Per ogni fine c’è un nuovo inizio

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Sono entrata nel blog di UAGDC qualche anno fa, in un periodo della mia vita che aveva bisogno di risposte, dove non riuscivo a farmi andare bene una società che non mi rispecchiava per nulla, con le sue incoerenze e ingiustizie.

Ricordo che cercavo disperatamente delle risposte, dei punti di vista e delle opinioni in linea con i miei pensieri.

Trovai Mary e il suo annuncio in cui cercava delle ragazze al fine di aiutarla a gestire il suo lavoro di blogger.

Dopo aver spulciato il suo blog e letto i suoi post, decisi di candidarmi e fu così che iniziò la nostra collaborazione, che tanto mi ha aiutato e fatto crescere.

Purtroppo però, a causa di divergenze di pensiero, sono costretta a mettere un punto a questa collaborazione. Lo faccio con immenso dispiacere. E’ stata una decisione maturata nel tempo, molto sofferta e che, a causa di varie vicissitudini, ha trovato la sua concretezza in questi giorni.

Non smetterò mai di ringraziare Mary per l’opportunità che mi ha dato e per l’amicizia riservatami.

La stima e il rispetto che provo per lei sono e saranno sempre immensi.

Ringrazio anche tutti lettori che hanno apprezzato e criticato i miei articoli e che nel tempo mi hanno seguito, aiutandomi a vedere e apprezzare punti di vista diversi.

Abbandoneremo il blog in tre: io, Giulia e GiulianL, ma nonostante ciò continueremo a far sentire le nostri voci sul blog di Bambole Spettinate e Diavole del Focolare, che si distaccherà da Uagdc seguendo una propria linea e reinventandosi completamente.

In bocca al lupo per tutto Mary!

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Strumenti antistupro: contro (?) la violenza sulle donne peni finti e gambe pelose

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In media ogni anno in Italia vengono uccise circa 120 donne, il 2013 ne conta tristemente  128.

La violenza contro le donne si scatena quasi sempre all’interno delle mura domestiche.

L’autore è nel 48% dei casi il marito, nel 12% il convivente nel 23% l’ex.

Queste sono cifre Italiane, ma quotidianamente sono numerose le donne che nel mondo vengono violentate, uccise, picchiate, maltrattate ecc.. .

Si parla di educazione, di prevenzione, si lanciano campagne (alcune alquanto opinabili) … ma il problema rimane, ed è più facile intervenire su un caso di una donna trovata morta  ammazzata che cercare di prevenire la vicenda aiutando quest’ultima quando inizia a fare denunce per stalking e via dicendo. Quante volte abbiamo sentito parlare in televisione di donne che avevano già denunciato il proprio aggressore e purtroppo questo è stato arrestato solo dopo il femminicidio?

Un aspetto molto grave della violenza sulle donne è che spesso questa viene giustificata: la vittima se l’è cercata a causa del suo abbigliamento, la lite che ha causato la morte è nata per motivi di gelosia, la donna aveva un modo di fare molto “libertino”, le ragazze non dovrebbero uscire la sera da sole …

Lo stupro viene visto come un atto di libido dove le uniche colpevoli sono le donne a causa della loro bellezza e\o abbigliamento.  Qualcuno, perpetrando quest’ottica che va ad alimentare la cultura dello stupro, ha trovato quelle che dovrebbero essere le soluzioni che prevengono uno stupro:

Ancora una volta, tramite la creazione di questi strumenti , si va a giustificare uno stupratore dando la colpa della violenza all’aspetto fisico della donna.

Le calze che rendono le gambe pelose vanno a nascondere l’avvenenza di una donna.

Lo slip con il finto pene va a negare del tutto la violenza transfobica – che negli ultimi quattro anni conta ben 1374 omicidi in tutto il mondo secondo le stime del Transgender Europe’s Trans murder monitoring project .

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Strumenti quali cinture di castità, reggi seni elettrificati e preservativi con i denti vanno a risolvere  il problema della violenza? Purtroppo no, in quanto non sempre  una violenza termina con lo stupro: le donne vengono anche uccise.

Le notizie relative a questi simpatici strumenti circolano da sempre sul web diventando spesso virali e in  molti casi questo non è un fattore positivo in quanto si ottiene una  ridicolizzazione del problema della violenza sulle donne, poiché spesso le calze pelose o lo slip con il pene finto vengono condivisi su un social network più per ridere che per parlare di prevenzione.

Tutte le donne possono essere vittima di violenza indipendentemente dall’ aspetto fisico, dall’ età, dalla cultura, dalla religione ecc ecc.. . Cercare di creare strumenti volti a disincentivare un potenziale stupratore a lasciar perdere la sua vittima a causa dell’ “abbrutimento” della  persona non è la soluzione. Uno stupratore, purtroppo, rimarrà sempre tale. 

Quindi  poco importa se la sera ritornando dalla discoteca indossassimo un paio di calze che rendono le gambe pelose o un finto fallo.  Non esiste un abbigliamento che aiuti a “prevenire” uno stupro.

La prevenzione si fa tramite la sensibilizzazione a monte andando a distruggere quella cultura che va a sostenere i pensieri misogini e sessisti, non rendendo le donne colpevoli del loro aspetto fisico o del loro abbigliamento.

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Fonti: qui

L’educazione delle bambine e la cultura dello stupro

Quando parliamo di cultura dello stupro ci riferiamo a tutti quegli atteggiamenti, norme e\o pratiche volte a incoraggiare, spesso subdolamente, la violenza nei confronti delle donne.

A volte il tutto può avvenire inconsapevolmente fra le mura domestiche semplicemente andando ad imporre ai propri figli determinati atteggiamenti e\o comportamenti che devono avere in quanto maschio e\o femmina.

Quante volte se una bambina si rifiuta di dare un bacio sulla guancia a un parente viene incolpata, anche giocosamente, e il suo comportamento viene etichettato come sbagliato?

Quante volte capita che se a rifiutarsi di dare un bacio è un bambino questo viene  giustificato in quanto il suo rifiuto è insito nella sua natura di uomo?

Una nostra lettrice ci chiede cosa pensiamo a tale riguardo:

Buongiorno,

sono la mamma di una bambina di 4 anni e sono anche una donna che da bambina e poi da ragazzina ha subìto delle molestie sessuali in un contesto ‘‘protetto”.

Quello che vedo che succede intorno a mia figlia mi ha spinto ad interrogarmi sul genere di ammaestramento ai comportamenti sessuali che si dà alle femmine.

Perché ho sempre l’impressione che quando i bambini sono sottoposti ad attenzioni affettuose da parte di amici, familiari ma anche (bambini) estranei, le reazioni di chi circonda il bambino sono leggermente diverse se si tratta di un maschio o di una femmina. Se il maschio non si dimostra disponibile alle effusioni, c’è il momento del rimprovero che però è sempre piuttosto breve, ma se la femmina non si dimostra disponibile, scatta il ricatto emotivo della bambina cattiva che fa piangere la nonna, la zia, la cugina e che insomma un bacino innocente a quel bambino galante, potrebbe concederglielo.

Mi sono convinta che questa educazione sia al tempo stesso causa e conseguenza della cultura dello stupro. La ragazzina 11enne che riceve attenzioni dall’allenatore si troverà, senza nemmeno rendersene conto, nella stessa situazione di ricatto emotivo a cui è stata educata fin da piccolissima: non dire di no perché sei una bambina cattiva, e che diamine, le bambine devono essere buone e gentili.

Se però l’effusione è vietata dalla nostra cultura, perché bisogna arrivare caste al matrimonio, perché quel tipo nemmeno lo conosci, perché è un parente ecc ecc ecc, scatta l’accusa alla donna di avere provocato “perché troppo carina” e di non essersi ribellata.

Ma essere carina e non ribellarsi alle attenzioni è proprio l’educazione che noi diamo alle nostre bambine.

Sarei davvero curiosa di conoscere la vostra opinione  e sapere se la mia impressione è condivisa da altre mamme.

Personalmente sono d’accordo con le osservazioni della nostra lettrice.

Purtroppo spesso capita che  ai bambini viene riconosciuto il loro ruolo stereotipato di uomo ed è perciò giusto non cedere alla richiesta di contatto fisico a differenza invece delle bambine che vengono quasi accusate di essere maleducate e poco amabili.

Nell’immaginario collettivo il bambino può e deve ricoprire il ruolo di macho insensibile, risultando anche divertente nel suo comportamento. La bambina, invece, deve essere dolce,compita e “femminile” e viene ripresa nel momento in cui non si attiene a queste caratteristiche.

Il tutto ovviamente non si ferma solo a questi aspetti, c’è da dire infatti che ai maschi vengono riconosciuti sin da piccoli un diritto ed una capacità di autodeterminazione che alle femmine vengono del tutto negati.

Questa è cultura dello stupro: il maschio sa cosa vuole ed è libero di scegliere a differenza invece della femmina dove il suo rifiuto non viene preso in considerazione essendo interpretato come un “vorrei ma non lo faccio”.

Inoltre ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è il ricatto emotivo.

Quante volte al rifiuto di un* bambin* segue la frase: “se non mi dai il bacino piango” ?

Perché fare crescere i propri figli con l’idea che se dovessero rifiutarsi di ottemperare a una qualunque richiesta di affetto si troverebbero nel torto in quanto farebbero stare male, oggi, la nonna, la zia o il cugino di turno?

Non sarebbe meglio insegnare ai propri figli la libertà di scegliere? Senza andare a innestare nel cervello l’idea che bisogna sempre essere disponibili e amabili?

Voi cosa ne pensate?

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