Baby modelle, quando le bambine sono burattini dei genitori

Bethany Wallace era una baby modella, morta pochi giorni fa a soli 18 anni per anoressia. Come tante ha iniziato la sua carriera praticamente da bambina e si è ammalata di anoressia a 16 anni.

Quanti genitori sento dire alle loro figlie “sei bellissima potresti fare la modella”? Alcuni lo dicono semplicemente scherzando mentre altri buttano via i giocattoli alle loro bambine per introdurle in un mondo che invece dovrebbe appartenere ai grandi. Ecco che i figli diventano burattini nelle mani dei genitori, diventando ciò che i genitori frustrati avrebbero voluto essere ma che non sono riusciti a realizzare. Ma e’ giusto questo?

No che non lo è. Eppure ci sono genitori simili, gente che anzichè incoraggiare le loro figlie a costruirsi un futuro con lo studio e diventare qualcuno solo quando sono diventate grandi le spingono al successo facendole crescere prima del tempo. L’anoressia è un disagio nel mondo della moda e colpisce sopratutto le ragazzine perchè proprio a quell’età sviluppano veri e proprio complessi legati ad un corpo in crescita e a causa di tantissime pressioni.

Le cronache si riempiono anche di figlie indotte per “dinastia” a seguire la strada delle loro mamme come il caso di Neva, la baby-modella di soli sei anni figlia di una top model, e Duda Bündchen modella di soli 5 anni e nipote della famosa Giselle, dove quest’ultima fa anche la stilista a soli 5 anni ma è puro marketing perchè ha firmato, o meglio le hanno firmato, perchè a 5 anni non si è ancora in grado di scrivere, una linea di abbigliamento che porta il suo nome.

Poi c’è la figlia di Cindy Crawford, Kaia, che a soli 10 anni posa per una linea di abbigliamento per bambini in pose che nulla hanno a che fare con l’infanzia. Come questa:

Poi c’è Lottie Moss che ha solo tredici anni ed è già una top model truccata e vestita come una venticinquenne durante gli scatti:

Le immagini sono shoccanti, sembra un’adulta ma in realtà non è nemmeno un’adolescente. Ovviamente non poteva mancare nemmeno la figlia di Kate Moss, Lila Grace di soli 9 anni che posa nuda con la mamma in vari scatti:

Cosa diciamo invece di giornali locali come questo (link) che per vendere condiscono gallery con baby modelle di tredici anni in pose sessualizzate che più sessualizzate non c’è nè, con il seno enorme e strizzato da push up, senza contare che in Italia l’età del consenso sessuale è fissata al di sopra dei 14 anni(l’agenzia è questa link)? Non vi sembra anomalo? un giornale che mette quelle foto sapendo che ha lettori di età media a occhio e croce sui 40 anni, non può voler dire che sta in qualche modo incoraggiando la pedofilia?

Perchè il problema riguarda anche il nostro Paese alla faccia di chi in televisione si fa bello, approfittando del suo potere e scopiazzando indirettamente la nostra campagna, mostrando i filmati di ciò che accade in America, come se i concorsi di bellezza per bambine esistono solo negli Usa e tacendo sui programmi dei piccoli talenti che vanno in onda in Italia!

Ora chiediamoci perchè il mondo sta andando in questo verso, perchè ci sono figlie bambine o poco più che devono posare come delle adulte per avere un pò di successo. Non c’è tempo per crescere? Perchè le riviste di moda, le industrie di moda, gli stilisti, chiedono modelle sempre più giovani per posare in linee che poi sono vendute a donne dai 18 anni in poi?

Perché si assiste a questa tendenza di smettere di far giocare le bambine, di sessualizzare il loro corpo senza contare che si tratta di ragazzine che non hanno raggiunto la pubertà e quindi è grave che si lancia il messaggio che anche il corpo di una bambina può essere sexy come quello di un’adulta o che la donna in questione dev’essere sexy ad ogni età.

Non si rischia di normalizzare la pedofilia (mentre andrebbe trattata come un’anomala attrazione verso persone innocenti e non consenzienti)? Non si rischia di far crescere le bambine con una malsana idea di voler raggiungere a tutti i costi la perfezione estetica e cadere verso disturbi alimentari? Non si rischia, ancora una volta, di far passare la donna ( o meglio la ragazzina) come un oggetto agli occhi dei coetanei ma anche degli uomini adulti e quest’ultimo è gravissimo perchè si rischia la legittimazione della pedofilia.

Se la pedofilia è reato perché allora le industrie della moda assecondano le fantasie perverse di soggetti disturbati?

Io tutto questo lo chiamo pedofilia con un tocco di sessismo visto che la mercificazione coinvolge unicamente quello delle bambine.

6 commenti

  • È da far notare che gli Usa inoltre hanno a lungo discriminato fra rapporti sessuali eterosessuali e omosessuali , relegando il fenomeno della pedofilia alla sola sfera omosessuale (e giustificando le leggi antiomosessuali col bisogno di proteggere i minorenni dai “pederasti”).

  • La cosa che mi colpisce è che non si vede mai un ragazzino in pose sessualmente provocanti, mai lo farebbero, perché evocherebbe cose che la maggioranza teme piú di tutto, la pederastia in stile antichi greci. Invece per le ragazzine non vale lo stesso, solo dopo i 12 anni perdono ogni diritto all’innocenza, sono già donne-bambine, già pronte a diventare stuzzicanti oggetti del desiderio, con il sottinteso della solita scusa universale: le ragazze maturano prima, sono già donne a 14 anni, cosa assolutamente falsa da tutti i punti di vista, sia fisiologico sia emotivo. Eppure la discriminazione sussiste. Ho sempre pensato che se Berlusconi fosse stato gay e Ruby fosse stato un ragazzo di 17 anni, lo scandalo sarebbe stato immenso, devastante, l’avrebbero accusato di pedofilia. Invece era una ragazzina: tante pacche sulle spalle, “beato lui che si è trombato una 17 enne”, risate e ammiccamenti.

  • Poi, la pedofilia è UNA RISPOSTA culturale. Le Donne, oggi, che sono più libere, che “rispondono” a dovere a chi le maltratta, che affrontano il maschio con orgoglio e conoscenza dei fatti, non piacciono. OVVIO. Richiedono una grande fatica al maschio (che è, e resta, una stella marina. Animale senza cervello) Facile, che la pubblicità si rivolga a queste “stelle”. L’idea è: la “vostra” Donna è troppo esigente? La “vostra” Donna è troppo libera e contestatrice della vostra virilità? Allora, rivolgetevi alle Bimbe, che non vi chiedono niente e che niente vi chiedono. Anzi, sapete cosa vi dico? Vi organizzo un bello spettacolo con tante bambine da scegliere. Il pubblicitario è un tipo come quello che, ieri, si è buttato dal balcone con due figli (tutti e tre sono morti) e la moglie si è salvata per caso. Ecco perché si fanno questi concorsi. Ed ecco perché le bambine diventano anoressiche: non sono in grado di amare il maschio adulto quindi, si sentono in colpa e sentono una mancanza affettiva (chiamiamola così) Non mangiano per punire la loro sessualità mancata vista la voragine cronologica rispetto al maschio che le manipola. Le Donne si dovrebbero incazzare. E molto. Ma queste Donne, queste Donne che mandano le figlie al macero, sono Donne che hanno capito di non essere accettate perché “sfrontate”. Un cane che si morde la famigerata coda.

  • aspettate, a me la foto di madre e figlia insieme (Lila e Kate) mi pare tenera e non ci vedo sottintesi sessuali. Fermo restando che non si può impedire alle modelle di crescere i figli, io spero che queste madri proprio perchè conoscono l’ambiente sappiano proteggere le loro figlie e sopratutto, quando queste cresceranno non le obblighino a fare la loro stessa carriera contro la loro volontà

  • Queste sono le future adulte da tutti definite “libere” di fare quello che fanno, quando in realtà vi sono state indotte da genitori affetti dalla sindrome del burattinaio, come accade per quasi tutte le scelte professioonali veicolate dall’ambito domestico sin dalla più tenera età (a mo’ dei genitori della monaca di Monza che riceveva in dono bambole di pezza rappresentanti delle suore).

    • Non tutte le modelle sono figlie di genitori che stavano nell’ambiente e posto che secondo me un bambino non dovrebbe fare il/la fotomodello/a..mi ostino a credere che quando sei adulto sei comunque responsabile in linea di massima, delle tue decisioni per quanto “veicolate”