#Educare alle differenze #12: ultima intervista con AVEN, la comunità asessuale italiana

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Ultima intervista del ciclo “Educare alle differenze”, l’incontro nazionale che inizierà domani 20 settembre a Roma, con i tavoli di discussione e che terminerà domenica 21 con l’assemblea plenaria delle realtà partecipanti. Potrete seguire la diretta twitter delle due giornate su @Uagdc, intanto però conosciamo Alice, membro di AVEN, Asexual Visibility and Education Network, che ci spiega qualcosa sull’asessualità.

Educare alle differenze

AVEN è una realtà che non tutt* conoscono. Puoi spiegare a chi legge di cosa si tratta?

AVEN (Asexual Visibility and Education Network) è una rete nata per la visibilità e il networking delle persone asessuali, e dell’asessualità come orientamento. Il suo scopo primario è raccogliere e diffondere informazioni sull’asessualità. Il forum – sia internazionale che “locale”, ad esempio quello italiano – è un luogo di dialogo e confronto, sia per persone asessuali che persone dubbiose, oppure persone sessuali che hanno partner asessuali, o anche semplici curiosi che vogliono saperne di più su questo orientamento.


Facciamo un po’ di lessico: per chi non lo sapesse, chi è una persona asessuale? E una persona demisessuale?


Una persona asessuale è una persona che non prova attrazione sessuale, mentre una persona demisessuale è una persona che può provarla, ma soltanto per persone con cui ha già stabilito un profondo legame affettivo. E’ importante notare che la mancanza di attrazione sessuale è scollegata da motivazioni etiche o religiose: gli asessuali non sono “casti per scelta”, né necessariamente pensano che il sesso sia una cosa “sporca” o “sbagliata” (in quel caso si parla di antisessualità, non di asessualità). Alcuni asessuali hanno partner sessuali, e per il loro bene possono anche avere rapporti sessuali. Ovviamente non tutti gli asessuali sono disposti a un simile compromesso, ma per alcuni non è un problema.

Quante sono le persone asessuali in Italia? 

Le stime mondiali sono contrastanti; la percentuale più largamente accettata si attesta attorno all’1%. Sul forum italiano abbiamo circa 2,800 iscritti, ma non tutti attivi.
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Il rispetto di una identità asessuale, trovandosi a contatto con un sistema che fa del sesso merce di scambio e comunicazione continua nelle sue forme più stereotipate ed eteronormate, quali difficoltà incontra?

Diverse difficoltà possono sorgere da una simile situazione: alcuni asessuali possono sentirsi “bombardati” dalla sessualità mediatica, oppure a disagio nel loro circolo sociale, a seconda di quanto predominante è il sesso nell’ambiente in cui si trovano. C’è anche la questione dell’accettazione; per alcune persone (sessuali) è difficile comprendere l’asessualità e assimilarne il concetto in qualità di orientamento, e tendono a pensare a essa come una malattia, un problema ormonale, un’attesa della fantomatica “persona giusta”… oppure la riconducono a traumi infantili o esperienze negative passate. Tutte queste reazioni non aiutano gli asessuali, se non a sentirsi più alieni al di fuori della comunità. La ricezione negativa non li motiva a uscire allo scoperto e parlare della propria asessualità. E’ anche, o forse soprattutto per questo, se abbiamo pochissimi volontari disposti a mettersi in gioco in occasioni come questa.

L’asessualità ha a che fare con l’attrazione romantica? Come la influenza?

Attrazione sessuale e attrazione romantica possono benissimo essere separate. Abbiamo asessuali aromantici, eteroromantici, omoromantici, biromantici, panromantici e via dicendo; tutte le combinazioni sono possibili. Un asessuale può essere romanticamente attratt* dalle persone a prescindere dal proprio orientamento sessuale.

Come definiresti la “grey area”, l’area grigia?

L’ “area grigia”, nella quale è inclusa anche la demisessualità, rappresenta tutte le persone che si sentono “a metà” tra sessuali e asessuali; altre forme di sessualità “grigia” includono, ad esempio: provare attrazione ma non desiderio, provare attrazione sessuale solo in determinate condizioni, provarla molto poco frequentemente, provare attrazione ma desiderare soltanto determinate interazioni sessuali piuttosto che altre, ecc.
Le persone appartenenti a quest’area si definiscono generalmente grey-A, abbreviativo di grey-asessuali.

L’asessualità è una questione di genere o di orientamento?

Assolutamente una questione di orientamento, l’identità di genere è del tutto scollegata dall’asessualità. Le persone asessuali possono avere una qualsiasi identità di genere, proprio come per gli orientamenti romantici.

Perchè AVEN partecipa a “Educare alle differenze”? Cosa vi aspettate da queste giornate di incontri?

L’asessualità fa indubbiamente parte delle differenze sessuali, e riteniamo sia importante informare della sua esistenza al pari di omosessualità, bisessualità, pansessualità e tutti gli altri orientamenti. Includerli nell’educazione sessuale svolta nelle scuole sarebbe probabilmente l’ideale, e per il raggiungimento di questo obiettivo è importante partecipare ad iniziative di visibilità e cooperazione con le comunità affini, prima di tutte la comunità LGBT. Da questi incontri ci aspettiamo uno scambio di idee per la prosecuzione degli incentivi alla visibilità su tutto il territorio italiano, nonché cooperazione – per chi ha possibilità – con le comunità locali.

Il condom femminile censurato su facebook

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In questi giorni, sulla pagina dell’organizzazione “Tea Time and Sex Chats” dell’università di Chicago, nata nel 2012 per promuovere un’educazione sessuale senza tabù, è stato pubblicato un video sull’utilizzo del Female Condom, il preservativo femminile. Un filmato di 5 minuti, un simpatico cartone animato per capire insieme come utilizzare quello che per i più risulta ancora un arcano oggetto.

Il preservativo femminile nasce nel 1993 e nel 1997 arriva anche in Italia. Realizzato dalla Female Health Company, ha avuto l’approvazione della United States Food and Drug Administration ma solo recentemente si è cominciato a parlare di questo metodo contraccettivo e la sua distribuzione ha avuto un certo incremento. Si tratta di  due anelli flessibili e una guaina da inserire nella vagina, anche qualche ora prima del rapporto, in modo da assicurare la continuità dell’atto sessuale e di potersi svincolare dall’eventuale intenzione del parter di non usare il preservativo. Diversi i suoi vantaggi: oltre a garantire una protezione completa risulta utile per chi soffre di allergie, essendo fatto di un materiale diverso dal lattice.

Dopo la pubblicazione del video sulla pagina Facebook, però, il social network ha eliminato il video in questione, mandando una mail in cui veniva precisato che non solo il post, ma l’intera pagina, violava i termini di servizio.

E così, si è potuto assistere all’ennesimo atto censorio di facebook, che ha creato irritazione in una larga fetta di utenti e dato luogo a proteste in rete. Ancora una volta le politiche del social network sono risultate poco chiare, dal momento che pagine violente, sessiste, razziste e omofobe continuano a rimanere lì dove stanno nonostante le numerose segnalazioni, mentre un video informativo sulla sessualità consapevole e la contraccezione è stato censurato, lasciando quindi molti dubbi sull’utilità dei controlli e sui criteri che li regolano.

Educare alle differenze#11 FuxiaBlock libera corpi e desideri: sessualità, queer studies e diritto alla salute.

fuxia block

Continuano le interviste con le realtà promotrici che parteciperanno, il 20 e 21 settembre, a Roma, all’evento “Educare alle differenze”.

Questa volta abbiamo deciso di intervistare il collettivo bio-politico di Padova: FuxiaBlock

Educare alle differenze

1) Come e quando nasce il vostro collettivo? Da chi è composto?

Nasciamo come collettivo bio-politico FuxiaBlock nel 2006 a Padova. Siamo un laboratorio di ricerca e autoformazione, che si occupa di queer studies, sessualità e diritto alla salute. A partire dalla storia e dalle pratiche del femminismo italiano, dalle riflessioni sulla decostruzione dei generi e delle imposizioni sociali che attraverso questi ci costringono in ruoli predefiniti, e dalla consapevolezza che i nostri desideri e bisogni non possono essere soddisfatti dall’attuale welfare state, ci siamo interrogat@ su nuove forme di mobilitazione e pratiche. Abbiamo così dato vita alla Queersultoria, un progetto di consultorio autogestito 3.0 (o di nuova generazione) che ha trovato casa quest’anno all’interno gli spazi occupati del BiosLab in via Brigata Padova. Spazio di informazione critica e orientamento di genere, partecipativo e soggettivante, luogo di confronto e di sperimentazione, di produzione e diffusione di saperi vivi.

2) Come agite solitamente, quali sono le vostre pratiche?

L’autoformazione è senza dubbio lo strumento principe della nostra produzione teorica, nell’ottica di una costruzione di un sapere critico e di pratiche conflittuali e di una condivisione di saperi a partire dai bisogni e dai desideri delle soggettività che attraversano il nostro spazio e interagiscono con noi. Proponiamo incontri tematici di discussione e laboratori esperienziali sulla sessualità, sull’autodeterminazione dei corpi,sulle relazioni e sulla violenza insita in esse, sui desideri e sulle emozioni, sulle molteplici performance di genere, sui paradigmi medicalizzanti e di cura. Inoltre, utilizziamo l’autoinchiesta e l’inchiesta come strumenti metodologici di mappatura e di studio del reale. All’interno della “Queersultoria” ci siamo interrogat@ per ridefinire collettivamente il concetto di salute e di benessere sulla base dei nostri bisogni e delle nostre vite precarie, prive di reddito, di casa e piene di ricatti e di controllo sui corpi sessuati. Abbiamo messo a disposizione del quartiere e della cittadinanza un centro di documentazione e spazio informativo sulle tematiche di cui ci occupiamo, che prevede la possibilità di consultazione di libri, riviste e di materiali autoprodotti per tutt@ coloro abbiano desiderio di informarsi, approfondire, confrontarsi o fossero solo curios@ di avvicinarsi a temi quali la sessualità (contraccezione, prevenzione, erotismo, pornografia e sex toys), l’orientamento sessuale e di genere, i femminismi, l’educazione al genere … Inoltre, in un’ottica di diritto alla salute e alla libera scelta di tutt@, teniamo in continuo aggiornamento una mappatura dei servizi offerti dalle diverse strutture sanitarie e parasanitarie del padovano (ospedali, consultori, altri organismi), in particolar modo per quanto concerne i sistemi e le possibilità abortive in città e gli spazi e le strutture nei quali disporre di informazioni complete sull’identità sessuale e di genere, l’orientamento sessuale e le esperienze di transito. Infine, a partire dall’esperienza quasi decennale del Fuxia Block, all’inizio del 2014 alcun@ sue component@ si sono costituite nell’Associazione “Epimeleia” che, in collaborazione con il CIRSPG, Centro Interdipartimentale di Ricerca e Studi di Genere dell’Università di Padova organizza progetti di ricerca e formazione, percorsi seminariali e laboratori sperimentali su tematiche legate a genere, corpi, diritti e salute. Sin dall’inizio l’attività del gruppo si è inoltre messa in rete con la Cooperativa Sociale Iside di Mestre  che dal 2004 progetta, promuove, coordina e gestisce iniziative di sostegno psicologico, formazione professionale e di carattere culturale, sociale, pedagogico in favore di donne e minori che vivono una situazione di maltrattamento e disagio nel contesto famigliare. Una collaborazione diretta verso lo studio e l’approfondimento del fenomeno sociale della violenza di genere e la promozione e la diffusione di culture orientate al rispetto delle differenze di genere e di orientamento sessuale, la consapevolezza e la relazione con l’altro, il contrasto alle forme di discriminazione e alla violenza di genere in tutte le sue declinazioni. Infine ci tenevamo a comunicare che il 22 agosto scorso gli spazi occupati che ospitavano la Queersultoria e il Fuxia block, così come il collettivo politico Laboratorio Bios, sono stati sgomberati dalla questura di Padova in tutta risposta a mesi di costruzione di progetti in città e nel quartiere e dopo aver rifatto vivere locali di proprietà di un ente pubblico abbandonati da decenni. Chiaramente non ci aspettavamo che un’amministrazione comunale xenofoba, razzista e priva di spessore politico e culturale come quella della nostra città (Lega Nord) potesse comprendere la ricchezza e lo spessore che esperienze di questo tipo restituiscono ai territori. Anche per questo ci prepariamo a far ripartire immediatamente questo percorso e a ridare presto una casa alla Queersultoria!

3) Cosa vi aspettate dalle giornate del 20-21 settembre?

L’aspettativa rispetto a queste due importanti giornate di confronto e formazione è quella di conoscere i numerosi gruppi, istituzionali e non, le associazioni e i comitati attenti alle tematiche di genere e della valorizzazione delle differenze. In linea con le promotrici delle giornate, riteniamo infatti che il mettersi in rete, il dialogare e il confrontarsi rappresenti una ricchezza indispensabile e da mettere a valore. Ci avviciniamo al 20 Settembre con grande stupore e curiosità per l’interesse già dimostrato da tant@ e per la quantità di progetti già esistenti che quotidianamente promuovono all’interno delle scuole pluralità e libertà.

4) Cosa vi ha spinto a partecipare e quali sono le vostre aspettative?

La scuola -di ogni ordine e grado- è l’arena entro cui ciascuno sperimenta la propria sessualità ed affettività, alle prese con continue e repentine trasformazioni corporee, e cercando di definire il proprio sè. Uno spazio dove si rivela necessario valorizzare le differenze di genere, costruire relazioni libere e imparare ad accettare e riconoscere sè stessi e l’altro. Uno spazio in cui coltivare rispetto e senso critico sulla pluralità dei modelli familiari, sugli stereotipi di genere, sul bullismo, l’omofobia, la transfobia e la violenza maschile contro le donne. È in tal senso che riteniamo indispensabili un’educazione ed una pedagogia capaci di interrogarsi su come sia possibile decostruire, smontare, disordinare, riarrangiare le differenze sociali basate su uno squilibrio di genere. Tutta la nostra pratica politica e le nostre progettualità si muovono su questo terreno e pensiamo l’iniziativa promossa da Scosse, Progetto Alice e Stonewall sia un evento storico per il territorio nazionale, nonché una grandissima opportunità per conoscersi, contaminarsi, e far sentire ben forte la nostra voce a chi vorrebbe zittirci.

Educare alle differenze#1: il teatro che dibatte col pubblico

Educare alle differenze#2: il lavoro di una Casa Editrice

Educare alle differenze#3: una scuola differente si può

Educare alle differenze#4: un’Associazione per promuovere la sessualità libera e consapevole

Educare alle differenze#5: un gioco per crescere senza stereotipi

Educare alle differenze#6: Anarkikka e Stefania ci raccontano come cambiare il mondo

Educare alle differenze#7:una rete per combattere l’oscurantismo delle istituzioni scolastiche lombarde

Educare alle differenze9: Riconoscere le radici comuni delle diverse forme di oppressione

Educare alle differenze#10 “Queersquilie!” e la storia della parola “queer” tra Resistenza e disobbedienza

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