Quando i giornali erotizzano (e giustificano) la violenza sessuale!

Per l’ennesima volta mi batto su giornali online che per informarci su fatti di cronaca gravissimi che coinvolgono la salute sessuale delle donne e minorenni, allegano fotografie non solo inappropriate alla violenza narrata ma contribuiscono a normalizzarla, strizzando l’occhio al molestatore e contribuendo a radicare l’idea che la donna è un oggetto sessuale idea che sta alla base di queste violenze. Il fatto è che nel nostro paese lo stupro ma sopratutto le molestie sessuali, quali le mani morte, le palpate e sopratutto quelle sotto coercisione vengono considerati reati di minore entità. Questa sarebbe la causa per cui i nostri giornalisti continuano ad accompagnare episodi, che invece andrebbero catalogati come gravissimi, con gallery che danno un’impronta voyeuristica del fenomeno. Uno dei giornali che ho sempre denunciato è Leggo, poiché è uno dei tanti che a uso di queste immagini, sopratutto quando le vittime sono minorenni, erotizzando il corpo infantile o adolescenziale

Sarà una delle foto appartenenti al materiale del  molestatore?

Qui c’è la notizia di gravissimi stupri a danni di minorenni descritti come una “malattia” con foto che è la stessa di questa:

Comunicando l’idea che le ragazzine ci stavano e sono come prostitute.

E’ inutile continuare a dire che queste immagini non fanno altro che rafforzare l’idea che la violenza dipende dall’abbigliamento e l’aspetto della vittima arrivando a giustificarla. Quello da chiedersi è se Leggo fosse consapevole di ciò e del pericolo che questo possa comportare? 

Io gli ho scritto varie volte. I giornalisti che hanno ammesso i loro errori hanno provveduto a cambiare le immagini (ricordo la storia di una ragazzina molestata e quel bruttissimo articolo che nell’apertura presentava il lato b della quindicenne) e quelli più maschilisti mi hanno liquidata accusandomi che il problema sono io, per non parlare di chi non mi ha nemmeno risposto. 

Ho fatto notare che Leggo utilizza un altro approccio quando oggetto di molestie sessuali sono ragazzini di sesso maschile o uomini adulti. Il giornale infatti in questi casi non esita a pubblicare la foto della molestatrice non solo comunicando l’idea che in questo caso la violenza è giustificabile se lei è bella ma andando a a svelare l’identità della molestatrice che rimane celata quando il molestatore è di sesso maschile, infatti in quel caso non viene pubblicato nemmeno il nome e cognome, garantendo la privacy del delinquente e violando quella delle vittime dove vengono pubblicate non solo le informazioni che risalgono ad identificarle ma anche fotografie personali esponendole al rischio di cadere di nuovo nelle mani dei maniaci e di non assicurarle protezione dallo stupratore in caso di libertà o riduzione della pena sia a loro che alle altre donne. 

Ovviamente non è solo Leggo che utilizza questa tecnica acchiappa clic infangando la dignità di ragazze, donne e ragazzine ma anche tanti altri, una lista lunghissima nel nostro panorama giornalistico, gli stessi giornali che poi danno attenuanti al femminicidio e alla violenza di genere.

Comments

  1. Paolo1984 says:

    le foto sono sicuramente scelte male. Ma la foto della molestatrice e della vittima perchè la mettono? e la normativa sulla privacy?

  2. Non ci sono parole di fronte a tanto! E’ assurdo come i media normalizzino atroci violenze nascondendosi dietro alle parole di denuncia che utilizzano e spalleggiando in realtà stupratori e molestatori. Da una parte sperano di farci credere che si schierano contro le discriminazioni e le violenze, dall’altra, per ottenere qualche click in più e maggiore visibilità, giocano col voyeurismo dell’uomo medio italiano e con immagini che vanno a stimolare la morbosità verso certi temi. Oltretutto spesso si tratta anche di notizie riguardanti minorenni che vengono quindi identificate con corpi rifatti e discinti. A mio parere bisognerebbe insistere e farsi sentire ancora una volta, perché questa è mancanza di rispetto verso le vittime di violenza e incitazione ad una cultura della molestia e della misoginia. L’importanza del loro lavoro di divulgazione delle informazioni viene meno per l’unico scopo di attirare lo sguardo del lettore con immagini che incitano al cameratismo maschilista più squallido, comportamento assolutamente non etico e irrispettoso del ruolo che dovrebbero ricoprire i media di informazione all’interno della società!

  3. Francesca says:

    Un periodo leggevo questo giornale e non era così volgare e maschilista, è peggiorato! Pubblica anche notizie false e discriminatorie nei confronti delle minoranze religiose.

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