L’immagine delle bambine è un problema di genere!

Pochi giorni fa i media comunicano che il processo contro il caso dell’asilo di Rignano Flaminio si è concluso con l’assoluzione degli imputati perché “il fatto non sussiste” che resta un giallo senza colpevoli e l’ultima efferata perpetrata da un militare contro una bambina di 7 anni conclusa con l’arresto del responsabile. La rabbia e lo sgomento di fronte all’ennesima violazione dei diritti dei minori nel nostro Paese non lascia spazio ad alcun sentimento se non quello di profonda amarezza.

Poi c’è una Maria de Filippi che si inventa una versione “kids” di Amici. Lo abbiamo visto tantissime volte, la miriade di immagini che violano l’infanzia, non sono altro che segnali di profonda mancanza di rispetto verso la condizione di bambino. Il voler accelerare i tempi, cancellando l’infanzia non è altro che una delle tante violenze simboliche che portano a tollerare gli abusi sui minori.

Trasformare i bambini in piccoli adulti, è un segno di profonda inciviltà che imbarbarisce il tessuto culturale del nostro Paese.

Una volta c’era lo Zecchino d’Oro, un programma televisivo che sfornava certo piccoli talenti ma per farlo non erano costretti a trasformarsi in piccoli adulti come nelle trasmissioni odierne dove accendi il televisore e vedi bambine in minigonna che fanno stacchetti. Per evitare che qualcuno possa darmi della visionaria ecco due fonti che testimoniano a che punto è scesa in basso la nostra tv:


Queste sono alcune delle scene andate in onda nel programma di Antonella Clerici “Ti lascio una canzone” , ma non mancavano nemmeno al programma-clone di Gerry Scotti che è stato appunto contestato dall’Osservatorio sui diritti dei minori appunto per la presenza di scene in cui i bambini imitavano gli adulti a cui veniva richiesto di cantare canzoni adatte ad interpreti adulti.

Gli spot che pubblicizzano giocattoli, zainetti, quaderni e perfino le Barbie mostrano situazioni in cui bambine di 10-12 anni si truccano e si vestono come Lolite, conservando un po’ l’aspetto da bambina ma facendolo con sensualità come se fossero già donne. Gli stereotipi di genere veicolati dalle pubblicità sono fuorvianti:

Alle bambine di cinque anni viene richiesto di farsi belle mentre i bambini di essere più forti. Stereotipi che vengono inculcati agli adulti, nulla di nuovo su questo fronte. Ma più belle per quale destinatario? visto che i maschietti pensano ancora a giocare? La risposta fa accapponare la pelle.

La violenza sessuale sui bambini è in forte crescita, ma in Italia sono sopratutto le bambine a subire abusi sessuali, poiché è radicata sopratutto l’idea della donna-oggetto. In molte zone di Italia se una ragazzina ha i seni viene considerata pronta dal punto di vista sessuale, poco importa se ha solo 10 o 13 anni.

Sono tanti i proverbi popolari che circolano attorno all’idea di un corpo infantile già maturo e un linguaggio secondo il quale le bambine non vengono più chiamate con questo nome ma bensì con l’appellativo “piccole donne”, facendo trapelare l’idea che sono già mature.

Tanti sono poi quegli stereotipi che si sentono ogni giorno nel linguaggio della gente. Quando si vede una bambina per farle i complimenti si dice spesso “che signorina” e spesso si pensa che una ragazza maturi prima rispetto ai coetanei di sesso maschile ed è considerato normale se un ragazzo più grande mette gli occhi su una ragazzina di dodici anni.

Per non parlare del fatto che in questi ultimi anni si punta il dito contro quelle ragazzine che si vestono da Lolite per uscire di casa, considerandole responsabili nel caso che un malintenzionato con tendenze pedofile dovesse per caso avvicinarsi a loro, come se fosse normale provare attrazione verso una bambina e come se il corpo di una tredicenne fosse già attraente dal punto di vista sessuale.

E io che queste ragazzine in giro le vedo anche al mio Paese ma le percepisco bambine, non riuscendo a cogliere quella malizia presente negli occhi di molte persone che sicuramente hanno problemi seri.

Le stesse persone che poi quando vedono che in pubblicità le ragazzine vengono truccate e agghindate sul serio da “lolite” ma da adulti con gli stessi problemi, allora dicono che siamo noi una massa di moraliste perché qui in Italia è tabù denunciare la pedofilia mediatica e mettere una gallery di foto e segnalazioni prese dai nostri mezzi di comunicazione per denunciare il fenomeno, perché allora ti accusano di essere un pedofilo che lo fa per mostrare bambine.

Come succede lo stesso quando denunci una pubblicità che viola la dignità femminile trasformandola in un giocattolo sessuale. Allora in questa occasione ti dicono che sei tu moralista talebana e che in spiaggia le donne si svestono di più e sono più scandalose e volgari come se in spiaggia non fosse lecito scoprirsi e come se dovremmo girare in “burkini”.

Allora vai a leggere articoli di ciò che succede in Arabia Saudita, dove vogliono vietare alle turiste occidentali di girare in bikini nelle loro spiagge e tra i commenti razzisti anti-burqa e leghisti ne trovi una marea che si trovano d’accordo con imporre un abbigliamento più castigato alle donne italiane che in spiaggia (!!!) si tolgono il reggiseno e si mettono il perizoma e la minigonna a passeggio, abbigliamento che viene tollerato solo in Tv, infatti le ordinanze anti minigonna le fanno fuori dai nostri palinsesti perchè lì va bene visto che lì servono ad alzare l’audience e sono stati imposti da autori di sesso maschile, mentre la minigonna e il perizoma che utilizzano le donne “comuni” vengono acquistati da loro e non possono metterli perchè potrebbero essere la moglie, la mamma, la sorella e la figlia di qualcuno.

E io dico che se si propone attraverso la pubblicità, la Tv eccetera alle donne un certo atteggiamento seduttivo allora poi non ci si deve lamentare se le donne e le ragazzine poi escono in giro quasi nude, sopratutto perché poi non si può interferire con leggi sulla libertà personale degli individui, infatti io dico che le donne dovrebbero riappropriarsi della minigonna (che non indossa più nessuna fuori dalla Tv perché oggetto di etichette) e vestirsi come le pare e non ho mai detto che in tv debbano imporre abbigliamenti più castigati ma piuttosto puntare su una rappresentazione femminile più eterogenea.

Per le bambine è un discorso diverso perché le aziende di moda non dovrebbero produrre abbigliamenti da donne adulte e tornare a garantire il rispetto dell’infanzia, perchè la colpa non è delle bambine che vanno in giro vestite troppo scollate ma di chi propone quel tipo di abbigliamento inappropriato per l’età di riferimento, che purtroppo in Italia (come nel resto del mondo) non esiste più. Ma sopratutto in italia, oltre all’America, si continua a veicolare un’immagine infantile stereotipata e contraffatta, poiché le più grandi aziende di moda si trovano nel nostro Paese e non si può dire che il fenomeno non ci riguardi.

Infatti chiedo ai programmi televisivi “mediasettiani” che si scandalizzano per come la tv americana rappresenta le bambine, di parlare anche delle grandi aziende di moda che utilizzano il corpo infantile e dei programmi italiani che usano i bambini come animali da circo. Ma ovvio che non vi conviene parlarne per non inimicarvi le grandi potenze, allora preferite puntare il dito su altri contesti, un pò come avete fatto con la questione delle veline, quando avete rotto per tutta l’edizione 2011 del vostro programma con la storia che solo la stampa progressista sfrutta l’immagine femminile per vendere e poi sfacciatamente continuavate a fare lo stesso nel silenzio più assoluto perché poi come talebani per lavarvene la coscienza avete allungato le gonne delle vostre grechine e avete riproposto nello stesso silenzio più assoluto un nuovo tour per l’Italia a caccia di comparsine per addobbare il vostro mattatoio quotidiano.

E allora io continuerò sempre a parlarne finchè il Governo non prenda atto dei consigli preziosi del rapporto ombra Cedaw e non faccia qualcosa per porre fine a questa scarsa tutela dell’infanzia e della questione femminile, poichè l’immagine delle bambine è un problema di genere e non possiamo negarlo dal momento che quasi tutti i soggetti nelle nostre gallery sono bambine e più della metà dei bambini abusati sono di sesso femminile!

Commenti

  1. Sul punto consiglio il romanzo “Il Giallo e l’azzurro”, di Gaetano Celestre.

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