Le cozze avariate

Scusate ragazz* Io questa la chiamo INCOMPETENZA e non curanza nei confronti dei consumatori e in particolare delle consumatrici. Come potete leggere sul comunicato, il Giurì non sì è curato nemmeno della nostra segnalazione tanto da far passare talmente troppo tempo (l’abbiamo denunciata a febbraio)  che la pubblicità ha cessato di essere trasmessa da sola, facendoci credere che l’inserzionista l’abbia fatta cessare grazie alle segnalazioni.

Non è mia intenzione sputtanare nessuno ma sono delusa da l’unico organo che dovrebbe tutelarci e che per giunta con il ministro delle Pari Opportunità ha sottoscritto un accordo proprio per evitare che accadessero questi spiacevoli eventi. Per fortuna che l’inserzionista eviterà di trasmetterla di nuovo.

 Ecco il comunicato:

Comunicazione pubblicitaria Fiat Panda soggetto “Avete una moglie gelosa e pure cozza? avete tutta la nostra comprensione”

Desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il telecomunicato in questione, ha invitato l’inserzionista ad una riflessione critica in merito alle modalità comunicazionali adottate.

La società inserzionista ha prontamente risposto, sottolineando l’evidente impronta ironica delle campagne relative alle autovetture “Panda”, che si avvalgono da diversi anni della voce di Piero Chiambretti, personaggio intelligente, ironico e irriverente.

Ciò nondimeno, la società inserzionista, preso atto delle segnalazioni ricevute dal Comitato di Controllo, che evidenziano una decodifica del messaggio verso approdi diversi da quelli che erano nelle intenzioni e nello spirito originario, ha comunicato che la campagna è cessata e non sono previste riprese dell’episodio in questione nella pianificazione futuro.

Tutto ciò considerato il caso è stato archiviato.

RingraziandoLa per la considerazione, inviamo i nostri migliori saluti.

I.A.P.

La Segreteria

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SEGRETERIA COMITATO DI CONTROLLO

Ancora donne e motori

Mi è arrivata una segnalazione circa uno spot radiofonico trasmesso su rds alle nove del mattino. Il prodotto pubblicizzato è Fiat e parlava di rottamazioni e sconti sui loro prodotti. Ad un certo punto dopo aver elencato le offerte sulle auto da rottamare dice “hai una moglie gelosa e pure cozza?…hai tutta la nostra comprensione a 8000 euro”.

Uno spot offensivo a nostro parere perchè ancora una volta si rivolge ad un interlocutore uomo mettendo in secondo piano le figure femminili, che si vedono paragonate ad un auto da rottamare.

Le donne appaiono ridotte ad oggetti e svilite come consumatrici e come persone, anzi non si possono nemmeno catalogare come consumatrici da momento che la Fiat si rivolge al marito.

 La stessa lettrice mi ha segnalato anche un altro spot di automobili trasmesso sempre su radio. La pubblicità della mini con una donna che si compra l’auto esclusivamente per  portarla a fare shopping. Beh le donne non lavorano ma passano tutto il giorno nei negozi di scarpe.

Non sottovalutiamo le pubblicità che vengono dalla radio che sono a volte più sessiste e aggressive di quelle che vediamo in tv.

Lo scempio di ngm

rivista_soap

Ieri sera accendo la radio per rilassarmi un pò dallo stress di questi giorni. Dopo un pò di musica su Rds mandano in onda alcuni spot pubblicitari.

Mi sono accorta come anche gli spot radiofonici non siano esenti da stereotipi sessisti, talvolta anche peggiori, forse perchè devono compensare la mancanza dell’elemento visivo.

Negli spot radiofonici l’erotizzazione della figura femminile avviene attraverso la sessualizzazione della propria voce.

Uno spot in particolare mi ha indignata, perchè oltre a sessualizzare la voce femminile erano presenti elementi vocali che riducevano la donna ad oggetto-sessuale.

Si tratta dello spot del cellulare Ngm con la testimonial Nina Senicar.

Stesso discorso che vale per la Tim nel mercato italiano i cellulari sembrano rivolti a uomini arrapati, anche quando sono prodotti destinati ad un target femminile come l’orribile Vanity, un cellulare femminilizzato che però tende a discriminare di più le donne allo stesso modo delle auto rosa cipria.

In italia c’è il vizio di femminilizzare i prodotti producendo però l’effetto contrario. Sopratutto se li pubblicizzano con testimonial ammiccanti e semi nude, in quanto sembra che vogliano rappresentare le donne con certi modelli pin-up fino a qualche tempo fa confinati nelle riviste maschili.

E’ risaputo che in italia il modello femminile spacciato per vincente è quello della Velina.

Ma ora descriviamo lo spot. Una voce maschile presenta il prodotto esordendo con: “cos’ha in comune un cellulare NGM con Nina Senicar?”

Già in questa frase è racchiusa l’identificazione della donna con la merce venduta, nonchè la riduzione ad oggetto sessuale.

La voce di Nina è  estremamente sessualizzata. La show-girl alla quale non è bastata nemmeno una laurea per sfuggire al trattamento vergognoso che il mondo dello spettacolo italiano riserva alle donne che vogliono fare spettacolo costrette a mostrarsi come oggetto-sessuale in cambio di successo, si identifica nel cellulare trasformandosi in una bambola gonfiabile tutto corpo e bellezza che dovrebbe far invidia alle altre. Perchè lei presenta il prodotto in questo modo:

Ho una linea invidiabile“. Lei si presenta in questo modo svilendo l’immagine femminile e comunicando stereotipi sessisti e pericolosi per le adolescenti incitando l’anoressia attraverso la promozione un canone estetico taglia 38.

Guarda che icone” esclama lui. Il cellulare  è un touch screen e il messaggio comunicato da qeusto spot incita le molestie sessuali, un reato vergognoso che subiscono tantissime donne in Italia e che viene normalizzato da questi spot che rimandano ad un idea di donna provocante che attraverso un sorriso comunica complicità e in mancanza di elementi visivi utilizza quest’affermazione: “ci stai provando?” aggravando ancora di più il messaggio che fornisce licenze e giustificazione a chi stupra e molesta le donne. Della serie “in fondo in fondo le piaceva!” “colpa della donna troppo bella e provocante“.

Può una casa di cellulari pubblicizzare i suoi prodotti impiegando figure femminili che recitano un compione che più appropriato ad uno per pubblicizzare una bambola gonfiabile?

Ma siamo in Italia, paese dove è vietato pubblicizzare articoli da sex shop ma è permesso pubblicizzare dei prodotti come fossero articoli per il piacere maschile, svilendo le donne in questo modo.

Questo è lo spot segnalato da una mia lattrice. Mi sorge una domanda:

Questo sarebbe un cellulare per donne?

Non vi sembra, giustamente come dice anche Maria, uno spot che riduce le donne non solo ad oggetto sessuale ma offre lo stereotipo più vergognoso e maschilista che divide le donne in sante e puttane? (o buone e cattive come si nota nel sito dove Nina viene ritratta vestita da angelo o diavolo).

Ci vorrebbe una bella letterina e non quella di Passaparola.

*Nell’immagine un’ altra pubblicità Ngm apparsa su riviste.

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