
Ormai, volenti o nolenti, la tecnologia ha preso il sopravvento e in molti ci ritroviamo quotidianamente davanti i nostri pc a leggere, commentare, twittare, condividere su fb … articoli di vario genere.
Per molti internet rappresenta una sottospecie di zona franca, dove si possono insultare liberamente e in malo modo tutt*. ( nel momento in cui si da della troia ad una donna, si può incorrere in una bella denuncia per diffamazione …..sapevatelo! )
Parolacce ed insulti pesanti sono all’ordine del giorno. Il web è in grado di far uscire fuori il troll che soggiorna inconsapevolmente negli uomini e nelle donne dall’animo più nobile e pacato (davvero incredibile la sicurezza che riesce a dare lo schermo di un pc).
Siamo così civili che , per esempio, su facebook necessitiamo di un sistema di moderazione e controllo poiché tante sono le pagini orribili che vengono create e diffuse, a volte anche a discapito delle categorie più deboli, di gente morta in modi orribili ecc ecc … .
Abbiamo però notato una piccola falla nel fantastico mondo della moderazione facebookiana, della quale è già stata ampiamente discussa in passato, ovvero : non esiste un modo per poter segnalare il sessismo che dilaga oltre alla violenza verbale e visiva che spesso non viene considerata tale:
«Grazie per la segnalazione ma dopo aver analizzato il caso, troviamo che la pagina non violi le regole della comunità e che non ci siano attacchi a persone per il loro sesso, religione, razza o salute»
In questi giorni se ne parla molto; il fenomeno, dai noi già denunciato da tempo , è stato finalmente trattato a livelli “alti” dopo che la presidente della camera ,Laura Boldrini, ha ricevuto minacce di vario tipo all’interno di facebook.
Alla denuncia si accoda anche la blogger Selvaggia Lucarelli, la quale ha subito lo stesso trattamento della Boldrini, non riuscendo però ,ancora, a far chiudere le pagine che alimentano odio e violenza nei suoi confronti.
Alle parole della Boldrini la rete tuona:
No alla censura! Si alla libertà di espressione!
Ma da quando libertà di espressione e sinonimo di libertà di minacciare una persona?
Le leggi esistono il web non ha nulla di diverso dalla vita reale, tutti i reati sono perseguibili!
E allora perché tutto questo pullulare di pagine violente? Perché gli utenti se ne fregano di lasciare commenti violenti, contenenti minacce dai propri account con nome e cognome in bella vista? Forse bisognerebbe migliorarle queste leggi?Farle rispettare di più?
Dall’articolo di Selvaggia Lucarelli:
“[..] Inutile dire che il proprietario della pagina, piccato dalla mia provocazione, va avanti con post provocatori del tipo «Prima che mi chiudano la pagina, Selvaggia Lucarelli, ti piace l’anal?» . E il fatto che vada avanti così, la dice lunga su quanta paura di conseguenze legali abbia ‘sta gente. Nulla. Sanno che quello che è accaduto con la Boldrini, capita perché era presa di mira una carica dello Stato. Gli altri, prendono e portano a casa. Oppure vanno alla polizia postale, come farò. Ma è un iter scoraggiante, perché non solo bisogna prendersi del tempo per farlo, ma aspettare che qualcosa succeda. E i tempi, temo siano molto diversi dalle 24 ore della Boldrini. Però va fatto. E non perché si tocca il proprio orticello, ma perché se vogliamo che il web diventi un posto migliore, bisogna pretendere che le leggi che valgono in piazza, valgano anche qui.”
Spesso capita che sul moderatissimo facebook:
- Vengano chiuse pagine che divulgano video di protesta contro la chiusura di un ospedale : La censura di facebook ai danni dell’informazione;
- Immagini sessiste vengano condivise ripetutamente alimentando tutti gli stereotipi che ormai sono così radicati da essere visti come cose normali : Offendimi tanto sono una donna: social network pro-sessismo ;
- Vengano censurati in modo brutale articoli riguardanti tematiche abbastanza critiche delle quali si sente parlare ben poco : Facebook censura noi e l’informazione!
- Vengano bloccati gli account di persone per motivi davvero assurdi che mettono solo in evidenza la profonda ipocrisia che sussiste nella pudica Italia, che hanno spesso a che fare con la pubblicazione di immagini contenti capezzoli e\o nudo ma che nel contesto non offendo il pudore e\o la dignità di nessuno.
Vengono perciò chiuse e bloccate per un periodo di tempo pagine di informazione colpevoli di aver pubblicato la foto di una madre che allatta il proprio figlio, pagine di attiviste come le Femen che si sono viste i propri spazi chiusi n volte fino a quando non hanno iniziato ad offuscare questi terribili mostri altresì detti capezzoli ecc ecc…
Ma il sessismo resta impunito e a volte nonostante le segnalazioni di massa da parte degli utenti queste pagine goliardiche restano e continuano indisturbate la loro opera in quanto le minacce di violenza rappresentano dei casi che non violano le leggi della comunità.
Alcune delle immagini sessiste che si possono trovare sul web:
Vengono presi di mira personaggi pubblici, sia donne che uomini anche quest’ultimi infatti hanno innumerevoli collezioni di fotomontaggi di vario tipo. Insomma la rete non risparmia proprio nessuno.
Esiste una vera e propria gara su chi riesce ad insultare per prima la malcapitata di turno, ed ecco infatti una,delle tante, immagine sessiste nei confronti della Santanchè in seguito ad alcune sue dichiarazioni lasciate in questi giorni:
Da notare anche, e soprattutto, i commenti lasciati dagli utenti.
Qualcuno ha istituito un premio per chi scrive più volte la parola troia? Ormai è dilagante il dare della troia a qualsiasi essere femminile presente in rete.
Pubblichi una foto dove hai in mano una teglia di dolci? Troia! Foto ricordo davanti il Colosseo? Troia!
…Troiofobia la chiamiamo noi. ( un male curabile eh!)
Tanti altri esempi sono stati riportarti giorni fa nell’articolo Tirale le pietre!
Ritornando a facebook, l’elemento fondamentale affinché scatti la censura ,in una buona parte dei casi, è la presenza di capezzoli.
Ci domandiamo perciò il motivo di questa censura; il perché sia possibile pubblicare comunque foto di seni purché non ci siano capezzoli visibili; il perché immagini che offendono,deridono ed alimentano stereotipi possano essere condivise indisturbate mentre una madre che allatta il figlio è vista come un’offesa al pudore; perché la politica di facebook permette la condivisione di immagini come quelle proposte le quali possono giungere a qualunque tipo di pubblico; perché la violenza può essere condivisa.
Perché su face book esiste questa sorta di capezzolo fobia?
Che in rete girovaghi il temibile boobs monster? Una sorta di virus letale la cui condivisione sul web è capace di causare black out, provocare la rivoluzione delle macchine e lo sterminio di una buona parte della razza umana.
Inoltre noi del blog, in seguito alla pubblicazione di un articolo che riguardava la drammatica tematica dell’infibulazione femminile e alla sua relativa censura , abbiamo scoperto la presenza di un altro terribile mostro: il vulva sauro monster, ancora più temibile.
Personalmente, con la speranza che il web possa diventare una realtà più civile, esprimo la mia solidarietà nei confronti di queste donne.
Non bisogna sottovalutare il mondo di internet e i pericoli che cela. Qui non parliamo del colore politico, di quello che una donna dice o fa, si discute del fatto che venga tacciata come Troia, che venga minacciata e offesa in malo modo. Si parla di donne e di come la cultura patriarcale misogina influisce anche sul modo di parlare. Prima era un pò più difficile beccarsi un troia per strada, si preferiva pensarlo (anche se c’è chi lo esterna a gran voce) ora il web ha messo in evidenza questo malcostume svelando anche la violenza repressa che aleggia in qualcun*.
Che sia del Pd, del Pdl, blogger o commessa di un supermercato…. nessuna donna merita il trattamento messo in evidenza, e facebook tramite le sue politiche di moderazione assurde ed ipocrite altro non fa che aiutare il sistema maschilista e misogino.
Ci vantiamo così tanto di vivere in un mondo civile…ne siamo davvero così sicuri?
Pin@




















