Blomor e la dignità femminile

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Blomor è una casa di abbigliamento che distribuisce vestiti per tutti coloro i quali vogliono indossare indumenti che sottolineano una certa ironia : smile e teschi che fanno linguacce e via dicendo presenti su magliette e pantaloni.

Ma come si suol dire : non tutte le ciambelle escono con il buco, e la Blomer di come si fanno i dolci non ne sa proprio niente!

Il problema non è l’ironia utilizzata nelle loro magliette, il problema è il solito poco rispetto che si ha nei confronti delle donne nel momento in cui hanno deciso di promuovere i loro prodotti.

Se si va sul loro sito web troviamo un’immagine abbastanza svilente:

Un ragazzo , del quale è messa in rilievo solo la bocca  per meglio far intendere il rapporto sessuale che sta avendo con una donna della quale non si vede nulla se non le gambe aperte.

Questa immagine è presente nel loro sito, sulla loro pagina facebook e indovinate un po’? Anche facendo una passeggiata per strada con i vostri pargoletti potrete trovare una gigantografia di questa immagine soft-porno.

Cosa direte ai vostri figli quando vi chiederanno il significato di questa immagine esposta in modo così visibile che sarà impossibile far finta di non aver visto nulla? “Amore mio, è solo un ragazzo che urla perché ha mal di pancia”?

Il corpo della donna all’interno di questa pubblicità,come quello dell’uomo vengono frammentati, cioè sono mostrate solo alcune sue parti, non è possibile riconoscerli avendo così una perdita dell’identità del soggetto in quanto persona trasformando così il corpo femminile in un oggetto sessuale sempre disponibile per soddisfare le voglie maschili, e rappresentando l’uomo quasi come una bestia in preda ai suoi istinti.  In questo modo inoltre si assegnano dei ruoli:

  • All’uomo viene attribuito un ruolo attivo, da dominatore. Viene visto come colui che prende le decisioni e agisce di conseguenza.
  • Alla donna viene dato un ruolo passivo, lei deve soddisfare le voglie dell’uomo sottostando al suo volere.

Il tutto è un miscuglio di sessismo, strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile dove è anche difficile capire il prodotto che si vuole promuovere. Da cosa dovrei capire che la Blomor vende abbigliamento? Dalla bocca ululante di lui?

Guardando il loro sito vi  sono un sacco di foto le quali non tutte mercificano e sessualizzano il corpo femminile; i ragazzi vengono rappresentati con ironia (ironia quella vera, non l’ironia sessuale che non dovrebbe offendere nessuno) e lo stesso vale anche per alcune donne, però poi clik dopo clik arrivo a queste immagini:

le quali comunque sono lesive per la dignità femminile. Donne abbandonate e svestite , donne ,visibilmente brutte, che  si trovano nel letto del tipo figo che vorrebbe scappare disgustato.

Quello che capisco da queste immagini è che l’uomo vero è chi abbandona la propria donna, chi ha il fegato di trovarsi a letto con una donna brutta e chi prende una donna e la obbliga ad un rapporto sessuale!

Queste immagini , soprattutto la prima, oltre ad essere lesive della dignità femminile, sono PERICOLOSE!

Pericolose perché mandano un messaggio distorto alle giovani e ingenue menti che cresceranno con la convinzione che il vero uomo è quello che prende ciò che vuole quando vuole: è una pura istigazione alla violenza! E questa è una colpa che va distribuita a tutte quelle aziende che oggi più che mai decidono , chissà in base a quale strano criterio o  a quale ricerca di mercato, che per vendere devo promuovere il loro prodotto con il sesso e con la strumentalizzazione del corpo femminile. Ricordo infatti che siamo bombardati da questo tipo di rappresentazioni ovunque! Tv, giornali, internet, per strada!

Siamo stufi di tutto ciò e soprattutto non ci piacciono queste rappresentazioni “ironiche”!

Gridiamo perciò l’ennesimo BASTA nei confronti di questa palese discriminazione fra uomo e donna con conseguente riduzione del corpo delle donne in oggetto, sperando che prima o poi qualcuno ci senta,!

Pin@

Comments
5 Responses to “Blomor e la dignità femminile”
  1. nicola scrive:

    Complimenti per l’analisi, condivisibile al 100%, o meglio al 99%, in quanto tu domandi sulla base di quali strani studi di mercato ci si riduca ad utilizzare stereotipi che sviliscono e rimandano ad una certa immagine del corpo, in particolar modo femminile.
    La questione (chiamiamole motivazioni del marketing, o forse sarebbe meglio dire markettaro) è abbastanza semplice: violenza e sesso, impulsi primordiali, sono le leve cui si cerca ininterrottamente di far leva per “vendere”. Come dici giustamente tu, a volte sfugge all’occhio dello spettatore il nesso con il “prodotto”…ed è proprio ciò che i “markettari” vogliono: se distolgo l’attenzione dal prodotto io nn acquisto più esso, ma ciò che questo rappresenta.
    Senza farla troppo lunga, tutto rimanda ancora e sempre alle stesse immagini di maschio dominante e di donna succube ai piaceri.
    Beh, da uomo, da presidente di una realtà che da anni lotta contro la violenza di genere, mi chiedo non tanto perchè non ci siano ancora più donne “contro” a questo sistema, ma come mai la nostra voce, la voce degli uomini sia completamente, colpevolmente e imperterritamente assente!!
    Un ultima cosa: sapete che molto spesso dietro a queste pubblicità ci sono uomini, ma che non di rado siano proprio le donne a esprimere queste “illuminate” trovate “markettare”??
    Vi saluto e vi abbraccio
    P.s. Nessuna Resa Mai
    Nicola

    • Pin@ scrive:

      Ciao Nicola grazie per i complimenti!
      non posso che condividere il tuo punto di vista su tutto!
      Il fatto che ci siano donne dietro alcune campagne sessiste purtroppo è vero e ne sono consapevole, ricordo infatti la pubblicità se non sbaglio di un salone di bellezza che sfoggiava come soggetto una donna bella, aggiustata e con abiti lussuosi ma gonfia di botte, che analizzammo su questo blog ideata proprio da una donna!
      Spesso nel trattare questi argomenti si viene etichettati come dei bigotti e bacchettoni, non capaci di saper cogliere la velata ironia che le pubblicità celano!
      Anche io mi domando come spesso sono pochi gli uomini che si schierano a favore della lotta contro la violenza di genere, soprattutto nel momento in cui mi rendo conto che se la donna viene rappresentata come un oggetto l’uomo è visto come un animale!

    • Manuela scrive:

      Concordo. Aggiungo che dal punto di vista del marketing campagne di questo genere sono un fallimento perché ricordi la pubblicità ma non il prodotto, ciò vuol dire per l’azienda promotrice aver solo speso denaro. La pubblicità è un investimento e come tale deve produrre dei risultati, raggiungere degli obiettivi e monitorarli, ascoltare le risposte del mercato, etc etc… La pubblicità è un mestiere complesso, chi produce questi messaggi usa la via più facile, il binomio panacea di tutti “creativi”, o presunti tali, e cioè donne/sesso/violenza. Per i pubblicitari di mestiere questa è comunicazione spazzatura.

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  1. [...] Riprendiamo quest’immagine, scattata da un’utente del gruppo “La pubblicità sessista offende tutti”. Questa pubblicità, oltre ad essere sessista è la dimostrazione di quanto la pubblicità italiana abbia raggiunto livelli infimi arrivando ad un sessismo tale che ormai è difficile rappresentare la donna come una persona e non come un mero oggetto. [...]

  2. [...] Dal blog comunicazione di genere [...]