interessi della vita sessuale delle donne.

 Non in Arabi Saudita ma in Grecia, la scelta di una showgirl greca fa gridare l’opinione pubblica ad uno scandalo tale da scomodare il parlamento.

Quale? Quella di entrare nel mondo del porno. Scandalo che fa più paura dell’imminente crisi economica che sta distruggendo la Grecia.

Ma come, un angioletto biondo e vincitrice di Miss Grecia nonché popstar decide di diventare una zoccola? Inconcepibile.

Ma come in piena crisi economica la politica non ha ben altre preoccupazioni che la vagina di una avvenente ragazza?

 Julia Alexandratou, nome della protagonista del sex tape, notata per la sua bellezza ma anche per il suo talento canoro ora è in compagnia di un uomo mentre si masturba con una bottiglia di champagne.

Su youtube si moltiplicano gli insulti: “ΠΟΥΤΑΝΑ” (poutana):

La ragazza si giustifica sostenendo di aver scelto la carriera del porno a causa dei suoi problemi economici. Carriera che le ha già fruttato 4 milioni di sterline.

Se da una parte il pubblico ha accolto con favore la distrazione del governo che si concentra sulla perdita dei valori morali della nazione, indignandosi verso la scelta della donna, dall’altra il video è stato acquistato da mezzo milione di greci.

Ovviamente noi crediamo sia aberrante Il fatto che la scelta personale di una ragazza sia diventata un affare politico.

Da questa vicenda si scopre una Grecia moralista pronta a legiferare sul corpo delle donne, circa le scelte sessuali e carrieristiche di ognuna di noi.

Ma non e’ certo l’unico episodio. Mesi fa, infatti, la polizia greca pubblica sui media le fotografie delle prostitute affette da Aids, per proteggere i clienti, violando la privacy di queste ultime, poiché accanto alla foto appariva nome, cognome ed indirizzo di queste ultime.

La vicenda fa subito scandalo, facendo il giro del mondo e finendo perfino nelle nostre cronache, innescando una serie di polemiche in tutto il mondo sul trattamento verso queste donne, violate nella loro sfera intima e cacciate come streghe. Trattate come criminali sulle quali pende una taglia.

Il fine e’ politico poiché il 6 maggio scorso avrebbero dovuto esserci le elezioni.

Spesso chi si prostituisce è immigrata e viste le campagne razziste di stampo neonazista che crescono in Grecia non mi stupisce ci sia dietro anche del razzismo. E’ anche vero che sempre più donne greche ricorrono alla prostituzione a causa della crisi economica e la povertà che colpisce soprattutto le donne per vari motivi sociali e culturali e sbatterle pure sulla stampa è doppiamente offensivo. 

Perché sbattere in prima pagina i nomi e le foto delle prostitute e non anche quelle dei clienti?

Non sarebbe stato meglio fare prevenzione ed incoraggiare l’uso del condom?

Queste cose in un puritano paese mediterraneo sono proibite? Allora e’ più facile perseguitare e disprezzare le donne? E noi in Italia lo sappiamo benissimo, visto che non siamo certo uno dei migliori Paesi per quanto riguarda la posizione sociale delle donne.

Anche qui l’ingerenza politica sulla nostra sessualità è fortissima. Qui gli scandali sessuali vengono però riprodotti dalla politica stessa, ovvero da esponenti politici, come ad esempio il caso Marrazzo e il Rubygate che ha aperto un dibattito sulla dignità delle donne in ambienti politici opposti e in alcuni neo-movimenti.

Basti pensare ad alcuni striscioni apparsi il 13 febbraio durante la manifestazione di Se non Ora Quando? che esprimono la forte divisione tra sante e prostitute, indicando le ‘olgettine’ come lesive alla dignità della donna. “zoccole” perché hanno osato avere rapporti sessuali per denaro e non “per amore”, perché hanno osato concedersi per ottenere prestigi politici, fama e ricchezza. Zoccole perché non sono madri, mogli, figlie, sorelle e lavoratrici precarie:

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Non sono vere donne perché non hanno aspettato il principe azzurro a cui donarsi ma hanno scambiato relazioni sessuali in cambio di denaro con un uomo potente e miliardario. Sono stupide perché hanno messo in primo piano il corpo o l’aspetto estetico anziché le proprie idee. Sono donne indegne perché hanno violato la loro natura dedita al sacrificio. Le donne non sono capaci di fare scelte e sono sempre vittime di violenza e sfruttamento. La Santanché è di facili costumi, eccetera..

A che titolo si possono affermare giudizi simili? chi è una per dire cosa deve fare una donna o come dev’essere?

E’ o non è ingerenza politica sulla sfera sessuale femminile?

Pochissimi si sono concentrati sul rapporto tra un ottantenne e una minorenne, Ruby e quando lo facevano è stato con un approccio giudicante nei confronti dell’unica vittima della vicenda. Che Berlusconi abbia dato il meglio di sé in atteggiamenti sessisti è risaputo e opinabile ma da un movimento femminista normalmente non ci si aspettano giudizi di stampo sessista sulle scelte sessuali altrui.

Questo è inaccettabile soprattutto se esce dal pulpito di un movimento che si dice femminista. Sicuramente c’è chi si sente femminista e chi lo è veramente ma molti striscioni lasciano poco spazio all’immaginazione.

Snoq è un movimento “politico” che si dice femminista ma per mio parere ha ben poco di femminista visto che divide drasticamente madonne da puttane, divisione maschilista che ogni femminista rifiuterebbe e visto che è un movimento con uno schieramento politico molto forte anche se si dice indipendente.

Quale femminista giudicherebbe la vita sessuale delle donne stabilendo i parametri in cui una debba definirsi per bene?

Quale femminista identificherebbe delle donne come prive di soggettività e prive di autodeterminazione? 

Stesso atteggiamento è stato tenuto anche da PD e M5S. Di scandali politici e sessuali ne è pieno il mondo ma nessun paese alla pari dei paesi mediterranei è capace di scandalizzarsi urlando alla dignità della donna o insultando con epiteti sessisti le donne coinvolte.

Come pochi paesi ingerirebbero sulla vita riproduttiva delle donne attraverso la massiccia obiezione di coscienza negli ospedali.

La vita sessuale delle donne non dovrebbe interessare  la politica. I politici non devono prendere argomenti che riguardano i nostri corpi e la nostra vita sessuale.

Girare porno è ancora uno scandalo se sei donna. Le donne fanno porno ma per fare questa scelta si mettono contro un sistema sessista che le targa come “puttane”. Pregiudizi più negativi rispetto a quelli che investono le donne che hanno una vita sessuale attiva o le prostitute. 

Gli uomini etero che girano porno non hanno di questi problemi. Questo pregiudizio è fortemente radicato anche nel nostro paese. Basti pensare alla stima che molti hanno per Rocco Siffredi e il disprezzo che hanno verso le donne che a parità di mansione vengono fortemente criticate.

Sia dai maschilisti, sia da quelle femministe che si appellano alla dignità della donna e vedono tutte le donne come delle vittime. 

Ho sempre cercato di porre una domanda sul perché una femmina non dovrebbe girare ( e guardare) porno. Mi hanno risposto che è riprovevole fare sesso in cambio di denaro. Nessuno mi ha fatto notare che gli uomini che fanno porno o i gigolò non vengono etichettati negativamente. I pregiudizi sulla sfera sessuale femminile non possono essere risolti. Nessuno ha volontà di farlo.

Non è un caso se l’episodio accaduto in Grecia ricorda tantissimo quanto è accaduto qui in Italia. 

Anche nel nostro Paese una celebrità ha scelto di girare un film porno. Dopo gli scandali di Arcore, la showgirl Sara Tommasi viene ritratta in un video assieme ad un’altra donna.

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Sarah Tommasi

La protagonista che in passato è stata “paperetta”, showgirl e concorrente vip al reality L’Isola dei Famosi, nonché laureata in Economia alla Bocconi, ha creato molto scalpore.

Malgrado ciò il video ha ottenuto tantissime visualizzazioni (battendo perfino quello della modella greca Julia Alexandratuo).

Lo scalpore per l’uscita di quel sextape è cresciuto quando la Tommasi ha dichiarato di averlo girato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, tanto che chi lo ha prodotto ora è indagato per violenza sessuale. Infatti, Sara ha denunciato il produttore del film, Federico De Vincenzo, accusandolo di averla drogata e costretta a girare quelle scene.

La showgirl italiana è inoltre in cura per depressione e disturbo bipolare come testimoniano molte fonti e molte sue affermazioni sconclusionate e senza senso come quella in cui si credeva vittima di un rapimento alieno o che qualcuno controllasse la sua mente, il che aggrava la posizione di chi l’ha indotta a girare quel video.

Eppure questo non ha placato gli animi circa la sua posizione. Continui giudizi cattivi e pieni di pregiudizio attaccano ancora oggi la vita di Sara Tommasi ma non si concentrano su chi invece l’ha indotta a girare quel video, oscurando la loro gravissima posizione.

E’ molto probabile che il contesto abbia influenzato parecchio la salute della donna, aggravando la sua sofferenza e il suo disagio.

La risposta di Cartorama e la bambina di 25 anni

bambola

Proprio ieri ho spedito la seguente lettera di insignazione contro la pubblicità sessista di Cartorama.

Buongiorno,
vorrei comunicarvi la mia disapprovazione in merito alla vostra pubblicità della linea Smiley World, presente sul cartellone di Via Tuscolana (Roma) (foto allegata) .
La vostra pubblicità non fa altro che promuovere rigidi stereotipi di genere e sopratutto vederli applicati ad un pubblico di ragazzine mi indigna ancora di più.
Se all’immagine di una bambina rappresentata come una Barbie, piena di fiocchi rosa ci aggiungete per di più con trucco ed ammiccamenti sensuali il vostro messaggio è ancora più pericoloso in quanto state promuovendo un incitazione alla pedofilia coinvolgendo una bambina che a differenza di una modella adulta non è consapevole del messaggio sessuale che la vostra campagna vuole comunicare.

Ci appelleremo all’UDi per chiedere il ritiro della vostra campagna.
Vi porgo i miei più cordiali saluti
Un altro genere di comunicazione

Oggi ho ricevuto la risposta di una signora. Mi hanno detto che la modella ha circa 25 anni. Secondo la Cartorama gran parte dei ragazzi sarebbero degli eterni Peter Pan. Inoltre non sapevo che gli italiani a 25 anni frequentassero ancora le elementari. mah! Vi incollo comunque la risposta:

Buon giorno,
La ringraziamo per la Sua segnalazione, che ci ha permesso di interrogarci internamente sulla nostra campagna Smiley.
Siamo un’azienda da sempre molto rispettosa verso i nostri clienti finali ed in particolare verso i bambini, ai quali una parte dei nostri prodotti sono indirizzati. Da sempre prestiamo la massima attenzione nel proporre i nostri prodotti in modo adatto al target di acquisto; non siamo mai stati una azienda che si pone come obiettivo campagne pubblicitarie aggressive o trasgressive.

In questo specifico messaggio che ci segnalate, promuoviamo la linea Smiley World, una linea di prodotti il cui target va indicativamente dai 18 ai 25 anni. E’ una linea più adulta, non dedicata ai bambini ma ai ragazzi che, nonostante siano cresciuti, ancora amano i prodotti semplici e colorati, contraddistinti dall’icona della felicità. La modella della campagna infatti è ed appare una giovane donna (ha circa 25 anni) con il fiocco rosa e il chewingum scoppiato, e sta ad indicare la voglia di tornare bambini e sorridere, e quindi la nostra intenzione era ben lontana dal voler strumentalizzare la donna o la purezza dei bambini, o dare un messaggio con connotazioni  sessuale o sessista. L’immagine non propone nessun atteggiamento volgare  o indecente, né si tratta di una bambina in atteggiamenti provocanti, ma anzi il contrario: si tratta ed è riconoscibile come una giovane donna che attraverso i prodotti Smiley World ritorna un po’ bambina, sia nell’abbigliamento che negli atteggiamenti. Nessuna scollatura profonda o vestito aderente, anzi, la modella indossa una normale canottiera estiva e la sua espressione è simpatica e divertente, mai ammiccante.  Come a voi non ci piace la pubblicità che esibisce la donna e ne strumentalizza l’immagine e siamo molto rispettosi verso il pubblico dei bambini. Comprendiamo benissimo che l’opinione pubblica sia in questo momento molto sensibile a questi temi e ne condividiamo il livello di attenzione.

La maxi affissione segnalataci sarà comunque rimossa entro oggi, nel frattempo La ringraziamo e cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

Ufficio Comunicazione
GRUPPOCARTORAMA  S.r.l.
Via G. Matteotti 5, Turate (Co), Italy – Ph: + 39 02 9697 161 – Fax: + 39 02 969716 319


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