Giallo oro : doppi sensi, tetta-mania e spot svilenti

Vi ricordate questa famosissima locandina pubblicitaria di Giallo Oro “Tu dove glielo mettereti?” con la modella marchiata come un pezzo da macello (con il logo del franchising di gioiellerie) nei punti quali : inguine, seno, sedere ?

Ne parlammo esattamente un anno fa anche nel nostro blog in occasione della rimossione della stessa locandina da parte del sindaco di Bari.

Un’immagine sessista e di pessimo gusto proprio per questo fece molto scalpore in tutta Italia. Tutto il paese si dichiarò disgustato da quei messaggi sottointesi e dalla ragazza marchiata come un prosciutto.

Come scriveva Giulia un anno fa: “la modella non è una ragazza qualunque ma è  Barbara Montereale, una delle escort di Giovanni Tarantini, una delle giovani bellezze che facevano da decorazione sessualmente attiva alle serate di Berlusconi, per dirla all’italiana “una star del rubygate”.

Pensate che per Giallo Oro, dopo quella figuraccia a livello nazionale, abbia deciso di cambiare un po’ il contenuto delle proprie pubblicità?

Certo che no! Qualcuno mi ha segnalato il nuovo spot della catena di gioiellerie.

Per pubblicizzare la nuova offerta di permuta oro -il loro franchising si occupa anche di questo- con una valutazione di 33 euro il grammo l’unica cosa che è venuta in mente è quando il medico per visitarti chiede di dire appunto il numero 33.

Ovviamente la scena andava rivisitata nello stile un po’ erotico-bonario e di cattivo gusto come Giallo Oro ormai ci conferma di saper fare benissimo!  Non c’è molto da analizzare o parole da sprecare per questa pubblicità.

Uno spot che per l’ennesima volta svilisce il lavoro delle donne viste come intrattenitrici anche quando stanno svolgendo un lavoro importante e di grande responsabilità come il medico.  La figura delle donne medico che in qualche modo nella nostra italietta sono sempre state un po’ ridicolizzate e svilite da filmetti erotici di scarsissimo livello, tanto per essere precisa quelli che vedevano protagonista Lino Banfi, Edwige Fenech e Alvaro Vitali.

Ma guardate chi è la “dottoressa”

Per chi non l’avessere riconosciuta è sempre lei: Barbara Montereale.

Cercando un po’ sul web e su youtube ho potuto constatare che il tenore degli spot di Giallo Oro è sempre stato identico, pare che ci sia un copione imposto : donna pettoruta un po’ scemotta  e oca e lui che ricopre sempre il ruolo da simpatico-brillante (un po’ provinciale però!).

Poi questa

Questa poi è tutto un programma

Buona visione e preparatevi al peggio!

Faby

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8 commenti

  • non si riesce a visualizzare le immagini

    • Elena penso sia un problema del tuo pc, ho provato anche a fare log-out da wordpress ma le visualizzo normalmente!

  • Non ce la posso fare: è già davvero molto difficile per le giovani dottoresse riuscire a farsi rispettare nel loro ruolo di medico (di episodi potrei raccontarvene a bizzeffe)…ci mancano solo spot come questi!

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  • a proposito di segnalazioni, questo articolo di Linkiesta http://www.linkiesta.it/blogs/kahlunnia/10-consigli-da-uomo-donna è a dir poco vergognoso. io corro a commentare… (e dire che spesso i post di linkiesta mi piacciono, peccato)

  • Non so se vedete i cartoni animati del digitale terrestre, io ho una sorella piccola e quelle poche volte che torno al mio paese e vedo la tv (dove vivo io ho deciso di non volerla) posso notare con fastidio quanto siano sessisti. Ad esempio il baby cosmoeroe SamSam (serie animata francese) è il figlio di una famiglia di supereroi in cui il padre è il super mega nonsocosa salvatore dell’universo e la madre è la casalinga nonché servitrice della casa. Per non parlare delle radio italiane, basterebbe passare un intero pomeriggio sintonizzati in macchina su una qualsiasi stazione per trovare sessismo impellente non solo da parte degli/delle speaker ma anche e soprattutto le pubblicità e promozioni radiofoniche che vengono trasmesse.
    Peace & love

    • non ho visto questo cartone, ma di solito cercano di essere molto “corretti”.se si rivolgono ai bambini E comunque le casalinghe esistono, il mero fatto di rappresentarle non significa sessismo. L’importante è avere personaggi credibili e coerenti con la storia raccontata