Ancora orrore pubblicitario, ci risiamo! #LiberaInfanzia

estetista

 

Mi era sfuggita questa che circola da settembre a Foggia per pubblicizzare un corso di formazione professionale per estetiste di cui ne ha parlato la Lipperini

Esco reduce dalla visione di un programma televisivo che raccontava gli abusi sessuali sui bambini, Amore Criminale, e mi trovo davanti per caso a questo orrore. 

La scuola che ha prodotto quest’immagine, che sarebbe inutile commentare visto che vi è ritratta una bambina molto truccata con una punta di rossetto quasi infilato in bocca, è la Siri (il sito è QUI dove compare anche l’immagine) affiancata da altre immagini che descrivono professioni “femminili” con bambine che hanno le idee chiare cosa vorranno fare da grandi ossia badanti parrucchieri e assistenti dell’infanzia. L’immagine qui sopra circola in cartelloni pubblicitari tranquilla tranquilla ed è stata pure patrocinata dalla Provincia di Foggia, ma lo Iap dov’è?

Quanti anni può avere questa bimba?

5,6, 8,10,12…Non importa, è una bambina non ci sono dubbi!

QUI la loro pagina Facebook.

QUI invece il cartellone che circola in città:

 

Possiamo tollerare che circoli immagini di questo tipo e che venga normalizzata l’attrazione verso le bambine?

Di ruoli di genere stereotipati, di donne -oggetto, di canoni estetici rigidi ne abbiamo parlato tantissime volte, ma quando vi sono in mezzo bambine significa che abbiamo proprio superato il limite. Oramai non s’accontentano più rappresentare le donne come oggetti, vogliono il corpo delle bambine! 

Armiamoci di Iap (l’unico mezzo che ci tutela) e se volete potete scrivere alla scuola.

Giulia, la nostra lettrice ci fa notare giustamente un dettaglio importantissimo: la provincia con i soldi della commissione finanzia l’ente di formazione (questo significa quanta poca attenzione si dà alla rappresentazione corretta dell’immagine femminile anche da parte del governo) e lei ci fornice gli indirizzi per scrivere alla provincia di Foggia:
SG-PLAINTES@ec.europa.eu
provincia@provincia.foggia.it

Inoltre vi fornisco anche gli indirizzi della consigliera di Pari Opportunità:

http://www.consiglieradiparita.provincia.foggia.it/index.php?option=com_qcontacts&view=contact&id=1&Itemid=5

consiglieradiparita@provincia.foggia.it

E il recapito del comune di Foggia:

http://www.comune.foggia.it/DEFAULT.ASPX?Operazione=VisPosta

Il corpo delle bambine

jakio

Vi parlerò di due cose. Uno è un episodio di pedofilia e scandali di questo periodo, l’altro è una segnalazione su un noto marchio di abbigliamento per bambine. Pochi giorni fa balza nelle cronache il caso di Don Ruggeri, un sacerdote che ha abusato di una tredicenne. Il prete è stato sorpreso mentre baciava e palpeggiava una ragazzina di tredici anni in una spiaggia  e arrestato per atti sessuali con minori che lui stesso ha ammesso. 

Tutti conoscerete di fama Don Ruggeri, se a qualcuno sfugge potrei rinfrescare la memoria per ricordare meglio le sue dichiarazioni quando l’anno scorso una ragazzina di quindici anni fu stuprata in gruppo in una spiaggia a Fano durante una “notte bianca”. Il prete, ex portavoce del vescovo di Fano, dichiarò senza mezzi termini che la ragazzina violentata era un pò colpevole, poiché le ragazzine di oggi tendono a provocare con il loro abbigliamento e modi di fare. Ecco, lui che fermamente credeve alle sue convinzioni è arrivato a realizzare concretamente la sua considerazione verso le ragazzine, passando a sua volta da stupratore latente a stupratore concreto (molte volte il passo è breve).

Sì, poichè gli atti sessuali con persone al di sotto dei 14 anni costituiscono violenza sessuale, in quanto un ragazzino o una ragazzina è incapace di poter esprimere il suo consenso. Peccato che l’intera opinione pubblica, in questo caso, è corsa subito ai ripari sostenendo che “non si tratta di pedofilia ma di un errore” come sostiene qualcuno. Perché siamo arrivati al punto che chi abusa del corpo delle bambine non è nemmeno considerato un pedofilo e al punto che il corpo di una bambina non è più quello di una bambina ma di una donna fatta che sicuramente era una “poco di buono” come scrivono tantissimi utenti intasando le pagine dei blog, giornali e social network.

Perché siamo arrivati anche al punto che perfino i genitori non se la sentono di condannare chi abusa della propria figlia (a meno che non si tratta di un immigrato). “Non è un pedofilo” come dichiara il padre della ragazzina con la quale il “mostro” ha scambiato effusioni. Eh no, non è un pedofilo, si nega l’evidenza. Che si fa? si riconsegna la bambina nelle mani di quel prete per provare che quelle foto non mentono?

Dov’è il futuro delle bambine? Il nostro Paese è sempre in prima linea per denunciare le usanze delle altre culture sopratutto le baby spose ma poi quandosi tratta di difendere le nostre bambine si arriva perfino a negare che toccare e baciare il corpo di una tredicenne è pedofilia. 

Forse l’assuefazione ad immagini che in ogni momento vengono perpetrate dai media, veicolando un corpo infantile contraffatto, ha fatto perdere di vista che una bambina è una bambina e non una donna.

Davvero al nostro Paese che si dichiara tanto civile basta che una possiede un abbozzo di seno visibile per dimenticare che si tratta di una bambina? Perchè è vergognoso poi l’atteggiamento di criminalizzazione che anzichè essere subito dal prete viene inferto ad una ragazzina reputata già una femme fatale che sicuramente ha provocato il prete, povero ragazzino incapace delle sue azioni e responsabilità.

Succede troppe volte:se ti stuprano è un pò colpa tua” del resto lo diceva anche il prete che è appunto uno stupratore. 

Passiamo ad un altro caso (ma non tanto diverso). Un’azienda di abbigliamento per bambine dai 3 ai 16 anni, Monnalisa, pubblica un catalogo per la collezione autunno-inverno con foto che poco si adattano al target di riferimento.

Il catalogo è questo. La scena si ambienta in un supermercato, certo perchè le bambine devono imparare a fare la spesa quindi abituarsi ad essere delle bravi mogli! Ma il peggio del peggio è il fatto che nel catalogo ci sono due bambine in atteggiamenti strani:

Lo stesso marchio è presente nella nostra gallery sempre per foto che raffigurano bambine in pose “strane”.

Lo stesso brand poi pubblica un altro catalogo dedicato alla collezione “Chic” con bambine raffigurate come adulte:

 

 

 

Questo solo per mettere in evidenza che problema c’è nel nostro Paese sulla percezione dell’immagine femminile che non risparmia nemmeno le più piccole. Eppure le vere bambine sono altre e non desiderano essere ritoccate e mostrate come adulte, lo dimostra una ragazzina americana che ha combattuto contro una rivista per teenagers e ha vinto, ottenendo che quest’ultima non pubblica più immagini di ragazzine patinate. Come? con una petizione firmata da 85 mila persone, un’azione che in italia ci sogniamo perché malgrado noi lottassimo da anni contro l’immagine femminile sui media, nessuno è intenzionato ad ascoltarci. E’ chiaro che il problema non siamo noi, ma è proprio la mentalità della stragrande maggioranza delle aziende italiane e la mentalità dell’opinione pubblica ancora condizionata dagli stereotipi.

Potremmo immaginarci se una bambina italiana chiedesse a giornali come Cioè, Top Girl ecc di smetterla non solo di pubblicare foto di ragazzine perfette e seducenti ma anche di evitare di pubblicare articoli che propinano stereotipi di genere tradizionali. Sarebbe stata aggredita da altri coetanei e accusata di essere invidiosa come accade a noi quando denunciamo il sessismo nei media o di essere vittima dei lavaggi di cervello di una madre troppo femminista.

E che dire della scelta di una ditta svedese che ha pubblicizzato dei giocattoli in questo modo?

Un modo privo di stereotipi di genere che nel nostro Paese sarebbe impensabile, infatti i nostri cataloghi si riempiono di bambine relegate ai fornelli giocattolo e a gare di make-up e se vogliono la macchinina che sia rigorosamente rosa shocching!

Prendiamo come esempio le buone notizie che arrivano da paesi più avanti di noi, cerchiamo di far crescere la campagna libera Infanzia e denunciare tutto questo.

Cosa porta una bambina di 10 anni a spogliarsi su Facebook?

Oggi lunedì post-feste, do come al solito una veloce lettura ai titoli dei vari giornali on-line e mi fermo su uno di essi: “Nuda a 10 anni su facebook, choc in rete” (articolo qui)

Eh già…una ragazzina di appena 10 anni, ha deciso di mostrarsi senza veli su facebook e a chi le chiedeva di togliere la foto ha risposto: “Se la levo finisce sta barzelletta”. Per lei infatti questo gesto rappresenta una barzelletta, ma che ci sta in realtà dietro tutto questo? Cosa porta una bambina di 10 anni, troppo piccola sia sessualmente che fisicamente, a spogliarsi e a mettere in mostra il suo corpo?

La notizia di per se non mi ha stupito più di tanto, perché  cose del genere oramai credo che ognuno se le aspetta in quanto siamo in un paese dove il degrado è sempre più allucinante, basta accendere la tv per vedere a quale bombardamento mediatico sono sottoposti tanti bambini ,spesso e soprattutto, durante quelle che dovrebbero essere le fasce protette ed è proprio durante questi orari che viene solleticata quella ingenua vanità infantile, soprattutto quella femminile, in modo da poter costruire il consumatore perfetto sin da piccoli, creando delle necessità inesistenti, ma che tutti per capriccio vorranno e poco importa se si vanno a creare dei prodotti che sessualizzano e mercificano i corpi di giovanissime “donne”, l’importante è il business e così ecco nascere reggiseni imbottiti, trucchi, scarpe con il tacco e chi più ne ha più ne metta! Il tutto per bambine che probabilmente crescerebbero meglio divertendosi sanamente senza tutte queste specie di trappole.

Tante volte da questo blog gridiamo a gran voce come sia sbagliato l’utilizzo che si fa del corpo della donna a livello pubblicitario (ma non solo) il quale viene utilizzato sempre e solo come un oggetto sessuale, o come uno strumento  per vendere, e secondo me situazioni come quella posta in esame oggi, nascono anche da questa continua visione che si ha del corpo femminile.

Continui sono gli stacchetti sexy che si possono trovare in un qualunque programma pomeridiano, tanti sono i telefilm che passano su canali per bambini che rappresentano ragazzin* appena adolescenti come universitari fuori corso di 10 anni.

Ho letto i vari commenti lasciati sotto l’articolo , ed ho notato come tutti abbiano puntato il dito contro i genitori  rei di non aver controllato la figlia che a 10 anni neanche potrebbe averlo l’account facebook, ovviamente io non me la sento di dissentire poiché , per quanto mi riguarda, è sbagliato lasciare davanti un pc una bambina di 10 anni da sola perché ormai internet è diventata una “selva oscura” piena di pericoli, ma secondo me una parte di colpa bisogna darla alla società nella quale viviamo.

Questa ragazzina, come molte altre, la mattina quando vanno a scuola sono abituate a vedere la gigantografia dell’ennesimo cartellone pubblicitario che utilizza il corpo nudo di una donna, tornano da scuola accendono la tv ed è un pullulare di tette e culi al vento, ed è sempre presente l’osannare la bellezza e la ricerca dei mille modi per ottenerla:  e allora perché gridiamo allo scandalo se  in fondo in fondo l’abbiamo abituata a tutto ciò , dando della bacchettona e moralista a chi quel cartellone non lo voleva in quanto lesivo della dignità della donna?

Se per lei mettere una sua foto svestita rappresenta una barzelletta è perché è stata abituata a vedere il corpo nudo delle donne come delle barzellette, come un qualcosa di divertente e che si fa per creare ironia, quella famosa ironia che solitamente non vuole offendere nessuno (classica risposta di chi ritira una pubblicità).

Utilizzare il corpo delle donne come un oggetto, strumentalizzandolo, mercificandolo e sessualizzandolo, promuovere sempre e solo il mito dell’apparire comportano anche episodi del genere.

Bisogna fermare tutto ciò, ormai è un choc continuo, troppe sono le baby modelle che sfilano e posano come le colleghe adulte, troppe le bambine piccole costrette dai propri genitori a scimmiottare le grandi (un esempio :little miss america).

Ormai i\le bambini\e sembrano in alcuni casi essere lasciati a loro stessi, anche se a volte sono proprio i genitori la causa della loro rovina, e fanno quello che nella loro età riescono a fare meglio : emulare, peccato che i baby-sitter odierni ovvero la tv e internet non siano dei contenitori degli esempi migliori per loro.

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