Niente quote rosa nei Cdr!

Con con 121 voti a favore, 119 contrari ma 12 astenuti l’Aula del Senato respinge la nuova legge sull’editoria che inseriva un emendamento al ddl in materia di quote rosa cui il governo aveva dato un voto favorevole. 

Le politiche di genere nel nostro Paese fanno fatica ad attecchire, subendo forti pressioni da parte di una società ancora maschilista che non vede di buon occhio la presenza femminile in nessun settore “di vertice” del nostro Paese.

Eppure le quote rosa sono state un esperimento riuscito nei paesi che oggi occupano i primi posti nel mondo per pari opportunità. Ma l’Italia continua a non vederle di buon occhio, colpa delle resistenze di tipo “culturale” allergiche ad ogni politica di genere (pensate che perfino la legge contro lo stupro ha subito un travaglio lungo 20 anni!): probabilmente dietro chi le accusa di essere un “aiutino” che svilisce le donne, trattate come panda, si nascondono gli stessi maschilisti che mai vorrebbero vedere le donne collaborare accanto a loro come pari, nutriti da una visione prettamente orizzontale del mondo femminile, percependo le quote come un tentativo di soffiagli il potere da sotto il naso, probabilmente agli stessi che vogliono vederle solo ai fornelli.

E intanto grazie al rifiuto delle quote rosa, il nostro è uno dei pochi Paesi occidentali che escludono le donne dai “soffitti di vetro” . Per chi ancora crede che le quote rosa siano una vergogna da snobbare allora non sa che noi occupiamo il 73esimo posto al mondo (su 115 paesi) per quanto riguarda la parità tra uomo e donna. Questa è la vera vergogna!

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