Che genere di blog?

Questo blog è nato per sfatare il mito che vuole l’Italia tra i Paesi dove i diritti delle donne vengono rispettati. La miriade di segnalazioni che ogni giorno vengono fatte sul nostro blog, invece, rivelano un Italia di oggi ancora sessista e omofoba.

   
Ogni giorno dai nostri mezzi di comunicazione offendono l’immagine femminile, promuovendo stereotipi talvolta offensivi, davanti agli occhi indifferenti o impassibili di molte persone che faticano a percepire tutto ciò come violazione non solo dei principi democratici ma anche come ostacolo alle Pari opportunità.

Le segnalazioni da parte di utenti che sono riusciti ad uscire da quest’ assuefazione prodotta da uno smisurato bombardamento mediatico, hanno contribuito a denunciare questa realtà: Un Paese dove si fatica a considerare le donne come degli individui. Sono state circa 1000 le pubblicità denunciate nel 2010 per contenuti sessisti e lesivi verso l’immagine della donna e  circa 800 i concorsi di bellezza nel nostro Paese molti dei quali lesivi alla dignità femminile, rappresentate unicamente come mero oggetto sessuale. Stessa condizione anche nella televisione e nella stampa dove si fa fatica a non rappresentare le donne all’interno di stereotipi imbarazzanti.

La CEDAW (convenzione per l’eliminazione della disuguaglianza di genere) nel 2011 invia all’Italia dei consigli volti a contrastare le discriminazioni verso le donne e soprattutto gli stereotipi di genere perpetuati attraverso i mezzi di comunicazione.

Anche l’impressionante escalation di violenza sessuale, femminicidio e violenza domestica conferma quanto siamo ancora lontani dal rispetto di genere e dall’uguaglianza tra uomo e donna presente tra le raccomandazioni dell’Onu verso l’Italia.

Le immagini che ogni giorno vengono veicolate dai mezzi di comunicazione, alimentano questa cultura violenta. Immagini che banalizzano il ruolo delle donne, privandolo di ogni autorevolezza, intrappolandolo in stereotipi logori e svilenti che comunicano solo subodinazione di genere, sudditanza rispetto all’uomo e pochi modelli di riferimento tutti limitati all’apparenza e ai ruoli tradizionali.

La diffusione della pubblicità sessista e del sessismo veicolato attraverso le tv generaliste, rappresentano una forma subdola di violenza sulle donne e discriminazione di genere che limitano e condizionano la percezione degli uomini e delle donne nel nostro Paese.

Queste immagini hanno prodotto non solo un rallentamento nella realizzazione delle pari opportunità ma anche un ulteriore peggioramento. Come queste immagini hanno veramente prodotto dei danni lo stimiamo dai numeri che collocano l’italia all’ultimo posto tra i Paesi Europei nelle politiche di genere e nell’inserimento femminile in ogni aspetto della società. Agli ultimi posti su scala mondiale.

La comunicazione di genere, argomento principale di questo blog ha come scopo denunciare ogni messaggio mediatico che lede l’immagine femminile, in quanto riteniamo che anche questi siano una vera e propria forma di violenza di genere e che può offrire un terreno favorevole per l’attecchimento di quella mattanza contro le donne che leggiamo ogni giorno sui giornali. Discuterne è già un passo buono per formare una mentalità critica e prendere le distanze dal ‘terrorismo di genere’ dei media.

I nostri mezzi di comunicazione non solo sono incapaci di descrivere una realtà moderna, dove i ruoli di genere sono profondamente cambiati, ma ledono indisturbati il genere femminile con messaggi svilenti e volgari, distruggendo e deturpando l’immagine femminile (e delle bambine). 

Questo tipo di rappresentazione sfalsata delle donne cela l’intento di relegarci nell’invisibilità più assoluta in modo da renderci figure rassicuranti. Da qui un’analisi di un’italia che teme il femminile, danneggiandolo dal basso in modo che l’opinione pubblica formi dei pregiudizi di genere tali da rendere impossibile l’affermazione femminile in ogni assetto sociale.

Così l’Italia sarebbe tra i pochi Paesi occidentali dove la donna nelle pubblicità sarebbe ancora divisa secondo la vecchia bipartizione di “madre o puttana” ,  dove la televisione e perfino il giornalismo da risalto solo a donne belle, giovani e senza un particolare talento o se hanno talento preferiscono incentrarsi solo sulle loro qualità estetiche anche se sono servite poco a realizzare il loro successo.
Sono immagini contraffatte, irreali e superate, riproposte in modo martellante e persuasivo che nascondono una forte paura nei confronti delle donne e del loro valore.

Sono immagini che hanno lo stesso obiettivo del burqa: nascondere le donne utilizzando al loro posto dei surrogati dai quali nessuna di noi si riconosce.

La politica ultimamente si è adeguata al mondo dello spettacolo dove le donne vengono derise se non belle, candidate se hanno un curriculum da modella o da velina.

Anche l’immagine maschile viene svilita spesso dai mass-media e in particolare dalla pubblicità. La pubblicità ingabbia la figura maschile all’interno di ruoli prestabiliti spesso spacciati come modelli da seguire. Sono modelli negativi che inducono all’odio verso gli uomini (o insegnano agli uomini a odiare le donne).

L’omosessualità maschile ne risulta  mal rappresentata. Sono tantissimi i programmi televisivi che rappresentano gli uomini omosessuali con atteggiamenti stereotipati e offensivi. Le donne lesbiche, invece,  da una parte sono invisibili, dall’altra vengono rappresentate come mero oggetto di desiderio ad uso e consumo del maschio etero.

Le poche volte che si cerca di fare pubblicità o film con scene gay vengono immediatamente censurate. Da qui si nota ancora di più che la pubblicità sostiene soltanto l’etero sessualità, ma non un eterosessualità in cui i generi si rispettano l’uno con l’altro, ma un’eterosessualità machista spacciata per virilità.

Sono tantissime le immagini di uomini che sviliscono e usano il genere femminile come fosse un oggetto sessuale, in un contesto dove l’omosessualità o le immagini etero-gender-friendly mancano esse sono ancora più pericolose, sia per le donne che per gli uomini.

Allo stesso modo i bambini maschi vengono costretti a giocare con le automobiline e con le armi da guerra. Vengono educati alla violenza e allo spirito guerrafondista. Viene plasmato da bambino per poter fare di lui un corpo di Stato attraverso messaggi occulti.

Le bambine vengono educate ad essere madri e mogli o ad essere sensuali, spesso in età precoce, per questo che è nato il progetto Libera Infanzia.

Cosa fare?
Segnalate a comunicazionedigenere@gmail.com tutto ciò che riguarda la comunicazione mediatica.

1) Pubblicità (da tv, riviste, affissioni, radio…)
2) Televisione (da pubblicità, programmi, puntate, e telegiornali)
3) Libri
4) Riviste
6) Programmi radiofonici
7) Internet
8 ) Politica
9) Cinema

10) Musica

Le segnalazioni verranno esaminate e riportate sul blog. In seguito si deciderà se procedere alla protesta (mailbombing, boicottaggio…).

Dalla Comunicazione alla comunic-Azione

Dal 2011 sarà un blog collettivo, ovvero formato da più autori/autrici.

Comments

  1. visitate il mio canale youtube:

    http://www.youtube.com/user/nosexism

  2. ciao :) che bel blog, stasera quando ho tempo me lo spizzo tutto! complimenti

  3. Giuliana Giusti says:

    trovo la vostra pagina molto interessante. vorrei collaborare con voi. ho bisogno di avere un indirizzo a cui inviare una proposta di partecipazione ad un incontro operativo per una campagna contro il sessismo nel linguaggio
    aspetto il vostro contatto a cpo@unive.it

  4. vi conosco solo oggi, 16 gennaio, ma mi sembra facciate un lavoro non solo interessante ma necessario.
    Spero di collaborare
    adriana

  5. Claritsa Cavaliere says:

    Blog meraviglioso.
    Complimenti per il lavoro! (Anche se sarebbe meglio che questo lavoro non ci fosse da fare!)

  6. Vorrrei segnalare un’email che mi è arrivata, ma non trovo sul sito un recapito a cui inoltrarla. Come posso fare? Sito e account facebook completamente anonimi?!
    Grazie, ciao

  7. complimenti per il sito! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di agire oltre che di parlare! Sono arrivata a questo blog da una news su yahoo, credo che ci tornerò spesso!

  8. Luca Boromei says:

    Nonostante sia un uomo, sono pienamente d’accordo con voi.
    L’immagine che i media italiani danno della donna può influenzare negativamente i rapporti reali tra i sessi. Bisogna che le cose cambino!

  9. wow….fantastico :D ….complimenti….avrei una domanda ….ma come mai su fb non riesco a trovarlo?..

  10. I mezzi d’informazione … certo, ma a mio semplice vedere e nella fattispecie, sono solo un altro strumento più o meno preordinato per affermare l’origine della visione, anzi del ruolo primitivo della femmina tra i primati-uomini.
    Penso che riconoscere questo aspetto può servire a trovare anche altre vie per cambiare certa atavica cultura.
    Nel mio recente (modesto) post, affronto la violenza sulle donne, un argomento peraltro molto spinoso per un uomo.
    Infatti, per quanto possa sforzarmi di essere oggettivo, anch’io dentro sono come tutti gli altri, ma riconoscerlo, analizzarlo, accettarlo, criticarlo, è come iniettarsi quasi un antidoto.
    Il pericolo, all’inverso (sempre a mio mero capire) è quando per inconsapevolezza o al contrario troppa boria da inviati di dio sulla terra, nascondendo noi stessi, diciamo che sono sempre gli altri ad essere … .
    Questo però vale anche per le donne.
    Donne al Macello
    http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=5196

  11. Mary grazie per il lavoro che continui a fare!
    Grazie di avere le palle di continuare a guardarti la tv
    e grazie in definitiva per questo blog

    :)

  12. Molto bello questo blog, l’ho appena scoperto. Vi metto tra i preferiti e spero di poter essere d’aiuto anche io, qualche volta.
    A presto:-)

  13. Vi comunico che il blog ha di nuovo la sua pagina fans su Facebook :)

  14. letture&stagioni says:

    Già ADORO questo blog illuminato…

  15. Bel blog, grazie!

  16. Però perché non pubblicizzate, intanto, quello che si può fare? I ricorsi all’IAP (Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria) qualche volta servono, ed è facilissimo farli, basta una email.
    http://www.correnterosa.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=444%3Aingiunzione-iap-contro-sisley&catid=1%3Aultime&Itemid=53
    Le indicazioni su “come fare” si trovano qui: http://www.correnterosa.org/joomla/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=42&Itemid=86

    • Ciao..beh sai non mi fido molto dello IAP proprio perchè servono qualche volta. In genere mi tengomolto sulla linea del mailbombing.
      Lo IAP molte volte nemmeno funziona. Abbiamo segnalato tante volte e nemmeno la metà delle pubblicità che avevano contenuti sessisti venivano sanzionate.
      Credo che sia molto più costruttiva la critica pubblicitaria, il mail bombing e la petizione.
      In ogni caso grazie mille :)

  17. Davvero un bel blog. Il progetto promette proprio bene. Complimenti per l’iniziativa!

  18. bello il blog! volevo segnalare che a mio avviso l’antifemminismo in italia raggiunge tali proporzioni per cui donne anche colte, intelligenti istruite etc. una volta diventate “mamme” (con la sacralita’ attribuita dalla nostra cultura patriarcale a questo ruolo) rinunciano a se’ stesse e alla loro realizzazione personale. e non parlo di mogli di sessisti trogloditi ma di donne colte ed emancipate, professioniste autonome che in nome della sacra famiglia rinunciano a se’ stesse e alla propria carriera) mentre gli uomini non si sognano nemmeno di rinunciare al loro lavoro e alla loro realizzazione (pur tenendo apparentemente discorsi progressisti e femministi). la realta’ e’ che le donne hanno introiettato un modello maschilista e patriarcale insidioso che sopravvive anche in manifestazioni meno ovvie e squallide e in persone apparentemente evolute.

  19. complimenti! Utilissimo quest blog!!
    Jaja

    http://pensierinsvista.wordpress.com/

  20. lunetta231 says:

    vorrei iscrivermi al blog..per poter ricevere gli eventuali aggiornamenti..dove lo posso fare?

  21. lunetta231 says:

    bene! :) mi piace molto questo blog e non voglio perdermi nemmeno un post!grazie grazie!

  22. Dove va a annidarsi la mentalità patriarcale
    Qualche giorno fa ho commentato sulla mia bacheca di face book la brutta vignetta di Vauro sul Manifesto del 22 12 c.m., vi si vede il personaggio-Vauro che sculaccia la ministra Fornero -raffigurata a sedere nudo, ma con reggicalze- tenendola sulle ginocchia e ripetendo l’articolo 18 non si tocca.
    Secondo me in questo caso non si può parlare di satira, perché la vignetta presenta stereotipi relativi alla relazione tra donne e uomini largamente diffusi, contravvenendo al compito di critica di comportamenti sociali, culturali, politici, compito appunto proprio della satira.
    Provo a indicare due immagini dal forte valore simbolico: quella di una donna sculacciata che, al di là di possibili altre evocazioni che non mi sembrano nelle intenzioni dell’autore, riduce la persona -in realtà più che adulta- appunto a bambina.
    Una bambina che va ripresa, sgridata, sculacciata -in un sistema educativo che preveda questa “attività pedagogica” da parte dei genitori -perché non si comporta bene, è immatura? è avventata?comunque è “paternamente” sculacciata, quasi con affetto e tenerezza, anche se lei appare urlante e stralunata.
    Un avversario di classe si combatte, si prende in giro, anche ferocemente, come è nello stile di Vauro, ma non lo si rimpicciolisce al rango di bambino.
    Possiamo vedere Marchionne sculacciato a sedere nudo?
    Una donna avversaria di classe resta sempre una minore, nell’agone politico e sociale.
    Ancora: Fornero è nonna e ministra, non ho ancora sentito su di lei notizie di avventure galanti, sessuo-sentimentali, presenti o passate, che possano autorizzare illazioni sulla sua vita privata, perché allora dotarla di un indumento principe di un certo immaginario maschile come calze e reggicalze?
    Non mi interessa certo sapere se normalmente preferisce reggicalze o collant, sono veramente fatti suoi, parlo della valenza simbolica che io leggo come riduzione della complessità di una donna, bella o brutta, intelligente o cretina, simpatica o antipatica, capace o incapace, alla sfera prioritaria del corpo, della sessualità, della seduzione, indipendentemente dalla funzione sociale e lavorativa, e dagli incarichi pubblici ricoperti.
    Strizzatina d’occhio a certi uomini, e monito a tutte le donne: attente siete prima di tutto sesso.
    Cosa c’è di più stereotipato e omologato di questo atteggiamento?.
    Ultima considerazione: quanti e quante leggono il Manifesto, cartaceo o on-line? Credo molte e molti, che si sia levata una voce a rilevare la cosa?
    Certo se fosse stato un autore di destra sarebbero partite lamentele di uomini e donne e interrogazioni parlamentari.
    Ripeto: con questa mentalità non si va da nessuna parte.

    • conoscendo Vauro non credo avrebbe problemi a dipingere marchionne come un bambino da sculacciare, Vauro può non piacere ma quando si tratta di satira sa essere feroce con gli uomini come con le donne.
      Quanto al reggicalze, non credo che Vauro abbia voluto fare insinuazioni sulla vita privata, è semplicemente un indumento come il reggiseno che molte donne indossano a prescindere dalla loro vita privata e dalle fantasie che si possono costruire su un dato indumento
      Comunque lo sculacciamento si può spiegare col titolo della vignetta che è “Facciamola piangere” in riferimento al noto episodio delle lacrime del ministro (se a commuoversi fosse stato un ministro..episodio di cui credo si sia discusso fin troppo. Quel che mi preme dire è che Vauro ha notoriamente un umorismo tagliente e feroce contro quelli che considera avversari politici, e spesso è volutamente disturbante ma non fa discriminazioni basate sul sesso: se a commuoversi fosse stato un ministro uomo avrebbe probabilmente fatto sculacciare lui

  23. Ripeto che la satira secondo me ha effetto se rovescia stereotipi linguistico-mentali consolidati, in questo caso -con il linguaggio scelto- non lo fa.
    La Fornero è una donna, l’immagine del reggicalze -indipendentemente dall’uso che se ne può fare in privato- ammicca a un certo immaginario -ogni trasmissione televisiva che si propone come titillante- presenta belle figliole in reggicalze e autoreggenti; Fornero è una donna che si è e si comporta male, è sculacciata come una bambina incapace, ovviamente da un uomo, anche se la segretaria del più importante sindacato di classe è una donna, lo sculacciatore è uomo.

  24. sul reggicalze mantengo la mia idea,..però sì avrebbe potuto metterci la Camusso, io al suo posto forse l’avrei messa o forse non avrei fatto la vignetta (trovo che di sta cosa delle lacrime della Fornero si sia parlato troppo). Comunque la comicità satirica punta tra le altre cose a ridicolizzare l’avversario: dipingerlo come un bambino frignone è un modo (non l’unico) di ridicolizzare l’avversario e si fa pure con gli uomini..nella fattispecie poi c’era stato l’episodio delle lacrime della Fornero e Vauro, da bravo vignettista “cattivo”, ha colto la palla al balzo (da qui il titolo “facciamola piangere”)…io non avrei preso in giro il ministro per quella reazione emotiva che ho trovato umanissima ma evidentemente Vauro non sa resistere ad un buon pretesto per una vignetta al vetriolo: insisto però: fosse stato un ministro uomo a lacrimare Vauro non avrebbe avuto problemi a satireggiarlo nello stesso modo

  25. Ci siamo conosciute attraverso Cristina Obber, il sito è interessante e teniamoci in contatto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: