Di donne per bene e di troie

Da giorni gira su fb un’immagine che avrei voluto ignorare ma che sono costretta a condividere qui per puntualizzare alcune  cose e contraddizioni che si sono venute a creare intorno alle veline, all’emancipazione femminile e alle donne in generale.

Ho visto condividere questa immagine proprio da quelle pagine e quei gruppi che poi della sottomissione e dell’oggettificazione della donna ne fanno il loro pane quotidiano.

L’ho vista nelle pagine dei giovani  fascisti, nella solita pagina fake della violenza sulle donne, sulle pagine tipo  demotivational, e tutti quegli spazi dove circa ogni due minuti viene  pubblicata una donna con annessa visita ginecologica.

Mi sono chiesta quindi :  come fanno gli amministratori di queste pagine  -guarda caso tutti uomini (che spesso si fingono donne!)- che vedono le donne o come tre buchi da riempire o delle mamme asessuate e sottomesse al marito e ai figli, ad interessarsi all’emancipazione femminile ?

Semplice, questa immagine è stata pubblicata da loro solo e unicamente per uno scopo : ridicolizzare ancora una volta una donna.

Infatti i sentimenti che si vanno a scatenare sotto un’immagine di questo tipo, sono i soliti : linciaggi, giudizi sprezzanti e umilianti, tutti contro una ragazza messa lì come un fenomeno da baraccone, un saltimbanco  da additare con fare moralistico e misogino con la chiarissima conclusione che a quella gente dell’emancipazione femminile frega meno di zero.

Inutile dire che le parole come “troia”  o “sono capaci solo di aprire le gambe” si sono sprecate a iosa.

Ma cosa significa il termine troia se non marchiare e umiliare ancora una volta una donna?

Che emancipazione c’è se additi una donna come troia?

Abbiamo sempre contestato la figura delle veline dalle pagine del nostro blog, ma sicuramente il nostro obiettivo non era ridicolizzarle, vorremmo semplicemente  abbattere la mentalità comune che le vede come unica figura femminile vincente.

Vorremmo che alle veline venissero affiancate immagini di donne diverse, che fanno qualcosa di importante, che lottano e che si autodeterminano ogni giorno , e ce ne sono tantissime basta pensare alle ricercatrici, alle sportive, alle scrittrici, ecc.

Ma purtroppo questo è il paese che sessualizza tutto, le sportive ad esempio vengono oggettificate con riprese ossessive sui fondoschiena, con calendari e scoop, facendo dimenticare completamente alla gente gli  importanti successi ottenuti dalle stesse.

Ogni donna passa sotto i raggi x della “santa inquisizione della gnocca” quindi se sei una brava giornalista ma anche una donna di bell’aspetto sei automaticamente una “troia” -e quindi faresti meglio a tacere solo perché sei di bell’aspetto o perché indossi una gonna- da far sbarcare sui canali youtube con nomi improbabili del tipo “scosciamenti di patate televisive”.

Se invece sei una giornalista dall’aspetto rassicurante devi tacere come l’altra e il tuo aspetto seppur in modo opposto a quello dell’altra passerà in primo piano -rispetto al tuo lavoro- e verrai marchiata come “cesso”.

Avete mai visto su youtube canali fatti da donne dove raccolgono i giornalisti o i politici più avvenenti e dove viene ridicolizzato il loro mestiere per far spazio a commenti grotteschi e volgari? No.

In un modo o nell’altro, bella o brutta se sei donna devi tacere e delle tue competenze non importa a nessuno. Nel primo caso staresti meglio come starlette da porno per maschiuncoli con pruriti repressi, nel secondo staresti meglio sepolta viva in cucina, nascosta, con un marito che ti ha fatto la grazia di sposarti e quindi ogni tanto si può anche permettere di mollarti  un ceffone, tanto sei un cesso.

Questa è la logica di quelle pagine, ma anche di troppi italiani .

Ora mi rivolgo a quelle donne che frequentano quel tipo di pagina ridacchiando per ogni “troia” che qualche stupido ha lasciato qualche secondo prima : sappi che quel troia è rivolto anche a te. E che quel troia prima o poi marchierà anche te!

Ogni volta che una donna fa qualcosa che non va a genio a qualcuno è una troia.

Non ci sono “donne per bene” e non ci sono “donne per male”. Non ci sono e non ci dovrebbero essere donne sante da relegare a incubatrici e regina del fornello, non ci sono puttane da relegare a gambe aperte sui letti di uomini piccoli come coriandoli che vogliono la santa per la prole e la puttana per fare sesso.

Siamo donne e basta. E ognuna di noi ha i propri desideri, le proprie pulsioni e le proprie fantasie. Ognuna di noi deve decidere cosa fare della propria vita senza essere etichettata come mamma o come troia.

L’emanicipazione femminile non è sentirsi meglio di qualcuna, ma acquistare consapevolezza per poter scegliere e decidere cosa fare della propria vita non piegandosi ai ruoli e agli stereotipi che questa società bigotta e patriarcale ci impone.

Faby

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Comments

  1. In una di queste pagine mi sono scontrata col solito decerebrato che gridava all’invidia.
    Ora, ci sono tante donne da invidiare, belle e CAPACI, se poi lui conosce solo questa categoria e crede che solo questa sia degna di ividia, problemi della sua ignoranza e del suo cervello in mezzo alle gambe.

    E poi diamoci un taglio una volta per tutte a paragonare le veline con le troie, che almeno loro, le prostitute consenzienti, lo ammettono senza tante pippe mentali di svolgere questo mestiere, non fanno come tutte queste pseudo verginelle televisive che si vergognano ad ammettere di essere arrivate dove sono grazie a talenti che preferiscono tenere nascosti in nome dell’ipocrisia, la loro e quella di coloro che additano chi vende il corpo, quando noi pure, nel nostro piccolo, siamo dei prostituti che invece si vendono l’anima (chi non ha mai dato un voto politico a un conoscente sperando di ottenere qualcosa in cambio? Chi ha mai fatto favori senza nulla pretendere? Chi non ha mai subito ricatti morali dai genitori, tipo se riporti a casa bei voti, ti regalo la play station e tu a studiare anche se la scuola ti fa schifo? Embeh, pure queste sono forme di prostituzione, alla fine).

  2. Le donne che mostrano le loro grazie in tv sculettando e dimenandosi, facendo finta di di essere oche senza cervello anche se sono laureate i fisica nucleare, a me sono sempre piaciute. Non le ho mai considerate nè troie nè stupide. I motivi che le spingono a questo sono i più vari e tutti leciti: il gusro dell’esibizione, la voglia di piacere, il tentativo di liberarsi di qualche tabù, ed anche la sacrosanta ambizione di sfondare nel mondo dorato dello spettacolo. I bigotti, i moralisti, i denigratori prima di prendersela con loro, se la dovrebbero prendere con la finanza, con le banche, con l’industria ecc… Le tette e i culi in tv, che ripeto a me personalmente non dispiacciono, non hanno niente a che vedere con la dignità delle donne, chi inneggia alla censura, al linciaggio morale e a leggi liberticide sono i soliti che hanno sempre considerato le donne esseri inferiori da tenere sotto tutele e incapaci di fare libere scelte.

    • Alessandra says:

      @Riccardo: la cosa più difficile da far capire a quelli come lei, Riccardo, è che si può essere assolutamente scevri da bigottismo e moralismo – io non ho mai usato il termine “troia”, non capisco cosa significhi, per me una donna che ha avuto 1.500 partner sessuali non è né meglio né peggio di una che ne ha avuto uno solo, rifuggo dal doppio standard playboy vs zoccola, non mi danno fastidio gli abiti succinti di nessuno – e al tempo stesso non accettare il fatto che in Tv ci sia sempre un uomo serio e vestito di tutto punto affiancato da una ragazza di 30 anni più giovane che sculetta in perizoma. Perché quell’immagine smaschera l’ideologia degli autori, non la mia, secondo cui la donna non è nulla, è solo decorazione, quindi tanto vale che incarni il cliché di quello che secondo loro (non secondo me) è una troia. Io e lei possiamo non considerarli tali, ma chi scrive quei programmi e chi li vede invece sì. Vorrei vedere quando mai manderebbero in onda una presentatrice 50enne affiancata da bellissimi giovani svestiti: non lo faranno mai, perché le donne secondo loro possono essere solo oggetto di fantasie sessuali, mai averne di proprie, non sia mai che le spettatrici di un programma del pomeriggio fantastichino su un figaccione, devono essere brave mamme sante, le fantasie e le masturbazioni sono da lasciare ai maschi etero. Io non vorrei mai leggi liberticide, ma mi piacerebbe che un giorno a scrivere i programmi non sia solo gente la cui formazione sessuale ricalca il bordello anni ’50: nessuna reciprocità, solo voyerismo maschile, le “troie” a sculettare in tv e le sante a casa a fare da mangiare.

      • @Alessandra: l’italia è un paese strano, sessuofobico, dominato da bigotti e baciapile, dal dopoguerra sotto l’egemonia “morale” del vaticano, come potete non accorgervi che la vostra azione è ampiamente strumentalizzata da queste forze? Una cosa è criticare la televisione (e la comunicazione in generale) nei suoi perversi meccanismi, un’altra è prendersela con le chiappe delle veline, so che non è quello che volete, ma purtroppo è ciò che passa di voi e i risultati sono conseguenziali. Non è consigliabile nel nostro paese dare l’impressione di essere nemmeno lontanamente “moralisti” perchè i veri moralisti sono sempre in agguato, pronti a gettarsi come avvoltoi sulla preda, e pronti a togliere libertà e diritti faticosamente conquistati!

      • Riccardo, io capisco quello che intendi con le tue parole ma sono d’accordo con Alessandra.
        Le idee non possono essere taciute per paura della strumentalizzazione o di qualsiasi giudizio di sorta. Chi ci dà delle moraliste compie un gravissimo errore di valutazione, visto che ci battiamo sì contro la mercificazione dei corpi, la discriminazione ma anche contro il moralismo e i falso-bisgotti di casa nostra.
        Ci sarà sempre qualcuno che per pigrizia o per scelta di comodo (soprattutto!) ci etichetterà con epiteti completamente fuorvianti ma ti assicuro che non saranno certo loro a fermare il nostro lavoro – che è CHIARISSIMO – mistificando le nostre parole e facendo orecchie da mercante.

      • Concordo con Alessandra, mi dispiace che ci sia chi si fa problemi per come il mainstream mistifica la realtà e le critiche. Ma il mainstream mistifica comunque, e tacere sarebbe peggio.
        Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste. M.L.King

  3. Paolo1984 says:

    se “aprono le gambe” sono “troie” se non le aprono “se la tirano” (ma il vero problema è che non le aprono a loro)..certi esponenti del mio sesso sembra non siano mai contenti..non lo capisco. comunque più che alla parola “troia” indagherei sulle intenzioni di chi la usa, e le intenzioni dei maschi di cui parli sono certo offensive e criticabili
    Una sportiva che decide di fare i calendari per me resta una sportiva, e devo dire che non ho mai capito i maschi che insultano queste donne come se loro non le guardassero
    Faby, You Tube specie nella sezione commenti sovente è una vera fogna e spesso è colpa di molti esponenti del mio sesso, è vero

    • Per non parlare del fatto che sono i primi che vedono le donne come oggetti, ma poi quando una sceglie di fare la velina allora la insultano dandole della troia.
      Il problema dei maschilisti è che sono bigotti e sessuofobi, io credo che abbiano dei seri problemi a relazionarsi con le donne o con il sesso in generale (infatti molti di loro sono pedofili). Sono gli stessi che vedono nella masturbazione il peccato e per loro ogni velina rappresenta una sorta di incitazione alla masturbazione. Sono gli stessi che a causa di questi problemi vanno a stuprare o uccidere le donne.
      Io sono contro il modello della donna-oggetto in tv ma per una volta nella vita devo difendere le Veline perchè scelgono, perchè si mettono contro una società maschilista che vede nel corpo femminile un peccato e nella libera espressione della femminilità e sessualità una specie di attacco al dominio del maschio. Perchè una velina per loro rappresenta una donna con un grande potere sessuale che schiavizza gli uomini rendendoli schiavi delle loro voglie sessuali, quindi da criminalizzare e da mettere in croce perchè non ricoprono il ruolo tradizionale di moglie e mamma asessuata e sottomessa ai bisogni del solo marito (insomma hai presente la favoletta di Eva?)
      Loro appunto criticano pure quelle che non ci stanno perché non sono donne a loro disposizione. Allo stesso modo nemmeno le Veline che sono ragazze bellissime quindi non se li filerebbero neanche per sogno perché ambiscono a milionari e uomini bellissimi.
      Io ho sempre detto che in tv devono esserci modelli femminili alternativi se no si finisce di pensare le donne come oggetti o stupide ma allo stesso tempo non vorrei mai che le donne che fanno le soubrette vengano rivestite proprio a causa della tendenza talebana del modo di pensare di alcuni italiani. Sono passati 20 anni di culi e tette in tv e mi chiedo come mai ancora oggi ci si scandalizza davanti ad un culo femminile in bella vista?

      • Il danno dei mascolinisti è che vorrebbero le veline come donne ma logicamente le stesse impregnate (come i maschilisti) di convinzioni e modi di vivere non di certo dei migliori scelgono l’imprenditore, il calciatore, ecc Da una parte è anche normale frequentando gli stessi luoghi e le stesse feste, e improntando le relazioni solo sugli interessi non solo economici ma anche di interesse che devono suscitare nel pubblico ovvero su quegli sqaullidi giornaletti da sala d’aspetto o da coiffeur. Io non sono da nessuna parte. Mi fanno pena sia i mascolinisti che si autoconvincono che le donne siano tutte così solo perchè puntano a donne che delle frivolezze ne fanno l’unica ragione di vita, sia le veline. Il mio intento con questo articolo era criticare chi dell’emancipazione femminile se ne frega ben poco ma con questa immagine -fingendosi interessato all’emancipazione- ha avuto l’occasione di criticare non solo una donna, ma lo stesso genere di donna che loro puntano perchè ritenuta vera femmina (basta andare a vedere nei commenti di quando pubblicano, sempre in questi gruppi, quelle immagini soft-porno per farsi un’idea della pochezza umana degli italiani medi) ma che la stessa non punterebbe loro mai e poi mai. Come diceva Paolo un po’ più sopra : “se “aprono le gambe” sono “troie” se non le aprono “se la tirano” (ma il vero problema è che non le aprono a loro)”; il vero problema è che sono repressi, delusi; certo tutti almeno una volta nella vita siamo stati non corrisposti, lasciati o offesi da qualcuno ma aprirne una lotta con l’altro genere non migliorando se stessi e gli obiettivi che si vanno a puntare ma puntando solo il dito all’altro genere, classificandolì tutti interessati-e ad un’unica cosa, mi sembra un comportamento vigliacco, poco maturo e da persona sicuramente con forti problematiche psicologiche e sociali. E’ vero anche che la tv anni’80, la troppa visione di film pornografici o erotici stile anni’70 dove le bellone si spogliavano accondiscendenti e sorridenti alla corte di uomini per niente piacevoli sia di aspetto che a livello comportamentale e morale ha fatto credere in tantissime persone che quella visione fosse reale, non a caso tantissimi italiani cercano giovani russe, ucraine, rumene credendo di trovare camerierine piacenti, approfittandone della situazione precaria di molte di queste e rimandendo poi delusi perchè l’idea di geisha sexy che loro si erano costruiti nella testa con queste donne non corrisponde poi alla realtà. Altra cosa che che mi sono dimenticata di scrivere nell’articolo è : ma quando mai poi -se non solo le femministe- qualcuno si è interessato all’emancipazione femminile!? 40 anni di lotte per l’emancipazione fatte solo e soltanto dalle femministe, che spesso si sono viste le spalle voltate sia a destra (figuriamoci con i loro ideali) che a sinistra!

      • Già e poi loro che odiano le femministe da quando in qua parlano di emancipazione?
        Lo fanno solo per provocare le femministe….

  4. Anche io avevo notato questa immagine e ho pensato le stesse cose che ti hai scritto. E’ difficile però avere ogni volta (perché se ne trovano ogni giorno di sparate come queste) la forza di commentare e rispondere, soprattutto quando si vede che il 99% delle persone (donne comprese) è pienamente d’accordo con queste idee.

    • Paolo1984 says:

      ora il disprezzo che investe le veline si può spiegare col fatto che vengono viste come persone prive di vero talento e che stanno in tv esclusivamente per il loro aspetto fisico a scapito di tanta gente che magari sa fare davvero qualcosa..ora non entro nel merito se sia giusto o sbagliato, vorrei sapere se l’equivalente maschile della velina che per me è il tronista gode dello stesso disprezzo

      • Al tronista lo chiamano gay, ma il problema vedi che è sempre il sessismo: se la donna non ricopre il modello tradizionale è troia e l’uomo è gay.
        Il problema è che in italia anche se una ha talento è una troia, basta che sia un pò carina, anzi ci si accanisce ancora di più verso quelle che hanno talento ma sono belle ragazze. Se sono brutte si dirà che non piacciono perchè sono cessi (e non perchè non si condivide il loro pensiero), se sono belle si dirà che sono li perchè hanno fatto i pompini. Insomma, la donna viene giudicata sempre e comunque quando non ricopre il ruolo di moglie e mamma, indipendentemente se è velina o astrofisica nucleare.

  5. Reblogged this on La Zitella Felice and commented:
    Un articolo che avrei voluto scrivere io, ma le amiche di “Un altro genere di comunicazione mi hanno preceduta, perciò non posso che “ribloggarlo”

  6. D’accordo con te.. siamo in poche purtroppo.. quando impareremo ad amarci tra di noi?

  7. Se proprio devo scegliere, meglio velina che santa.

  8. Paolo1984 says:

    nei filmetti di cui parli (credo le commedie sexy degli anni ’70) erano comunque gli uomini a risultare ridicoli

    • No non parlavo di risultare ridicoli o meno, uomini o donne che sia, ma quella tv o quei film hanno rappresentato (come le pubblicità svilenti dove le donne vengono accostate a doppi sensi “te la do gratis”) degli uomini e della donne “malati-e”; è la situazione che è ridicola, e quei film anche se squallidi erano e sono uno specchio dell’Italietta in cui viviamo.

      • Paolo1984 says:

        sono restio a mettere sullo stesso piano cinema 8anche se è di qualità infima) e pubblicità ma penso di aver capito cosa vuoi dire

  9. Se una persona decide di essere un ladro, così come una donna decide di essere una troia, siamo nell’ambito della autodeterminazione di soggetti che decidono cosa fare della propria vita, con la sola differenza che il primo fa del male agli altri, la seconda, se non avrà pentimenti, non fa del male a nessuno, anzi spesso è fonte di “successo”!
    L’importante è non generalizzare, tra un UOMO è un ladro c’è nè passa molto, così come trà una DONNA e una troia, al primo diamo un’accezione etica, alle seconde non necessariamente morale e in quanto tale compatibile in una società in cui dovrebbero, liberamente coesistere arbitri differenti.
    Le strumentalizzazioni di ruolo, lasciamole agli imbecilli…?!

    • La realtà è che il termine “troia” non ha senso, è solo un modo per marchiare e dispregiare una donna, quindi una donna non può fare la troia perchè “fare la troia” non ha senso =)) ! Strumentalizzazioni di ruolo la lasciamo agli imbecilli? Certo, che glielo lasciamo non fanno altro, almeno così avranno trovato un senso alla loro vita dividendo in ruoli uomini e donne =)!

  10. Francesca says:

    Guardate invece questo post:
    http://blog.libero.it/romoloricapito/commenti.php?id=14273&msgid=11375605#comments
    Abbiamo sistemato per le feste l’autore!

  11. sarò bigotta, sarò una femminista all’antica… ma vederci autodeterminazione ed emancipazione in una velina, non ci riesco proprio.
    mi pare che ormai in Italia si stia spingendo l’acceleratore su questo femminismo web 2.0 che difende qualsiasi donna, mentre storicamente è necessario prendere posizione anche contro quelle che stanno con i maschilisti.

    poi vabbè se per voi è accettabile che una donna diventi donna oggetto (per scelta sua, chiaro… ma che vuol dire? fa differenza?!), sono io che del femminismo non ho capito nulla

    • Credo tu abbia frainteso il significato del post. Mi permetto di anticipare Faby, poi risponderà meglio lei se lo riterrà opportuno.
      Considera che sono proprio i maschilisti a chiamare troie veline & Co. solo quando fa comodo a loro. Io certamente non sono contenta quando una donna strizza l’occhio al patriarcato o “sceglie” una strada che le ha indicato il maschio. D’altro canto credo che non sia il giudizio verso queste donne a fare da discrimine tra chi convive bene con determinati messaggi sociali veicolati dai media in una cultura come la nostra e chi invece cerca di leggere i fenomeni sociali attraveraso una lente critica che si oppone ad ogni discriminazione di sorta (e il nostro lavoro cavalca quest’ultima onda!). Questo significherebbe infatti da una parte colpevolizzare ancora la donna come “mala femmina”, pietra dello scandalo, colei che non sa tenersi le sue cose sotto le vesti secondo dettami sempre e comunque provenienti da altri (finendo verso l’estremismo opposto) poichè il corpo della donna non ha nulla di scandaloso; dall’altra significa apporre una censura al corpo femminile A VALLE. Gli interventi vanno fatti A MONTE, indagando i retroscena sociali e lavorando su quelli, ampliando l’informazione del cittadino medio, la consapevolezza, l’educazione. Qua non si sta facendo un inno alla velina o alla donna oggetto, si sta semplicemente sdoganando l’ipocrisia della maggior parte delle persone che sta dietro ad un giudizio falso-moralizzatore.

    • Paolo1984 says:

      penso che le donne dei movimenti “pro-life” ma sarebbe meglio chiamarli “no-choice” siano più maschiliste (e arroganti) di qualsiasi velina: non mi pare infatti che le veline facciano campagne per obbligare tutte le ragazze a fare le loro stesse scelte
      Confesso poi di iniziare a non gradire molto il termine “donna-oggetto”..una velina romane sempre una persona anche se fa un lavoro che noi non faremmo o consideriamo degradante

      • “una velina rimane sempre una persona anche se fa un lavoro che noi non faremmo o consideriamo degradante”

        assolutamente, questo fuori di dubbio!

    • Sesame ma ti riferisci al post o a qualche commento? No perchè non mi pare di aver difeso le veline, anche io non amo quell’atteggiamento di chi difende le donne a tutti i costi anche quando fanno cavolate o cose che con l’autodeterminazione hanno ben poco da spartire, il femminismo è ben altro e su questo non ci piove. Il mio intento era quello di criticare chi della situazione femminile non è mai stato interessato (anzi come ho scritto “dell’oggettificazione e della sottomissione ne fa il suo pane quotidiano” ) che poi pubblica una foto tristissima di una ragazza messa lì come una criminale, un pagliaccio da additare con la didascalia “40 anni di lotte per l’emancipazione….” ma lotte di chi? Non di certo le loro, che pubblicano foto prese da youporn ogni due minuti, che continuano a mistificare a capovolgere dati, ad inventarsi di tutto logicamente senza alcuna fonte, a clonare, ecc e allora secondo te gente di questo tipo che vorrebbe le donne come schiave a letto o in cucina cosa se ne importano dell’emancipazione femminile che le veline avrebbero bruciato in 5 minuti? E’ chiaro che volevano solo scatenare il linciaggio, prendere la palla al balzo per infangare tutte : sia le veline che chi combatte per l’emancipazione. Il mio articolo era questo che voleva colpire. E ringrazio Alessia per aver chiarito cose, e aver risposto in modo impeccabile =)

    • Paolo1984 says:

      comunque sesame, io non credo di potermi definire esattamente “femminista” (nessun uomo può farlo, a mio avviso) ma so che il femminismo con cui mi trovo in sintonia è quello che non tratta delle donne adulte come minorate solo perchè fanno scelte di vita che altre donne non farebbero

  12. mi spiace ma non mi avete… convinta.
    faby scrive: ” ma lotte di chi? Non di certo le loro, che pubblicano foto prese da youporn ogni due minuti,”.

    e qui siamo d’accordo. ma le lotte non sono state nemmeno delle veline (loro le prendiamo da paradigma, ma vale per tutte le -ine della tv…).
    io non potrei marciare fianco a fianco con una che mostra le chiappe per soldi (ed è ovvio che sia una sua libera scelta), semplicemente perchè una donna che lo fa… non marcia per i suoi diritti!!! anzi, è convinta di averli acquisiti tutti proprio perchè ha il “potere” sugli uomini: in realtà quel potere è solo immaginato, è sempre l’uomo che decide quando deve svestirsi o meno. forse non avete sentito abbastanza discorsi della gente comune (buon per voi!) ma il modello vincente che passa, è quello della donna oggetto che non si lagna per i suoi diritti (può far vedere le tette, che vuole di più?!).

    sulla definizione di donna oggetto mi pare ci sia anche qui confusione. “una velina rimane sempre una persona”. e chi ha detto il contrario? è proprio perchè la persona vuole farsi oggetto che nasce il problema culturale e sociale! perchè ci sono persone che lo fanno? in cambio di cosa? è possibile accettarlo?

    per me no. se tutto può essere messo in vendita, con la scusa che è una libera scelta, io non sono d’accordo. allora legalizziamo la vendita di organi e altre pratiche che ahimè poco valorizzano l’essere umano. ora datemi pure della democristiana!

    • Paolo1984 says:

      il diritto non sta nel “mostrare le tette”, sta nel fatto che una persona adulta può gestire il proprio corpo e pure, se vuole, giocare con la seduzione come meglio crede e con chi meglio crede 8il che comprende anche ma non solo mostrare le tette in taluni contesti). che poi non ci piaccia il tipo di femminilità veicolato dalle veline ok e nessuno sta dicendo che devi marciare a fianco delle veline, però secondo me è sbagliato considerarle incapaci di intendere e di volere solo perchè fanno qualcosa che noi non faremmo fare o non vorremmo veder fare alle nostre figlie, si può mostrare che le donne, le ragazze e anche le belle ragazze non sono tutte veline.
      E ricordo che lavorare (anche) esibendo in pubblico il proprio corpo, più o meno svestito o piùo meno erotico, non è un’esclusiva delle “veline” ma è quello che in maniera diversa fanno, modelli/e, ballerine/i, cantanti, pop-stars e attori e attrici..spero che nessuno voglia accusare queste persone di “antifemminismo” solo perchè sono pagate anche per esibire la loro fisicità spesso seguendo un copione che non hanno scritto ma hanno comunque scelto.
      Oltretutto qui si perde di vista il fatto che il problema non sta nel mostrare il culo o le tette ma il contesto in cui avviene: una trasmissione televisiva che va in onda all’ora di cena o lo spot di un prodotto che non c’entra nulla con le tette forse non è il contesto migliore

    • Paolo1984 says:

      io non ti dò della democristiana ma le tue riflessioni mi fanno venire in mente che a detta di molte persone, anche l’aborto valorizza poco l’essere umano (e io stesso che pure sono pro-choice vorrei che il ricorso all’aborto fosse legale sicuro ma anche raro) eppure è legale ed è giusto che lo sia. Cos’è la dignità di un uomo o di una donna? Perchè una donna che svolge una professione legata all’esibizione o all’erotizzazione del corpo è vista come meno dignitosa o meno libera di un’altra? Mentre invece nessuno vede uno spogliarellista uomo come uno che si mercifica o danneggia se stesso e gli altri uomini. Non basterebbe un’enciclopedia per rispondere a queste domande ammesso che ci sia risposta
      mettere sullo stesso piano la vendita degli organi e le veline mi pare incongruo e fuorviante, comunque chi è in vita può già oggi decidere (per quando sarà morto) di donare i suoi organi (o lo decidono i suoi familiari) per i trapianti o per la scienza..perchè non può legalmente decidere di venderli? io non incoraggerei mai una simile decisione così come non incoraggerei mai nessuno a suicidarsi o a fumare le canne o a mangiare cibo spazzatura ma perchè dovrebbe essere illegale? Il fatto di difendere il diritto di un adulto a decidere per se stesso mi porta anche a difendere il diritto legale di fare certe cose che io non solo non farei ma non incoraggerei mai a fare..eppure sarei contrario a vietarle per legge. E’ una posizione complessa ma spero di essere stato chiaro

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