Francia: Nasce un sito porno per sole donne! e in Italia?

Mentre in Italia si parla della morte di Riccardo Schicchi, passa in sordina un’importantissima e indagine emerge che 8 donne francesi su 10 guardano video porno. E’ proprio nello stesso paese che nasce un sito porno per sole donne. Dorcelle nasce con la stessa formula della pornografia al femminile della svedese Erika Lust, con immagini molto diverse dalla pornografia mainstream che spesso lede la sessualità femminile e molto spesso pure le immagini, facendo nascere nelle donne profonde insicurezze.

La diffusione della pornografia only-women è il prodotto di un cambiamento dei costumi sessuali o solo puro commercio?

Forse tutte e due le cose. Se da un lato le donne di oggi sono più emancipate e più consapevoli della propria sessualità, dall’altro c’è un marketing che sfrutta questo cambiamento per vendere. E per vendere di più ci vuole innovazione. Per questo motivo il sito nasce in un contesto dove le fruitrici di pornografia sono appunto 8 donne su 10?  Ma questo può essere soltanto una conseguenza. Io considero rivoluzionario che la pornografia sta aprendo la strada alle esigenze delle donne, da sempre relegate ad oggetto sessuale.

 E in Italia? Possiamo dire che anche le italiane si sono finalmente emancipate?

Capita spesso che le donne italiane faticano a rivelare che fanno uso di pornografia o che si masturbano, indubbiamente sappiamo che la sessualità delle donne italiane è vissuta in un altro modo rispetto alle donne francesi, che l’Italia è ancora terra di forti inibizioni sessuali, tabù e pregiudizi che continuano ad influenzare la sessualità femminile. Sappiamo tutti che in Italia il porno mainstream è il più maschilista del mondo e ideologicamente contro l’emancipazione delle donne (non solo sessuale) e forse per questo che le italiane non hanno una buona opinione del porno,  ma il vento di cambiamento sta investendo pure il nostro paese, infatti abbiamo Slavina,  doppiatrice di film porno, blogger, scrittrice, film-maker, la quale sostiene che il porno può essere una forma di lotta politica (qui intervista).

 Slavina è una delle protagonista dell’associazione “Le ragazze del porno” un gruppo di registe, autrici e attrici che danno vita ad un progetto chiamato my sex con lo scopo di  “far emergere per la prima volta in Italia una visione della sessualità al femminile e raccontare corpi e pratiche così come sono vissuti e visti dalle donne”.

Il progetto, precisando che mira ad una pornografia “per tutti i generi“, nasce con lo scopo di dare visibilità ai desideri delle donne  defraudati dal porno tradizionali “in cui l’immagine delle donne italiane oscilla tra una volgarità sin troppo esibita e una opposta ma complementare diserotizzazione dei corpi come tentativo di prenderne distanza, siamo in tante a sentirci sempre meno rappresentate”. Se nel porno main-stream, le donne sono rappresentate come corpi senza desideri sessuali o meglio specchi che riflettono solo desideri maschili come l’idea che la sessualità delle donne consiste nel soddisfare soltanto quella maschile attraverso pratiche sessuali che danno piacere solo all’uomo o la richiesta di una perfezione estetica esagerata, nel post-porno tutto ciò non esiste: le donne si riappropriano non solo del piacere ma anche della propria identità, troppo spesso deprivata dagli stereotipi del porno tradizionale.

Il progetto prende piede ispirandosi ad operazioni simili già avviate in Europa come Svezia e Francia, per “mettere in discussione l’immaginario erotico più profondo di una società sia una tappa obbligata e un primo passo fondamentale per la sua liberazione. E che il sesso, sia nella vita reale che nell’ arte, sia in primo luogo divertimento, per le donne come per gli uomini”.

Le ragazze del porno italiane dichiarano che:

metà della popolazione italiana è composta da individui resi più deboli dal non potere autorappresentarsi nei media e quindi esprimere un punto di vista diverso sulla realtà. Questo non accade solo nella sfera sociale ma anche in quella erotica dove le donne non si sentono legittimate ad avere bisogni e desideri diversi da quelli degli uomini. In quanto non rappresentato, il loro desiderio non ha diritto di esistere.

Parole che non possono non essere condivise. Ma quante italiane realmente guardano pornografia e qual’è l’approccio degli italiani con il sesso?

Ecco un’indagine pronta molto importante per indagare sui costumi sessuali nel nostro paese: 

QUI

Facciamola girare!!

Commenti

  1. non credo che per liberarsi sessualmente sia necessario assolutamente fare porno o post-porno, è una via come un’altra..quindi ben vengano queste iniziative. Tanto più che anche del porno mainstream si possono dare interpretazioni molteplici oltre a quelle negative.
    Sulle pratiche sessuali..dico banalmente che nessuna è degradante, da quelle più “diffuse” a quelle “estreme” se c’è consenso

    • “Sulle pratiche sessuali..dico banalmente che nessuna è degradante, da quelle più “diffuse” a quelle “estreme” se c’è consenso”
      così come dare piacere all’amato/a può essere ed è appagante quanto riceverlo..ma questo discorso esula dal porno

  2. La pornografia francese è sempre stata più curata, intellettuale (trame, costruzione della scena, dialoghi, addirittura cura del costume) e quindi, benché non si possa dire che avesse propriamente una visione di genere, è sempre stata migliore, sia quella a tematica omosessuale che etero, migliore per chi vuol guardare un opera di genere (questo genere) e non solo una scena di sesso esplicito/enfatizzato. E infatti il sito di Marc Dorcel continua su quella tradizione, ma con un vestito grafico alla moda. Alcuni portali di video hanno una voce dedicata al ‘porno per donne’, se ci fate caso ci sono sempre video un po’ più lunghi in cui si percepisce parzialmente una trama. E’ perché si è sempre pensato che alle donne piacessero maggiormente le storie con dentro il porno, che non il porno di per sé. Questo non è post-porno, ma è sicuramente porno fatto ‘meglio’, rispetto ai gonzo e ai pov che abbondano nella pornografia americana. Più che a Slavina e Erika Lust, lo accosterei ai video, molto belli esteticamente e per niente umilianti, di Camille Crimson.

    • Grazie per l’informazione. Non essendo molto aggiornata sulla pornografia francese mi sono limitata a trasportare la notizia. Infatti io pensavo appunto alla pornografia americana e italiana (sopratutto quest’ultima) molto maschiliste e poco attente ai bisogni delle donne, pensando che anche quella francese fosse simile, a parte Dorcelle.
      Mary

  3. icittadiniprimaditutto dice:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. ciao, non va il link all’indagine sui costumi sessuali

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