Anche il giro d’Italia è vittima di immagini sessiste!

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Ritorniamo a parlare di immagini sessiste (purtroppo)!

In questi giorni è arrivata una segnalazione da parte di una pagina amica ,Femminismi, ed è l’ennesima segnalazione di un’immagine sessista che questa volta ha a che vedere con il Giro d’Italia e che potete vedere di seguito:

“Fano saluta il giro!”

E con cosa lo fa? Con una bella donna nuda! Infatti la maglietta rosa altro non è che pittura!

Il blog Femminismi ha già contattato il sindaco del paese chiedendone la rimozione, in quanto ,  giustamente, non tutti i cittadini di Fano si sentono rappresentati da quell’immagine, e lo ha fatto tramite la seguente lettera:

Al Sindaco del Comune di Fano e, per conoscenza, alla stampa locale

Oggetto: richiesta di rimozione del cartello pubblicitario sito in viale Gramsci

Egregio signor Sindaco, da qualche giorno campeggia in Viale Gramsci, luogo in cui si collocherà il Traguardo del 95esimo Giro d’Italia, un cartello di grandi dimensioni riguardante una operazione pubblicitaria di un esercente, operazione alla quale è stato dato un certo rilievo mediatico nazionale, negativo per la città, giorni fa. Si tratta infatti di una modella in sella ad una bici da corsa, sulla quale una operazione di “body painting” ha dipinto la maglia rosa. E’ evidente il tono sessista della operazione pubblicitaria: il Giro è una gara esclusivamente maschile, ed usare l’espediente delle nudità della ragazza è il solito modo di attrarre l’attenzione del maschio italiano medio, secondo una tecnica pubblicitaria che mette le donne nel ruolo di finte protagoniste ma in realtà di meri oggetti di consumo. C’è chi può considerare ancora accettabile questo tipo di messaggio pubblicitario, e se si trattasse di una semplice scelta privata, vista la libertà di espressione che è tutelata dalla legge, ci si limiterebbe allo strumento critico. Peccato però che sul cartellone pubblicitario campeggi la scritta “Fano saluta il Giro”. Per questo, poiché non ci sentiamo rappresentate da questo slogan, e poiché crediamo che una buona parte dei fanesi e delle fanesi non possano acconsentire ad essere rappresentati da una pubblicità sessista, Le chiediamo di agire affinché si rimuova l’affiche la cui stessa presenza mima un assenso generalizzato e istituzionale che non può essere condiviso. Le chiediamo che ciò sia fatto immediatamente. Augurandoci che la città, anche in sede istituzionale, voglia porsi all’avanguardia in un uso responsabile e più moderno della comunicazione pubblicitaria, abbandonando lo sfruttamento a mero scopo di attrattiva erotica per il maschio eterosessuale del corpo delle donne e sostenendo invece la libertà di essere di noi donne nella nostra completezza e autonomia espressiva, porgiamo Distinti saluti Femminismi, donne di Fano, Pesaro, Urbino.

Purtroppo la protesta è stata vista come un essere eccessivamente  bigotti, il body painting alla fine è un’arte- secondo l’assessore-quindi che male c’è? In giro (come al solito) c’è di peggio!

Segue un’ulteriore risposta da parte di Femminismi:

Assessore Santorelli, a Lei che si è rivolto a noi dell’Associazione Femminismi con parole di assoluto spregio, a lei che dovrebbe rappresentare l’Istituzione Pubblica che garantisce il rispetto della vita comune nella città di Fano, con cortesia rispondiamo così:

1) La nostra protesta si inserisce in un percorso critico sul rispetto delle donne nella città che ha avuto un momento centrale nel luglio del 2011 dopo i fatti della Notte Bianca (modello mercantilistico della cultura con alcool a fiumi e culminato con uno stupro di gruppo). Abbiamo organizzato le assemblee cittadine di donne e uomini per lavorare sui modelli culturali maschili e femminili, anche in forte contraddizione con la visione acritica da “bulli/gladiatori” e “pupe”, proposta a Fano. Ma Lei, Assessore non ci ha mai degnato di un briciolo di attenzione, eppure dietro tante scelte culturali discutibili c’era anche Lei. Da quel momento terribile per la nostra città abbiamo chiesto e proposto di cambiare rotta, sostenute da tante persone che non sopportano più il continuo proliferare di immagini, palcoscenici e dichiarazioni in cui le donne sono considerate solo merce e contorno. Eppure lei in conferenza stampa si chiede “chi siamo”, fa capire che per Lei non rappresentiamo nessuno … questo vuole dire che la sua memoria è corta.

2) La pubblicità “donna in rosa” – cosa contestiamo a questo intervento privato? Se lei avesse letto il nostro comunicato avrebbe capito – forse – che il punto è il continuo riferimento alla donna solo come un oggetto da mostrare, un oggetto che abbellisce a uso e consumo di una visione maschile del messaggio pubblicitario e maschilista della donna – la nostra critica non ha mai nominato come lei afferma la parola “scandalo” né tantomeno è bigotta, bensì pienamente in linea con il nostro lavoro di sensibilizzazione, che oggi in Italia è un obiettivo culturale diffuso.

3) Ma la nostra protesta è stata soprattutto indirizzata al fatto che – nonostante i tanti soldi investiti dal Comune per il Giro d’Italia – non c’era neppure uno striscione o un manifesto cittadino di accoglienza ai ciclisti, l’unica riconoscibile presenza era la “donna in rosa” con su scritto “FANO SALUTA IL GIRO” ci chiediamo: ma quale Fano? Ma chi rappresenta questa immagine e questo tipo di comunicazione? Lei si chiede chi rappresentiamo noi, le rispondiamo che noi non abbiamo mai parlato a nome di “Fano”, chi lo fa da privato, con quali diritti lo fa? E soprattutto perché lei pubblicamente lo giustifica e lo appoggia? Non è che questo messaggio sessista le piace? Abbiamo assistito durante la premiazione al saluto del vincitore della tappa ad una bambina, questo ci ha regalato un’immagine delicata e gentile: forse che il mondo dello sport recepisce meglio di lei e della Giunta fanese che il rispetto di tutte le donne, di quello che pensano e vogliono è un dovere di tutti gli uomini e quindi di tutti i cittadini? Visto che noi la faccia ce la mettiamo sempre, e ieri eravamo in mezzo alla gente a dire le nostre ragioni e abbiamo avuto – ancora una volta – tanti cenni di riconoscimento, una nostra delegazione firma con nome e cognome anche questo comunicato.

Noi di Un altro genere di Comunicazione sosteniamo la causa di Femminismi e se anche voi siete d’accordo andata a firmare nella loro pagina qui.

Siamo stuf* del sessismo dilagante!

BASTA!!!

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