Lo stupro, le minorenni e i giornali italiani

Pare che leggo nutra attrazione per le minorenni, se no non si spiegherebbe perche’ pare non vedano l’ora che una minorenne venga stuprata, molestata o ricattata per ‘decorare’ i loro articoli con immagini di sederi all’aria, tette al vento prese da scene pornografiche o forse materiale appartenente alle vittime.

Questa immagine appare affianco ad una storiaccia, riportata dal giornale, che vede come protagoniste alcune ragazzine ricattate e adescate sul web da un giovanotto che si fingeva un talent scout in cerca di modelle (ovviamente da buon maschilista ha trovato il “metodo giusto” per cercarsele gnocche), cavalcando la vulnerabilità di ragazzine non solo a causa dell’età ma anche a causa dei modelli veicolati sui media che fanno sognare le nostre ragazzine di ritagliarsi un posto nello spettacolo come modelle o veline.

Il giovane chiedeva alle ragazzine di spogliarsi in cam le registrava, e dopo le ricattava minacciandole di pubblicare i video sul web se non avessero acconsentito di avere rapporti sessuali con lui. Il giovanotto agevolato dal fatto che uomini prima di lui hanno inventato la storiella secondo il quale una donna o fanciulla che si mostra seducente sarebbe una gran zoccola, ha ricattato un sacco di ragazzine che per non vedere violata la loro reputazione (si sa il maschio e’ figo e la donna e’ zoccola) si sono incontrate con il porco che infine ha abusato sessualmente di loro.

E Leggo cosa fa?

Scrive una breve notizia denigrando le vittime e postando una delle loro foto, violando la loro privacy. Questo è un metodo molto utilizzato dallo spazza-giornale (se è gratuito non vuol dire che debba fare così schifo) ma anche da tutti i quotidiani italiani che a differenza di ciò che accade all’estero (dove i giornalisti pubblicano la foto dello stupratore o pedofilo), preferiscono denigrare le vittime riducendole ad oggetti sessuali e condendo la notizia con allusioni al fatto che probabilmente “se la sono cercata”.

La cosa più grave è che qui si tratta di minorenni e che la notizia di uno stupro non dovrebbe essere trattata come un articolo da cronaca rosa o articolo di Playboy in stile voyeuristico. E’ la notizia di stupri seriali, dove ci sono minorenni coinvolte e che l’articolista ha usato la notizia per ‘arrapare’ il lettore o per scatenare una raffica di commenti maschilisti.

Nessun giornale dovrebbe far credere al lettore che la vittima se l’è cercata o era una di “facili costumi” ma dovrebbe dare un messaggio di solidarietà a tutte quelle vittime che vogliono denunciare uno stupro ma non ne hanno coraggio, un messaggio e sopratutto educare gli uomini che le donne non sono oggetti e che lo stupro non è colpa della vittima.

Leggo, però non lo ha capito. Infatti pubblica un altro articolo con linguaggio sessista:

Lo stupro descritto come una conseguenza del fatto che lei ha accettato un passaggio. Insomma “se l’è cercata, è colpa sua” . Quando mai accettare un passaggio significa essere disponibili? Quando mai un passaggio dovrevbe autorizzare un uomo a violentare una ragazzina?

Non ho parole, ma con Leggo bisognerebbe averne tante per diglierne.

Scriviamo a leggo@leggoposta.it

Ps: vi informo che esiste il gruppo Basta con il linguaggio sessista ed immagini sexy sulle notizie di stupro che sta crescendo e qui verranno raccolte le segnalazioni.

Commenti

  1. icittadiniprimaditutto dice:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Mary, nel secondo caso avrebbero potuto scrivere “lui da’un passaggio alla fidanzata del suo amico e ne approfitta per violentarla” però anche col titolo originale, credo che solo uno con la mente bacata possa dire “se l’è cercata perchè ha accettato il passaggio”. Comunque credo che quella che hanno usato non sia una foto della vittima, è un’immagine di repertorio che usano di defaut in questi casi.
    La foto che hanno usato nel primo articolo non ha giustificazioni

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