Appello per diffondere l’informazione sessuale

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Il nostro Paese ce la mette proprio tutta per rincorrere i fanalini di coda mondiali per quanto riguarda le libertà individuali. Una recente ricerca rivela che gli italiani sono praticamente ignari dell’esistenza dei contraccettivi, come ad eempio la  pillola contraccettiva e il preservativo, dove quest’ultimo in particolare sarebbe l’unico mezzo sicuro per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, come il virus HIV che  in Italia, a differenza di altri Paesi europei, è molto più diffuso, sopratutto per via eterosessuale.

I costumi nel nostro Paese, quanto promiscuità sono cambiati: i giovani hanno rapporti sessuali più frequenti, più precocemente e spesso cambiano partner, ma l’ignoranza sulla contraccezione è peggiorata rispetto agli anni passati. Questo è dovuto ad una scarsa educazione sessuale nei giovani, ai tabù che permangono nelle famiglie (sopratutto in quelle con figlie femmine che risultano più disinformate perchè i genitori ad esempio preferiscono tacere piuttosto che sapere che la loro figlia ha rapporti sessuali) e alla scarsa reperibilità dei contraccettivi. (QUI un video che oltre ad elencare i dati della Sigo veicola in televisione qualcuno punta il dito contro le ragazzine promiscue piuttosto che condannare l’ingerenza cattolica  nel nostro Paese).

Una volta i ragazzi, in particolare le ragazze, si rivolgevano ai consultori ma questi ormai per mancanza di fondi, ma sopratutto a causa dell’influenza sempre più invasiva della Chiesa nella vita pubblica, stanno chiudendo e i ragazzi sono costretti ad affidarsi a metodi tradizionali o reperire informazioni su internet, dove spesso girano vere e proprie leggende metropolitane e stereotipi che mettono a rischio la salute giovanile.

In certi Paesi occidentali, le scuole distribuiscono i contraccettivi gratuitamente, hanno ormai da decenni leggi che stabiliscono l’insegnamento dell’educazione sessuale e i giovani sono più consapevoli, le gravidanze sono in diminuzione e lo stesso vale per le infezioni a carattere sessuale, ma ancora in molte parti del mondo tantissime donne non hanno accesso alla contraccezione e si trovano ogni giorno a fare i conti con virus e gravidanze indesiderate. 

Ammontano a 16 milioni nel mondo le ragazze che sono costrette a dare alla luce un bambino nelle varie condizioni che tramutano l’evento non come una gioia ma come un dolore per le vittime che spesso muoiono o al posto loro i propri figli o entrambi, a causa dell’età e delle condizioni sociali. Benché le morti in gravidanza si sono dimezzate, l’organizzazione Mondiale della Sanità, l’Unicef e il Fondo Nazioni Unite Popolate denunciano che il fenomeno delle morti in gravidanza e parto sono sempre attuali, in Africa l’Aids è una vera pandemia e basterebbe poco per prevenire, con semplici interventi di informazioni, sensibilizzazione, accessibilità alla contraccezione e all’aborto.

Da alcuni anni in Italia, l’influenza cattolica sta cercando di rendere sempre più irreperibili i mezzi contraccettivi chimici, i quali vengono distribuiti solo con la ricetta medica e bisogna essere maggiorenni, i costi sono troppo esosi e questo vale anche per i preservativi dove un pacco da sei costa sui 7-8 euro e dove il Ministero non fa nulla per pubblicizzarli, anzi nè ostacola la conoscenza attuando un comportamento schizofrenico come quello accaduto settimane fa ma dato per refuso ma è successo per l’ennesima volta dopo la censura della Rai durante la giornata contro l’Aids. Il fatto fu quello della pubblicazione di un opuscolo contenente alcuni consigli per  chi si reca ad assistere alle Olimpiadi del 2012, con una mano incitava al turismo sessuale e con l’altra cancellava i riferimenti al preservativo, rendendo il turismo sessuale una prerogativa solo maschile e pure rischiosa per la mancanza di riferimenti al “preservativo maschile e femminile“. Dopo le proteste della LILA, il ministero inserisce la parola preservativo, escludendo però ogni riferimento a quello femminile (che invece è presente in quello diffuso da altri Paesi):

Cerchiamo di capire il perché in Italia permane questa gravissima rimozione della sessualità femminile. Il preservativo femminile, come denuncia la LILA , nuovo mezzo che da anni in altri Paesi viene diffuso e pubblicizzato, è praticamente sconosciuto in Italia, venduto in alcuni sex shop a prezzi doppi rispetto al condom maschile. Per questo che l’8 marzo scorso, la Lila ha lanciato al Governo un appello per la sua diffusione, che però è stato totalmente inascoltato. Mentalità maschilista, pregiudizi per quanto riguarda la sessualità femminile e vari tabù (se vi interessa cliccate su questo video) non sono certo d’aiuto nella diffusione di questo mezzo, che oltre a garantire assoluta protezione dalle gravidanze indesiderate è un efficacissimo mezzo per prevenire l’Aids, malattia a cui le donne sono maggiormente più colpite.

Diffondere il preservativo femminile significa dare alle donne la possibilità di gestire liberamente la propria sessualità e le proprie relazioni e non dover più dipendere dal partner (o occasionale) che spesso non porta con sé il preservativo o decide lui stesso se indossarlo o meno, ma anche di non essere costrette a usare il solo metodo della pillola anticoncezionale che protegge soltanto dalle gravidanze.

E’ riduttivo definire civile un Paese che diffonde (anche se con poca frequenza) metodi per prevenire solo le gravidanze  indesiderate ma tace completamente sul garantire protezione dalle infezioni da HIV.

Il sistema italiano non da alcun mezzo per assicurare alle ragazze la conoscenza del proprio corpo e la liberazione sessuale. Per conoscenza del proprio corpo non intendo solo l’accessibilità ai contraccettivi ma anche alla legge 194, la quale sempre meno applicata sta rendendo sempre più difficile l’interruzione della gravidanza per le donne e ragazze del nostro Paese ma anche l’accesso alla contraccezione d’emergenza che viene considerata un metodo abortivo mentre si tratterebbe in realtà di un sistema che previene l’aborto.

Non dimentichiamo che la mancanza di una legge per introdurre l’educazione sessuale è anche una delle cause a cui tante ragazze si recano ad abortire o alla ricerca di un anticoncezionale d’emergenza, è inutile girarci intorno, perché la colpa è solo dello Stato che alimenta i tabù e la repressione sessuale.

L’educazione sessuale non è solo utile per prevenire le gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmissibili ma servirebbe anche a cambiare l’approccio degli italiani verso il sesso, ancora troppo legato a tabù, pregiudizi, luoghi comuni e altri fattori che sono causa di disfunzioni sessuali, delle ansie di prestazione, dello stigma sociale che tante ragazze ricevono quando vivono la propria sessualità con soggettività e dell’aumento delle violenze sessuali, figlie della repressione e di una  percezione della donna come un mero oggetto sessuale, alla quale in assenza di una corretta educazione alla sessualità lasciata allo sbaraglio nelle mani della televisione e della pornografia  mainstream, con la loro rappresentazione stereotipata della donna, contribuiscono pienamente a veicolare tale percezione.

Non vi offendete se vi chiediamo di commentare qui SOLO per firmare (se volete) con il vostro nome e città di residenza, l’appello che verrà spedito al Ministero della Sanità.

32 commenti

  • Assolutamente d’accordo. A scuola come prof di scienze faccio del mio meglio con il max appoggio dei genitori ma non delle colleghe di religione……

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  • ciao, non ho capito dove bisogna firmare, nei commenti del post?

  • Ciao a tutte!! Molto interessante questo post, grazie a voi ho scoperto dell’esistenza del preservativo femminile..
    a questo punto non mi resta che cercarlo :)
    Mi consola sapere che ,almeno su internet, si può fare educazione sessuale…
    Pensate che nella mia scuola, in 5 anni di liceo è stato organizzato un SOLO incontro (non vi dico com’era inviperito il prof di religione hihih)
    e all’università (sempre in 5 anni) neanche uno!!!

    • ti facilito la ricerca. Guarda qui: http://www.comodo.it/cat/canali/shopping/preservativi/tipo/preservativo-femminile2/
      Comodo è l’unico negozio online che vende preservativi femminili. Nelle farmacie è praticamente introvabile così come nei supermercati italiani ed è presente solo in alcuni sex shop (perché non ce li hanno tutti, tipo nella mia città sono praticamente introvabili).
      Anche io non sapevo l’esistenza di questo utile mezzo contraccettivo che darà la possibilità di proteggere anche le donne dall’aids e di non dover rinunciare a fare sesso occasionale solo perchè lui non si è procurato il preservativo o perchè non lo vuole mettere e senza sorpatuto dover rischiare l’infezione,.
      Secondo me è un invenzione fenomenale perché da alle donne la possibilità di proteggersi cosa che per motivi culturali, malgrado le donne sono più predisposte ai contagi, non è mai stato studiato. Pensa che esiste già da 20 anni( EH SI VENTI!!) e in Italia nemmeno è uscito..penso che sia un problema di mentalità, un pò come anni fa è successo con il tampax che non lo si voleva vendere perché sverginava le ragazze e con le pillole anticoncezionali. Insomma, si ha paura che le donne con quel mezzo potessero essere indipendenti nella sfera sessuale e questo al vaticano fa paura mentre i preservativi non li vieta perché all’uomo è concesso fare sesso e perchè sono giustificati dal fatto che vanno a prostitute e li usano per questo (infatti gli italiani li usano esclusivamente con le prostitute questo la dice lunga sui pregiudizi circa i profilatici e non è così strano il fatto che quelli femminili non vengono diffusi).

  • A parte che il condom femminile costa assai assissimo >___<. Comunque Florentina da Catanzaro :). Hai detto di limitarci al firmare ma mi viene difficile -.- perche la Chiesa rompe . Loro ne parlano di un trio .Eh si! lo sappiamo bene noi quale trio: Chiesa- Politica-Mafia.

    • Eh già costa un casino…dobbiamo cercare di chiedere al governo di abbassare i prezzi almeno per quei contraccettivi che proteggono dall’Aids e che vanno distribuiti a prezzi bassissimi max a 3 euro. In molti paesi li danno gratuitamente e li trovi nei distributori dei bagni nei locali..qui in pochissimi bagni ci sono distributori di profilattici (quelli femminili nemmeno esistono e i profilattivi maschili li piazzano solo nei bagni degli uomini come se solo gli uomini hanno diritto di proteggersi). Fatto sta che nei pochi bagni dove appaiono questi distributori li paghi, alcuni costano solo un euro e va bene ma in certi bagni un preservativo lo paghi 3 euro.

      • Grazie per il link….Da 20 anni????? ma dove viviamo sulla luna??
        Il vaticano è una presenza troppo ingombrante, soprattutto perché a livello politico e dirigenziale in genere, nessuno vuole inimicarsi lo stato pontificio, solo per non perdere voti o appoggi di vario tipo!!
        Inoltre molti uomini e donne trovano offensivo che venga chiesto loro di usare il preservativo, appunto perché lo si associa al sesso con prostitute….Ne dobbiamo fare di strada!!!
        Comunque secondo me anche i preservativi maschili sono abbastanza cari, più di un euro a singolo profilattico…

  • sarebbe una buona cosa averla come materia scolastica fin da bambini anche un’ora al mese, ma in uno stato come il nostro è un’utopia, ma la prevenzione è fondamentale!!

  • Ancora in tempo per firmare l’appello?
    Se sì… Silvia Chiappori, Ceriale (SV)

  • C’è da dire che il preservativo femminile è molto meno sicuro di quello maschile. Comunque, se avessi un partner occasionale e si rifiutasse di indossare il preservativo, gli direi di attaccarsi al tram.
    Detto questo
    Vanessa Zavanella, Mantova (MN)

    • Invece e’ provato che e’ piu’ sicuro a causa del lattice che e’ piu resistente, per il resto condivido!

      • Non sapevo la questione del lattice, per la minor sicurezza mi riferivo al fatto che il pene potrebbe scivolare al di fuori durante l’atto… L’ho letto su un libro di qualche anno fa, comunque. Forse ora li fanno un po’ meglio.

  • Ok, Basso Orietta, Mondovì (CN)

  • Emanuela Maugliani

    certo che firmo!
    Emanuela Maugliani Roma

  • E’ da Paese retrogrado non diffondere una cultura sul sesso e prevenzione

  • mi associo anche io, visto il lavoro che faccio…..prevenzione ed informazione ne sono i baluardi!!!!!!

  • massimo crisafulli

    trovo umanamente scandaloso,che ci si rivolga a una donna,che già sta affrontando un percorso non facile.con questi termini, in una struttura pubblica .Trovo eticamente scandaloso,nel 2012, dover firmare per un servizio che già da tempo dovrebbe funzionare…

  • Silvana Loiacono
    Bari

  • Anche per quello che riguarda un atteggiamento diverso nei riguardi dell’affettività e nel considerare l’essere omosessuali.
    Gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili sono cose gravissime, ma lo sono anche le violenze contro le donne, viste come oggetti sessuali, e il bullismo omofobo nonché la mancanza di autostima che colpisce i gay, soprattutto giovanissimi, che può portare a suicidi e depressione.

  • Comunque firmo
    Elena Romanello Torino

  • Mi accodo a questo fondamentale appello! USATE I PRESERVATIVI!

  • D’accordo.
    Miriam Santoro
    Milano

  • Paola Mazzei, Roma
    firmo l’appello, grazie dell’iniziativa.

  • Federica Di Lupo, torino

  • firmo:
    Ketty Vanoli, Varano Borghi (VA)

  • firmo l’appello e questo perché considero che l’aborto sia una triste necessità da evitare e che si puo’ evitare con tutte queste alternative contraccettive e perché nessuno ha voglia di morire di HIV per un rapporto occasionale.

  • firmo Paolo Scatolini, Agliana
    Libero accesso a qualunque metodo contraccettivo e a tutte le informazioni sulle varie modalità di contraccezione per chiunque voglia farne uso affinchè possa scegliere il metodo più adatto a sè, al proprio organismo e alla propria situazione

  • Assolutamente d’accordo!
    Firmo l’appello: Elisa Chieregato, Rovigo

  • Mettere tutti a conoscenza è educazione sanitaria, poi ogni persona è libera di scegliere cosa è meglio per lei, Ritengo vergognoso che si debba richiedere cose che ci vengono di diritto, ma anche questo è Italia!