Lo spot razzista

In questi ultimi anni abbiamo notato l’incremento di pubblicità razziste, che si accompagnano alla miriade di pubblicità che sviliscono l’immagine femminile.

Mi scandalizzavo ogni volta che sentivo uno spot in tv il cui claim era “L’oliva negra sempre allegra” che bollavo come razzista, ma mai come ora gli spot sono così espliciti nel veicolare odio razziale.

  

Il primo è quello relativo ad una palestra di Vicenza. A sinistra un uomo di colore di aspetto estetico discutitibile (ritoccato per renderlo brutto) a destra una ragazza in forma che incarna lo stereotipo della ragazza perfetta con il fisico da copertina.

Ciascuno ha un “baloon” affianco. Lui esclama: “Io non ci vado”, lei risponde ridendo mentre si allena “e si vede LOL”. mi sono chiesta perchè rappresentare la bruttezza con un uomo di colore e se questo fosse un caso o voluto tipo stile propaganza fascista.

Il secondo spot razzista è stato realizzato dall’UE  (appena ritirato a causa delle polemiche) e ancora peggio dal momento che si tratta di uno spot istituzionale e non commerciale. Una ragazza bianca vestita come Uma Thurman di Kill Bill viene aggredita da tre persone munite di spada: un cinese, un arabo e un africano. La ragazza si difende moltiplicandosi in tante copie soto slogan “più siamo più siamo forti”. Lo spot, ne parla anche repubblica, è palesemente razzista. Il cinese rappresenta il potere economico della Cina socialista contropposta al capitalismo dell’occidente, l’arabo rappresenta la religione islamica (quindi l’antislamismo) e l’africano rappresenta l’immigrazione etnica in base agli antichi pregiudizi contro i “negri”. Se la protagonista, che rappresenta l’europa, fosse stata bionda sarebbe uno spot ariano in piena regola!

Anche qui il protagonista negativo è uomo, banalizzando la violenza contro le donne a scopo razziale, alludendo ad alcuni fatti di cronaca relativi ad alcuni stupri ad opera di immigrati.

Da questi due spot ho notato un particolare: l’uomo brutto, violento e cattivo è nero ma anche maschio, il bello, inoffensivo e pacifico è bianco e femmina. Ho provato ad interpretare questo con una mia considerazione: Negli spot sessisti il corpo femminile viene sempre usato per attrarre e per rappresentare la bellezza come qualcosa che attrae anche sessualmente. E’ chiaro che lo spot oltre ad essere razzista è pure sessista ed eterocentrista, tutto puntato sullo sguardo maschile o meglio dell’uomo fascista (l’ultimo anche perchè strumentalizza la violenza sulle donne).

Mary

Comments

  1. caygri says:

    scusate vedo ogni giorno spot veramente sessisti e d’abuso sulle donne ma questo non ci vedo nulla di male!

  2. Paolo1984 says:

    adoro il film di Tarantino e mi spiace vederlo usato per questi spot del cavolo

  3. paolam says:

    Mi chiedo chi ha concepito questo spot per la UE, stupido e fuori luogo, hanno fatto bene a ritiralo, meglio avrebbero fatto a non accettarlo dalla persona od ente cui lo avevano commissionato. Un solo appunto al commento: non definirei “socialista” l’economia della Repubblica Popolare cinese, dal momento che, all’attuale dirigenza cinese, è riuscita la quadratura del cerchio, ovvero far coesistere il capitalismo selvaggio in economia con l’autoritarismo illiberale in politica.

  4. maria says:

    che spot cretino… Come se nell’unione europea non ci fossero comunque cinesi, arabi, africani, con cittadinanza e non… Mi chiedo, se il nemico sono i cinesi, gli arabi e gli africani chi resta da introdurre nell’unione europea, la Groenlandia ?
    Comunque, ultimamente ho notato un incremento preoccupante nelle pubblicità sessiste… Alla radio hanno passato uno spot che faceva ‘ho sognato che ne cambiavo una al giorno… Di auto!’ … Poi ce n’era una in tv in cui per pubblicizzare un sugo naturale fanno il parallelo ‘mi piace perché lei è tutta al naturale!’ con annessa femmina che si sdilinquisce per l’apprezzamento maschile… Poi ci sono quelle piene di stereotipi, non offensive ma che davvero ti cascano le braccia a vederle perché sono cose che senti ogni giorno e non se ne esce: c’é la pubblicità di ikea italia in cui lei sogna una casa perfetta, fa torte a 4 strati in abiti anni 50 con due figli perfettamente agghindati, poi nel suo sogno irrompe lui tutto allegro con gli amici che si diverte, mangia ciò che vuole e gioca a calcio in casa… Come se le donne non sognassero pure loro una casa dove fare quello che gli pare e magari anche fare casino con le amiche senza figli intorno? Oppure un’altra in cui un uomo e una donna si rivolgono a una banca, e l’uomo è ritratto di fuori in bici pronto ad andare incontro a un futuro lavoro, mentre la donna è dentro casa che pensa a risparmi.
    Tutto questo papiro per dire che ho notato una certa inversione d tendenza, un ritorno al passato che in tempi di crisi c’é sempre e non porta che regressioni ed è davvero triste…

    • Mary says:

      Grazie per le tue segnalazioni. E’ inquietante questo incremento sessista in publbicità sopratutto perchè vadi pari passi con l’incremento della violenza sulle donne e non penso sia un caso.
      La pubblicità sull’auto che casa automobilistica pubblicizzava? su che canale l’hai sentita?
      E ricordi la marca della publbicità del sugo?
      Quella di ikea l’ho gia vista purtroppo, ne volevo parlare anche xke sta tornando di moda la rappresentazione delle famiglie stile anni ’50 (prima “andavano” più le donne-oggetto, non dico che ora siano sparite dalla scena) anche se la pubblicità sesista non ha mai smesso di esistere. Vorrei sapere chi ha ideato lo spot di ikea perchè non voglio crederci che è svedese. Ricordo che ikea era l’unica che faceva spot dove uomo e donna venivano rappresentati in modo egualitario, ma si trattava di sport importati dalla svezia. Dovrei informarmi da dove viene lo spot.

      • maria says:

        purtroppo non ricordo le marche né del sugo né della macchina, ma il primo si dovrebbe vedere in tv, mi sono dimenticata di dire che non ci sono uomini e donne, ma solo due pezzi di pasta che fanno la parte femminile e maschile, quindi l’effetto è parecchio smorzato.
        Lo spot ikea l’ho visto qui,

        e ho gà chiesto se è straniero, magari mi rispondono pure

      • maria says:

        questo è lo spot svedese (credo) ,

        poi c’é quello belga coi due che ballano il tango in cucina e poi c’é quello di non so che paese dove udite udite, il figlioletto maschio aiuta la mamma a cucinare! Roba che in Italia noi abbiamo la pubblicità della Fairy dove la bambina porta avanti ‘la tradizione di famiglia’, ossia lavare i piatti, sorvegliata dalla mamma e dalla nonna… Decisamente tutto un altro mondo…

      • Mary says:

        A me non sembra italiano ma forse sono impressioni, mi stupisce che fosse svedese però. Ma anche se fosse la ikea produce parecchi spot e il fatto che in Italia importino solo quelli sessisti ( o almeno abitudine recente dell’ikea) è perchè all’italia piacciono solo quelli per via della cultura un pò retrograda che ci portiamo dietro. Però fa riflettere, nel caso che fosse di regia svedese, un caso simile. Ricordano gli spot americani degli anni ’60!

      • Paolo1984 says:

        bè molto più bello quello svedese, quello italiano credo volesse prendere in giro le fantasticherie di lui..ma a me sembra piuttosto idiota

      • Serena says:

        maria lo spot a cui ti riferisci è quello della salsa di pomodoro “mutti” (mi pare si chiami così)?
        ne hanno fatti parecchi che io trovo di un maschilismo e machismo incredibile, avevo proprio intenzione di segnalarveli!!
        in uno c’è un maccherone maschio che ammiccando con voce suadente alla bottiglia di salsa dice “sai? a me piacciono solo le rosse naturali” (naturalmente da brava femmina la bottiglia non parla), in un altro due maccheroni commentano e si mettono a seguire la bottiglia di salsa che passa (anche qui lei sta in silenzio), riferimento esplicito allo stereotipo sugli italiani che pensano solo a seguire le gonnelle, in un altro ancora si vede sempre il solito maccherone che si tuffa nella salsa gridando di gioia, e qua non so se son io esagerata, ma sembra un riferimento al rapporto sessuale, lui attivo, si “immerge” e prova piacere-lei, ZITTA, subisce passivamente.
        tutti questi ridicoli e volgari spot, sono conditi da un “Mutti, che polpa”.
        un vero schifo, davvero, ogni volta che li vedo mi passa la fame.

  5. Francesco D'Arcangeli says:

    In realtà i tre cattivi rappresentano Cina, India e Brasile, tre dei quattro BRIC (le nuove potenze economiche emergenti, la quarta è la Russia, stranamente assente, forse gli si erano infeltriti i colbacchi o non trovavano un esperto di Sambo?)
    Se ci fate caso il tizio ha il turbante e la scimitarra ma sembra molto più indiano che arabo: il copricapo tradizionale di un arabo (stereotipato, che “arabo” vuol dir tutto e niente) è diverso, per tacere del fatto che arriva levitando e che il costume non è proprio da arabo terrorista bombarolo.
    Il nero poi arriva a passo di Capoeira (c’ha praticamente pure la divisa da lottatore di quello stile) che è un’arte marziale (o meglio sport di combattimento) brasiliana.
    Però lo spot fa schifo lo stesso ed è lo stesso razzista, e valgono le obiezioni sui cattivi solo maschi – peraltro la ragazza è forzatamente “europea generica”, nel senso che a parte la Finlandia potrebbe essere di qualsiasi paese dell’unione (non è troppo mediterranea, né troppo nordica) quindi il trionfo dello stereotipo.

    • GoatWolf says:

      Esattamente, sono rappresentanti stereotipati di quei paesi, il classico esperto di kung fu (come se in Cina e in Estremo Oriente lo fossero tutti, un miliardo di Bruce Lee), uno strano miscuglio di sikh e hindu (anzi, magari un thug, sembra uscito da un film di Indiana Jones) e il capoeirista nero (figuriamoci, quel paese ha talmente tante realtà al suo interno che una sola, per quanto peculiare, non potrebbe rappresentarle tutte). Dunque lo spot è razzista, sessista, xenofobo e ignorante: al momento attuale, è degno della UE!

      La Russia si deve essere salvata perché ci dà il gas e se si offende chiude i rubinetti :D