Liberate l’infanzia
da chi la confina in una maturità contraffatta
dove il corpo è recita, l’emozione corrotta.
Liberate l’infanzia da chi la deforma
per servirla agli sguardi affamati d’innocenza.
Liberate l’infanzia
prima che cresca e negli occhi sbiadisca
il seme residuo della nostra umanità.
Giorgia Vezzoli
Il trailer.
Libera infanzia nasce da questa domanda:
Siete sicuri che gli stereotipi di genere non siano presenti anche..anzi sopratutto nell’infanzia?
La nostra risposta è stata questa campagna. Grazie ad una serie di segnalazioni abbiamo constatato che la discriminazione di genere da parte della comunicazione inizia proprio dall’infanzia.
C’è anche un altro dettaglio: alle bambine vengono imposti ruoli di genere stereotipati, gli stessi che vengono applicati alle donne adulte, compresa la cosiddetta erotizzazione del corpo.
L’occidente è la società che tutela l’infanzia in assoluto in termini di leggi contro la pedofilia, pedopornografia e gli abusi sui minori. Ma poi quando andiamo oltre alle leggi scopriamo che le leggi non sono sufficienti per poter affrettarci a dire che i minori sono tutelati.
Gli abusi contro i bambini sono in aumento, il turismo sessuale contro i minori è compiuto maggiormente dagli occidentali e in Italia solo tra il 2008 e 2009 sono spariti più di mille bambini. Inoltre c’è un fenomeno nuovo: quello dell’erotizzazione del corpo infantile da parte dei mass-media.
Se la pedopornografia è un reato, perchè l’erotizzazione dei bambini viene permessa?
Non possiamo considerare dannose pure le immagini che violano l’infanzia, che impongono di essere adulti precocemente e di essere sessualmente appetibili?
Alle bambine in particolare è richiesto di essere sexy, di assomigliare alle madri, quelle stesse madri che poi vengono vilipese dalle pubblicità e televisione e ridotte a mero oggetto sessuale.
Per questo che abbiamo dato vita ad una campagna che si chiama “Libera infanzia“ il cui compito è raccogliere segnalazioni da parte dei/lle /i lettori/trici.
Libera infanzia è una campagna che invita a riflettere e non chiudere gli occhi contro l’erotizzazione del corpo infantile, gli steroetipi di genere e l’adultizzazione dei bambini.In Italia parlare della condizione infantile nei mass-media è ancora tabu’.
Libera Infanzia non si limita solo a segnalare e creare un monitoraggio sui mass media ma anche di avviare un vero e proprio boicottaggio dei prodotti e delle aziende che violano l’infanzia.
Questa campagna nel 2011 si è occupata di una pubblicità che coinvolgeva il corpo delle bambine, in particolare la ditta oldandese ”After Eden” che ha diffuso i suoi cartelloni pubblicitari con immagini di bambine in posizioni da Lolita, facendo ritirare i cartelloni diffusi dal marchio Boobs & Bloomers (linea di lingerie per bambine e preadolescenti). Alcuni Paesi come la francia stanno approvando una carta per tutelare i minori dalla sessualizzazione precoce nei media, noi che aspettiamo?
Per segnalare: comunicazionedigenere@gmail.com
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wooow veramente…sai…pensa…stilisti uomini,proprietari di televisioni uomini,in chiesa? uomini,in politica uomini….questo è un mondo fatto di uomini! ci rendiamo conto?
e tutto è giustificato….poi la società si è basata sull’uso della donna come oggetto…prima queste cose non erano c’erano del tutto…