Congedo di paternità: pochi padri italiani lo chiedono

In Italia i padri sono assenti. A dirlo è una statistica che rivelerebbe che soltanto un 6,8% di neopadri usufruisce del congedo di paternità. Eppure anche nel nostro Paese il congedo parentale dei papa’ è regolato dal 2000 con la legge 53.

I motivi? Principalmente culturali ma anche economici, poichè la norma consente ad entrambi di stare a casa per un certo periodo di tempo, subendo però una riduzione del salario di circa il 30%.

Finora sono le donne a sacrificare il proprio stipendio per stare a casa con i bambini. Bisognerebbe pensare ad una legge che consente il congedo di parentale come un diritto fondamentale per entrambi i coniugi senza subire riduzioni di stipendio. Qualcuno ci ha provato o quasi: Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha introdotto l’obbligo di astenersi dal lavoro per 3 giorni dopo la nascita del bimbo, senza variazioni di stipendio, ma non sono nulla al confronto con i 30 giorni concessi dalla Svezia.

Ma siamo sicuri che con l’introduzione di una legge simile a quella svedese assisteremo in massa a papà disposti a rinunciare per un mese al lavoro per stare accanto ai loro bambini?

TABU- Mentre all’estero chiedere il congedo di paternità è un diritto ed è ormai di uso comune come lo è anche vedere papà che spingono carrozzine e portano i loro figli a spasso, in Italia la cura dei piccoli resta ancora appannaggio esclusivo delle donne. [...]Lo sa bene Francesco, 38enne, impiegato: “Quando ho scelto di prendere il congedo per stare con mia figlia di 13 mesi tutti mi chiedevano “Come mai?“, quasi fosse illogico [...] “Quando porto Matilde al parco incontro solo mamme, qualcuna mi ha addirittura chiesto se fossi rimasto vedovo“. (Fonte: WallstreetItalia). Eppure questo potrebbe anche salvare le neomamme dai licenziamenti tramite dimissioni in bianco. Continua Francesco:”L’ho fatto perché voglio veder crescere mia figlia, ma anche aiutare mia moglie. Lei non ha avuto la stessa fortuna. Ha un contratto a termine e la sua maternità non è stata accolta bene al lavoro, temeva di perdere il posto“.

Negli ultimi anni anche in Italia si è acceso il dibattito dei padri, ma a senso unico poichè si è fermato ai diritti di quelli separati accendendo la miccia della guerra tra i sessi. Non è un caso che quando si parla di paternità nella coppia parlare di congedi di paternità e il riconoscimento sociale del padre o nella coppia non solo si tace ma si continua a ripetere che “solo la madre deve occuparsi dei bambini”, ma solo se sposata, altrimenti è considerata una madre indegna.

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