Di donne e di media

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Quanto la donna sia considerata poco in Italia non è una novità. Insomma, lo vediamo tutti i giorni nella nostra vita quotidiana e attraverso i media. La figura femminile fatica a ritagliarsi ruoli di rilievo nella società, non è spesso nella posizione di far valere il suo punto di vista nella stessa maniera di un uomo e si ritrova il più delle volte rinchiusa in ruoli subalterni rispetto a quelli maschili e svalorizzata.

Le donne ancora oggi non riescono a farsi valere nelle aziende, compongono in minima parte i CdA, lavorano poco perchè sono discriminate sul lavoro in quanto tali, oppure vivono nella condizione di dover essere le uniche a occuparsi della sfera privata e familiare, con la responsabilità di far andare bene le cose sempre e comunque.

“Dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”: la donna deve vivere all’ombra del suo uomo, permettergli il successo rimanendo in una situazione di abnegazione e di complementarietà subordinata alle esigenze altrui, come compagna e come mamma. E se le cose vanno male è pure responsabilizzata.

La donna è messa a tacere. A tanti uomini proprio non va giù che la donna abbia acquisito col tempo il diritto ad avere una propria opinione e ad esprimerla. Ricordiamoci che solo da poco più di sessant’anni è possibile per le donne votare! Ma la donna ad oggi è ancora nella posizione di non poter esprimere con libertà ciò che pensa. Il giudizio su di lei infatti pende come la spada di Damocle e molte quindi preferiscono tacere. L’uomo invece ha ancora maggiore libertà di espressione. Spesso alla donna dire ciò che pensa costa, e pure caro.

La donna non si può autodeterminare, soprattutto nel rapporto di coppia. Essa viene considerata alla stregua di un oggetto da possedere che deve seguire una determinata impostazione comportamentale dettata dal compagno. Deve fare e pensare in una certa maniera e non può decidere liberamente per sè. E questo ce lo ricordano tutti i casi di femminicidio che inesorabili si susseguono uno dopo l’altro, le persecuzioni, le violenze, lo stalking, gli stupri per mettere a tacere la soggettività femminile. La donna deve essere a completa disposizione del suo uomo, pulita, non deve svergognare la coppia. Le altre donne possono anche essere puttane con cui spassarsela o da sfottere con battute da camerata. Se la donna decide per sè e per la propria vita sessuale è troia comunque.

La donna come utero. E’ ancora poco accettato che la donna possa decidere della propria sessualità. Decidere quando andare a letto la prima volta con qualcuno, per via del concetto di verginità considerato ancora come un valore. Quali contraccettivi utilizzare, con quanti partner avere rapporti sessuali, se interrompere una gravidanza come la legge dovrebbe garantirle. Vivere liberamente la propria sessualità senza tabù e ascoltando i propri desideri e le proprie passioni sembra ancora impossibile. La donna spesso è vista esclusivamente come un’incubatrice al servizio dell’uomo e della società. Attraverso l'”inseminazione” molte volte l’uomo spera di appagare maggiormente il senso di possesso che prova nei suoi confronti e la donna ha il dovere implicito di annullarsi nella maternità

La donna come oggetto sessuale. A completa disposizione del maschio. Come, quando e perchè lo decide lui. Per appagare il bisogno artificiale del maschio di sentirsi nella posizione di decidere del corpo altrui. Per questo la figura femminile deve essere sessualizzata in ogni dove, nelle pubblicità e nei media. Per ricordare all’uomo che rimane lui l’unico fruitore dei messaggi, l’unico consumatore, l’unico soggetto attivo e giudicante che può disporre a piacimento dell’altro sesso come preferisce, sempre. E per far crescere così il suo senso di virilità.

Donne e stereotipi. Stereotipi che devono ribadire lo status quo, per la paura maschile di rapportarsi con un’alterità che sia al suo stesso livello e che non sia sottomessa fisicamente e spicologicamente. Stereotipi mantenuti sempre uguali, anche dai media.

Un esmpio di tutto questo sono i quotidiani on line. Ne avevamo già parlato in Navigando per il web: donne come specchietto per allodole in un’ordinaria normalità. Quotidiani, che dovrebbero rappresentare la realtà. Quotidiani che dovrebbero aggiornarci su come va il mondo. Probabilmente il mondo è maschio. L’uomo infatti è considerato l’unico utente e la donna non viene assolutamente pensata come persona che si informa. L’uomo è ritenuto l’ultimo e unico destinatario dei messaggi, considerato però alla stregua di un maschio bavoso che non aspetta altro che rimirare tranci di carne femminile al vento, meglio se artefatta.

Questo lo scopo dei media. Ricordiamocelo. Ribadire che nella società tutta la donna è lì, al servizio dell’uomo. LA DONNA E’ LI’, AL SERVIZIO DELL’UOMO. Che l’uomo è il soggetto mentre la donna un ornamento da esporre. Tutto questo per impedire che lo stato di cose attuali si modifichi.

Ecco perchè questa Gallery. Uno slideshow orrido che mostra gli screenshot ritagliati giorno dopo giorno dalle home dei quotidiani on line per mostrare quanto i media siano complici della poca considerazione riservata alle donne nel nostro paese, di quante finte lotte si facciano tutti i giorni per assicurare una cittadinanza attiva al genere femminile, fuori da sereotipi, da costrizioni e violenze. Per ricordare quale sia la cultura dello stupro, delle complicità e del voyeurismo, della violiazione e della violenza, della moneta in cambio della dignità.

Un work in progress che sarà continuamente aggiornato per ricordarci qual’è il giornalismo italiano e qual’è l’Italia. Sexy, Hot, bella: attraverso queste parole passa la continua svalorizzazione della figura femminile ridotta a ornamento sessuale, tenuta in gabbia dagli stereotipi. Perchè la donna può essere procace solo se è a disposizione del maschio. Deve star lì ad appagarlo e a ricordargli che è lui, e solo lui, il soggetto.

Comments

  1. Reblogged this on La Zitella Felice and commented:
    Una riflessione amara, dalle amiche di “Un altro genere di comunicazione”. Per pensarci su. Vedere belle donne non è un crimine e non fa dispiacere a nessuno, ma a volte – anzi un po’ troppo spesso – sembra di essere al mercato del pesce. Specie su certa stampa.

  2. Paolo1984 says:

    per me conta il contesto, se una rivista di sport pubblica foto sexy di una sportiva è incongruo, se la sportiva decide di posare per Playboy (pure i rugbysti maschi fanno calendari, e foto erotizzanti del tennista Nadal sul web si trovano) o per una rivista di eros patinato è un’altra cosa. Certe notizie e relative immagini vanno bene su una rivista di gossip ma non su un quotidiano “serio”..limitarsi a mettere le foto senza dire su che giornale stavano non mi pare un buon metodo
    Non trovo neanche “svilente” la notizia riguardante la mostra su Marilyn, una grande attrice di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla tragica scomparsa, la foto che hanno usato non ha nulla di volgare o degradante, è stata tratta dall’ultimo servizio fotografico che fece, ha un valore storico oltre a essere una bellissima foto di una diva. Scusate ma come cinefilo e ammiratore di Marilyn Monroe metterla in mezzo alla Minetti o ad alte showgirl mi ha dato veramente fastidio.

    • Tranquillo Paolo, non si paragona Marilyn alla Minetti. In fondo lo scopo non è quello di prendersela con le donne ma svelare gli intenti finali. A volte purtroppo anche l’arte è strumentalizzata. Chi mescola capre e cavoli sono proprio i quotidiani che le trovano tutte pur di far vedere una nudità. Io non trovo per niente la foto volgare, bastava dare più rilievo a Marylin come persona e non mescolarla agli altri “culi”. Detto questo non andiamo off topic cercando di guardare al messaggio globale che si cercava di mandare! ;)

      • Paolo1984 says:

        appunto. C’è nudità e nudità, mettere una foto sexy in un articolo che parla delle Olimpiadi in una rivista di sport è sbagliato per ovvie ragioni mettere la foto del culo della Minetti su un quotidiano è sbagliato per ovvie ragioni..Marylin era ed è famosa anche per il suo fascino sensuale (che per i canoni dell’America anni ’60 era quasi “scandalosa”), tanto più che quella foto faceva parte di quelle esposte nella mostra probabilmente. Così come le foto al mare in topless di questa o quella vip sul sito di Novella 2000 sono una cosa, su quello di Repubblica sono ben altra. Non volevo andare off topic nè sminuire il vostro impegno che rispetto, spero di aver chiarito il mio parere

      • Sei stato chiarissimo Paolo! Grazie :)

    • “limitarsi a mettere le foto senza dire su che giornale stavano non mi pare un buon metodo”

      Paolo, sono tutti quotidiani on line che si credono autorevoli e che denunciamo da tempo:
      Corriere.it
      Repubblica.it
      Liberoquotidiano.it
      Gazzetta.it
      Ilgiorno.it
      e qualcosa da Leggo.it

      Cambia il nome ma non cambia la solfa! ;)

  3. Mai vista la pagina “lei” di meteo punto.it? Se un uomo cerca le previsioni del tempo trova la cartina con il sole, le nuvolette e i mari mossi o poco mossi… Se “lei” cerca le previsioni del tempo clicca nella pagina a misura di donna e trova una schermata rosa e le rubriche casa, cucina, bellezza e moda. Parlando di stereotipi tristi e ghettizzanti…

    • quella è strategia pubblicitaria (ma chissà perchè non fanno qualcosa di simile per “lui”?)..piuttosto cretina in verità poichè se una donna o chiunque altro è interessata alla moda e ai prodotti di bellezza ecc..va sui siti dedicati mica sul meteo

  4. La slideshow è un lavoro ammirevole, complimenti.

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