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Questa è la pagina dedicata ai video realizzati da noi per testimonianze, segnalazioni e sensibilizzazione. I video sono stati realizzati con alcuni spezzoni di pubblicità, programmi televisivi e fotografie di cartelloni pubblicitari. Seguite i nostri canali youtube:

NOSEXISM

MaryGiuliaPina FabianaAlessia

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1) Televisione

Questo è un cortometraggio di circa 15 minuti che analizza la condizione femminile nella televisione italiana (servizio pubblico e privato, reti locali e nazionali). Per poter procedere con l’ndagine abbiamo esaminato alcuni pezzi trasmessi su varie reti, li ho tagliati e messi insieme in modo da formare un riassunto necessario per descrivere la situazione delle donne in televisione. Come vedete le donne sono iperpresenti, sono dappertutto. Non possiamo parlare di invisibilità fisica ma piuttosto di invisibilità intellettuale.

Le donne sono presenti in quantità ma non in qualità (come dice Lorella Zanardo su “il corpo delle donne”. Mancano le vere donne, quelle che fanno parte della nostra realtà. E’ presente un’immagine femminile puramente ornamentale. Prive di parola e spesso anche di indumenti.

I contenuti sono altamente stereotipati. Appari donna solo in qualità di seduttrice senza fare uso di parola (o facendo la parte dell’oca), proprio come lo stereotipo maschilista vuole. In alcuni show sono presenti anche contenuti espliciti che sviliscono la sessualità delle donne. Quando alle donne è concessa la parola lo si fa in qualità di spalla al conduttore maschio o in programmi trash.Ma sempre di bell’aspetto, poco vestite e rifatte.

Il modello femminile promosso nel mondo dello spettacolo è quello della donna che non ha diritto nemmeno di invecchiare e di avere un corpo naturale. Ne viene fuori un modello di donna artefatto, spersonalizzato che ha come scopo relegare all’invisibilità il femminile. Proprio come fa il burqa, imposto in alcune culture.

2) Pubblicità su 3×6

Abbiamo dedicato il secondo lavoro alle affissioni stradali. Come sapete il fenomeno è ben più grave. Mentre la tv la si può spegnere (anche qui però è un atto elitario perchè l’80% degli italiani usano la televisione) la strada non si può spegnere. E’ ancora più pericoloso e più persuasivo un messaggio veicolato su un’affissione stradale. Le imamgini sono le stesse promosse in televisione, rareggia però lo stereotipo della casalinga, in quanto puntano molto di più sul visivo e sul sesso.

Insomma, la strada farebbe spazio sopratutto ad un immagine femminile sensuale, nuda, ammiccante, che allude al binomio strada=prostituta. Le televisioni in quanto trasmettono nelle case, alle famiglie, è presente anche lo stereotipo della casalinga. Come se la strada e gli spazi aperti fossero in qualche modo prerogativa maschile e la casa prerogativa di un modello familiare di vecchio stampo, con la donna a casa e l’uomo fuori.

 3) Spot

Questo è il nostro terzo lavoro. E’ un insieme di spot televisivi andati in onda e realizzati sopratutto in italia. La pubblicità in Italia è fuori controllo. Se ne trasmette troppa: pensate che sulle reti commerciali le pubblicità occupano gran spazio e forniscono tantissimi introiti. In poche parole, la Mediaset guadagna sopratutto grazie alla pubblicità. Poco importa dei contenuti che essa veicola. Il risultato è quello che vedete.

4) Odio di genere e antifemminismo in tv

Non limitiamoci solo al velinume in tv! Il sessismo mediatico non è legato solo alla donna-oggetto e ai modelli femminili stereotipati.  Tali testimonianze dimostrano che la tv italiana non è solo veline ma è degenerata all’esplicito sessismo e guerra tra i sessi.