L’Espresso ri-confeziona la donna-oggetto

Mentre in italia imperversa un vero e proprio femminicidio (una donna ogni due giorni viene uccisa in famiglia), i media da una parte continuano a fornire giustificazioni ai violenti, definendo questi atti come “passionali” e giustificando perfino stupri efferati, dall’altra abbiamo la continua reiterazione di immagini offensive, discriminanti e sessiste che riassumono in una sola chiappa un messaggio secco e esaustivo : “donna, di te ho poca considerazione sei solo merce in vendita”.

Su questa linea ci torna (17 febbraio) l’Espresso che nel 2003 aveva abolito l’uso del corpo femminile per attirare vendite. Ma la cosa che indigna di più è che alcune donne che hanno scritto per protestare sono state letteralmente invitate dal direttore a sfogliare tutto il giornale (quindi a comprarlo) anzichè fermarsi alla copertina. Ci rendiamo conto che non si può giustificare una copertina che “frammenta” un corpo femminile (quindi anche le nostre identità), ci sessualizza anche quando si parla di cose serie come le malattie, come solo un giornale di serie B può fare?

Abbiamo sempre detto che il “femminicidio” non è solo fisico, ovvero non avviene solo con l’uccisione di una donna per motivi legati al genere di appartenenza, ma anche attraverso l’uso di stereotipi umilianti che uccidono la dignità delle donne fino ad indurci a sentirci delle merde perchè non abbiamo una fisico sensuale e a portare gli uomini a ritenerci inferiori perchè viste come corpo da consumare, perchè è chiaro che chi consuma si pone in una posizione di dominio (non solo economico) rispetto alla “consumata”. Si tratta della logica del rapporto cliente-prostituta: “io ho i soldi quindi basta acquistarti e posso farti quello che vuoi perchè diventi mia”.

Sono tanti quelli nati consumando immagini stereotipate umilianti ad aver sviluppato comportamenti violenti o di tolleranza verso i violenti che ogni giorno le cronache riportano sui giornali. Mi sono sempre chiesta di quei nove milioni di clienti che vanno con prostitute, non curandosi del fatto che esse sono costrette a vendere il loro corpo e che spesso minorenni, se non appartengano ad uno di quei tanti che assistono alla mercificazione delle donne e che non l’avessero talmente assorbita da “normalizzare” quella condizione a cui tantissime ragazze/donne sono costrette a subire da chi ormai ha l’idea della donna come merce.

Penso a quelle donne che non solo sono vittime della crisi o per il  fatto di essere donne (e quindi  licenziate ogni volta che restano incinte) che le rende disoccupate ma sono costrette a subire ricatti e richieste da datori di lavoro che le discriminano pure per l’aspetto estetico e per la loro scarsa taglia di seno. Non sono forse anche questi figli di un “sistema” lanciato dalle tv commerciali e dalla stampa?

Non è forse a causa di quest’immagine femminile perpretata dai media e legata all’idea di donna-oggetto che le molestie sessuali sono in aumento così come la giustificazioni a tali fenomeni?

Non è forse a causa di questo che l’Italia resta ferma al 74° posto nel mondo per quanto riguarda la condizione femminile e che le discriminazioni sono in aumento?

Da cosa sono legatele discriminazioni di genere? da un’idea femminile stereotipata che è ancora presente nell’immaginario collettivo del nostro Paese. Liberiamo i nostri corpi, la nostra immagine e le nostre vite. Riapropriamoci la libertà di essere noi stesse!

Mary

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Comments

  1. questo mi giunge nuovo…io so che in italia siamo quelli che ci rascuriamo di più! a detta proprio dell espresso dello scorso anno

  2. Paolo1984 says:

    ritengo che un settimanale come l’Espresso non dovrebbe avere simili copertine,per parlare di sanità c’erano mille altri modi

  3. ma cosa c’entra un culo col colesterolo?

  4. Reblogged this on BABAJI.

  5. Grazie x la segnalazione, ho scritto un post anch’io: http://vitadastreghe.blogspot.com/2012/03/tre-domande-per-lespresso.html

  6. E’ il sedere di una donna o di un uomo? Comunque anche se fosse di un uomo, sarebbe lo stesso oggettificazione di un corpo umano, che conduce a conseguenze negative.

  7. Il corpo umano è un’oggetto di per sé, non potete negarlo. E la copertina incriminata mi sembra priva di tensione sessuale: è tuttalpiù un culo tonico. Peggio sono le copertine con donne praticamente nude.

    Io concordo che si sta usando il sesso o un suo richiamo per pubblicizzare ogni prodotto, ma come vorreste risolvere il problema? Per legge sarebbe pura censura, di quelle che solitamente in Italia fanno gridare al Fascismo. Se lasciamo al libero arbitrio del consumatore abbiamo già perso in partenza: il marketing moderno è quasi una scienza esatta, sanno come stuzzicare l’occhio e non solo.
    La mercificazione che state denunciando va inoltre vista in modo obiettivo: c’è sempre chi fotografa e pubblica ma c’è sempre chi si fa fotografare in certe pose, conscio di ciò che sta facendo. E nei casi delle copertine senza alcuna costrizione.

    • il corpo umano è oggetto ma sopratutto soggetto (perchè partecipa attivamente a tutte le azioni sociali ma anche fisiologiche=sesso). Tu parli di corpo umano, ma nei media è oggetto solo il corpo femminile, quindi NON PUOI NEGARE che la publbicità tratta quasi sempre solo le donne come oggetti. Spesso la pubblicità che raffigura le donne solo come oggetti suggerisce lo stereotipo della donna (o meglio il corpo femminile) SOLO come oggetto e privo di qualsiasi caratteristica che lo attribuisca anche ad una certa soggettività sessuale che in genere viene associata solo al sesso maschile. Questa cultura deriva dall’idea che la donna è solo “preda” mentre l’uomo “cacciatore” ed è grave che ancora oggi vengono veicolati stereotipi simili che poi celano condanna verso quelle donne che si pongono attivamente al rapporto con l’altro sesso.
      Noi non siamo per la censura ma discutiamo sui messaggi veicolati dalla pubblicità. La copertina non è patinata ma il perizoma rappresenta un oggetto del desiderio maschile.
      Il problema va risolto in un modo: usare immagini altrernative del femminile, ridurre l’immagine della donna-oggetto almeno nei prodotti che nulla hanno a che fare con il corpo umano o per i prodotti destinati a consumatori maschili pechè questo è discriminante.
      Abbiamo deciso di non dire una parola contro chi sceglie di prestarsi a questo gioco (le donne) perchè spesso per anni la società ha puntato il dito contro le donne e spesso a noi ci viene retribuita più responsabilità per ogni azione. Se noi passiamo sul serio per moralisti o peggio talebani maschilisti che se la pigliano x ogni cosa con le donne.
      Inoltre noi non ce la prendiamo con le donne (anche se complici) perchè spesso l’offerta viene dalla domanda, quindi la colpa è da attribuire al consumatore e a chi decide queste immagini (che sono spesso direttori di sesso maschile)Perchè non c’è offerta senza domanda.

      • È difficile lottare contro gli stereotipi: sono in parte culturali, in parte fisiologici. L’uomo è per sua natura diverso dalla donna, cerca stimoli differenti e sì, vuole essere cacciatore. Quanti di fronte ad una donna più attiva di loro nelle avance fuggono? Perché si sentono a disagio, c’è qualcosa di stonato.
        Io non credo però che uno stereotipo simile sia di per sé dannoso. Lo è nel momento in cui non si accetta la natura delle cose, ossia nel momento stesso in cui si crea lo stereotipo che è una categorizzazione della natura.

        Io dò sempre massima libertà e massima responsabilità al singolo individuo. La società o la pubblicità possono anche spingermi in una direzione, ma posso sempre oppormi; la decisione è mia, deve esserlo e devo ammetterla.
        Il troppo nudo su tv e giornali è colpa di chi guarda, di chi produce e di chi si presta, in egual misura. È un cerchio. Se ne può uscire solo scegliendo. A livello di società verrà il momento in cui ci si stuferà, si passerà un limite; le mode nascono e muoiono. Magari tra venti anni ci saranno solo grossi “piselli” in copertina e saremo tutti omosessuali.

        E badate bene che io sono il primo ad avere sul desktop foto di ragazze “discinte”. Non vedo cosa ci sia di male nel guardare, bramosamente anche, un bel corpo femminile (quelli brutti ovviamente sono out of thought) se poi si sanno rispettare le donne della propria vita e quelle che la incrociano.

      • Queste sono costruzioni culturali e io le rifiuto!
        Pensi che un uomo per natura fisiologica è cacciatore e quindi per lo stesso motivo la donna, in base a “questioni biologiche” debba essere sbattuta in copetina e rappresentata come un oggetto senza cervello perchè è una preda?
        Non tutti fuggono alle avences di una donna, ci sono uomini che preferiscono fosse la donna a corteggiare l’uomo e fare il primo passo. Alcuni uomini stanno iniziando a rifiutare i ruoli imposti.
        Perchè una donna dovrebbe essere passiva’ per questioni biologiche’ quindi tu affermi che noi donne abbiamo meno esigenze sessuali e stimoli minori degli uomini? Con quale prove affermi ciò? sei un sessuologo? sei stato una donna nella tua vita passata?
        Anche noi diamo libertà ad un indivuo ma ma libertà non coinsiste nell’offendere e nel limitare quella altrui.
        Cosa c’entrano i piselli da copertina con l’omosessualità? pensi che solo un uomo apprezza il nudo maschile?
        Allora stai indirettamente affermando che il nudo ferminile serve a mantenere in piedi l’eterosessualità maschile o ci sono donne nude perchè ci sono molti maschi etero. Misembra un’affermazione omofoba o l’ho interpetata io così?
        Allora noi dovremmo essere tutte lesbiche perchè ci troviamo davanti agli occhi un sacco di donnine discinte. Spiegami se sto fraintendendo perchè questo messaggio è ambiguo.
        Non sto dicendo che c’è qualcosa di male a guardare corpi nudi ma se si chiede che in pubblicità, in tv ecc si desse spazio anche a modelli femminili alternativi c’è qualcosa di male?

      • La visione dell’uomo come cacciatore e della donna come preda e’ piuttosto arcaica e riduttiva per entrambi i generi, perche’ rappresenta sia l’uomo che la donna in preda a istinti sessuali rigidi e incontrollabili. In realta’, non solo negli esseri umani ma anche in molte altre specie del regno animale si riscontra la presenza di ben altro: sentimenti, emozioni, pensiero logico, razionale e creativo e molto di piu’. Siamo, sia uomini che donne molto piu’ complessi di pupazzi comandati da istinti sessuali! E siamo inoltre tutti piuttosto diversi come notava Mary, nell’approccio e nel mantenimento di relazioni e rapporti con uomini e donne, che possono essere di amicizia, professionali, familiari etc… Non esiste solo l’attrazione sessuale sfrenata verso l’altro sesso,… Per fortuna. Per quanto riguarda le donne nude e provocanti sul monitor o in camera di un uomo, questa immagine mi fa veramente tanta tristezza, perche’ mi fa pensare a bisogni sessuali repressi o non soddisfatti e un segnale di una sessualita’ reale vissuta con molti timori e sensi di colpa e negazione del piacere. Mi chiedo quanto siano responsabili in tutto questo la Chiesa e la scuola che continuano a rifiutare e a trascurare l’educazione sessuale dei bambini e dei giovani e a far passare un’idea di rapporti sessuali e relazionali piu’ matura. Mi fa pena anche questa divisione delle donne che si rispettano (quali la nonna, la mamma e la sorella?) e quelle che no? Nel senso che se lei va su un autobus, e’ un palpeggiatore? Tanto le donne in giro mica si devono rispettare! O solo quelle su internet non si rispettano? Se avessi un partner con donne nude sul monitor…Beh… Inutile dirlo, sicuramente non sarebbe un compagno adatto ai miei gusti.

      • Paolo1984 says:

        @karagunis
        se le avances della ragazza sono gradite ti assicuro che io non fuggirei, parlo per me, ovviamente
        @mary
        Vabbè, che i gay (maschi e femmine) siano minoranza non è offensivo dirlo,

      • @Le

        Si appunto fa la divisione tra sante e puttane: le donne della vita (quindi moglie o fidanzata) vanno rispettate ma le altre (sopratutto chi si spoglia) no. Ma poi rispetto in che senso?
        Cioè @Karagounis se vedi una modella come quelle o una donna bellissima tu ti senti legittimato a molestarla sessualmente? O ti riferivi al fatto che sulla modella sexy sul desktop ti ci eiaculi sopra mentre con tua moglie non faresti mai sesso o certe pratiche che desideri pensando alla modella discinta (che magari a tua moglie piace fare) perchè la rispetti come se la moglie fosse un asessuale? Come se con la propria donna non si possono mettere in pratica o discutere su fantasie “porcelline” e come se questo fosse una mancanza di risptto. La mancanza di rispetto è ben altra come ad esempio andare a prostitute o tradire la propria moglie xke non si ha coraggio di proporre le proprie fantasie e di realizzare quelle della compagna perchè si ha ancora in testa lo schema sociale di donna diviso tra “mamma” e “puttana”.
        Molti si lamentano che le mogli non vogliono fare pratiche che vanno oltre alla posizione del missionario. Pensate che tutte le mogli o fidanzate non vogliano fare certe pratiche e che il rifiuto dipenda sempre da loro? Io mi rifiuto ad accettare questi stereotipi di divisione tra donne x bene e per male. Secondo me ci sono più uomini diquanto si pensa che non vorrebbero mai fare sesso anale o orale con la propria moglie per paura di violarla come se le mogli fossero esseri angelicati. Poi ci sono donne che disdegnano queste pratiche ma basta parlarne per scoprire cosa piace alla propria moglie e cosa condividere perchè poi non bisogna lamentarsi se ci sono mogli che tradiscono perchè insoddisfatte e non appagate, anche la carne delle donne è debole.

  8. Paolo1984 says:

    comunque il punto è un altro: l’espresso non è playboy (che comunque ha immagini migliori) , per parlare di sanità poteva ricorrere ad altre immagini

  9. Francesca says:

    Non riesco proprio a capire: L’Espresso sembrava un giornale così serio! Evidentemente non sta vendendo abbastanza copie!

  10. Francesca says:

    Ieri invece guardavo “Chi l’ha visto?” perché volevo avere notizie di Roberta Ragusa e cosa mi tocca sentire? La sorella di Luca Rosi che viene quasi spinta a riferire quello che ha detto, in un impeto di rabbia e di dolore, alla compagna del fratello: ‘Perché non ti sei lasciata violentare, così a quest’ora mio fratello sarebbe vivo?’! Non le ha detto proprio queste parole ma la sostanza è questa!

    • Francesca, anche io ho visto Chi l’ha visto. Vero la sorella di Luca Rosi ha detto proprio quelle parole, sono sconvolta, senza parole! Anche perchè forse molta, troppa gente non ha capito che lo stupro è uno sfregio e non lo si fa quando ti attrae una donna, c’è un’ignoranza di fondo spaventosa. Anche le donne di 70-80 anni hanno subito violenze questo dovrebbe farci capire cosa sia davvero lo stupro, magari avrebbe violentato la ragazza e poi comunque avrebbe ammazzato qualcuno lì in casa.

      • L’ho seguito anche io (forse è l’unico programma interessante di tutta la rai). Senza dubbio ha esagerato, ma credo che volesse dire che al posto dell’altra donna lei avrebbe provato ad alzarsi, a fare qualcosa. Per ora sono parole a mente fredda di una sorella distrutta dal dolore. Per quanto riguarda la signora stuprata la cosa sconvolgente è che il violentatore le ripeteva in continuazione “ti piace?”. Non ho parole, davvero.

    • Come possono certe donne essere complici con la violenza maschile? E COME AL SOLITO COME PUò LA TV MANDARE IN ONDA AFFERMAZIONI COSì ABERRANTI? Perchè siamo alle solite, la tv continua a veicolare messaggi pericolosissimi. Qui c’è un uomo, un eroe che ha pagato con la vita in un omicidio prettamente di genere. Da un lato la rapina, dall’altro la violenza maschile, potremmo definirlo un “femminicidio” anche se la vittima è uomo perchè è un omicidio di genere.

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