L’infanzia in pericolo: liberiamo le bambine!

Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di infanzia e di come questa venga troppo spesso violata anche dal mondo della moda, un business spietato che sembra non guardare in faccia nessuno; come continuano ad esserci modelle anoressiche, giovanissime, a dettare canoni estetici psicologicamente pericolosissimi per intere generazioni di adolescenti,  anche l’inaccettabile e ingiustificabile sfruttamento e erotizzazione dell’immagine dell’Infanzia sembra essere difficile da frenare.

Infatti, come molti di voi sapranno, da qualche settimana sì è scatenato un nuovo scandalo in materia di erotizzazione delle bambine: la casa di moda francese Jours apres lunes, che si occupa di disegnare linee di biancheria intima, ha per la prima volta presentato una collezione di loungerie dedicata a bambine dai 4 ai 10 anni.  Oltre allo stupore dettato dalla proposta in se, una linea intera di intimo dedicata a una fascia d’età che avrebbe più che altro bisogno di semplice biancheria comoda e di buona qualità, adatta alla crescita negli anni più delicati, sì è aggiunta la reazione alla diffusione delle fotografie che accompagnano questa presentazione.

La pubblicazione del reportage della collezione ha infatti scatenato un’enorme, giustificata indignazione, diffusasi a macchia d’olio dalla Francia all’Europa,  fino ad arrivare agli Stati Uniti, dove il dibattito ha avuto eco nei maggiori blog, per esempio questo ,  e persino in qualche notiziario, guardate qui .

Se avete visto le fotografie in questione vi sarete già resi conto di cosa non va: bambine iper-truccate, reggiseni e canottierine, pose fuori luogo. Bimbe che giocano con i trucchi davanti allo specchio, collane di perle, pettinature esagerate, occhiali da sole da diva, pose forzate e posate da piccole donne annoiate.  Immagini non solo stereotipate ma anche e soprattutto molto pericolose.

Cos’è che non va? Intanto una linea di loungerie per bambine  manifesta senza ombra di dubbio alcuno una deprecabile operazione di adultizzazione dell’Infanzia. C’è davvero bisogno di creare appositamente una linea di intimo per l’infanzia chiamandola loungerie termine automaticamente collegato ad un mondo e una sfera sexy erotizzante di guepiere e calze autoreggenti, per poi proporre capi d’abbigliamento per bambine piccole?  Perché delle bimbe di 5-6 anni dovrebbero avere bisogno di portare un reggiseno o un top corto a pancia scoperta? Perché rappresentarle esattamente come modelle più adulte, presentandole al pubblico come corpi-oggetto del desiderio?  Questo servizio fotografico è vergognoso perché gioca con l’immagine innocente e perturbante dell’infanzia, è vergognoso perché sfruttare pericolosamente queste bimbe vuol dire divulgare un messaggio sbagliato e perverso a tutti coloro che vedranno queste immagini. 

Nel comunicato stampa di risposta alle polemiche, lo trovate qui sul sito di  Jours apres lunes, la proprietaria del marchio Sophie Morin si difende dalle accuse ribadendo che si tratta di una linea assolutamente rispettosa dell’infanzia: ribadisce che i reggiseni non sono imbottiti (ci mancherebbe anche altro!) che la campagna fotografica riprende soltanto delle bambine, modelle professioniste di mestiere, nell’atto di giocare con gioielli, trucchi e cianfrusaglie dei più grandi, come fanno tutte le bambine. Voi trovate rispettoso che si risponda in modo così blando e superficiale a una polemica che tocca questioni così urgenti e delicate?

Come se non bastasse, anche da noi in Italia i problemi sono gli stessi, legati a doppio filo con il persistere di inutili, retrogradi e offensivi concorsi di bellezza, a cui partecipano anche e soprattutto minorenni. La pedofilia è un reato? Fa paura?  Beh, evidentemente non abbastanza da far capire che incoronare “miss lato b” una sedicenne è un atto ignobile di sfruttamento del corpo e di incitamento alla violenza e pedofilia, leggete qui !

Riguardo al comunicato pubblicato sul loro sito, forse alla signora Morin sfuggono alcune sfumature della faccenda:

1- primo  fra tutte il collegamento con l’attualità, il ragionare sul mondo in cui viviamo.

La lotta alla pedofilia è una lotta durissima, dipingere bambine sotto i 10 come modelle ammiccanti, giovani donne truccate e in pose da grandi vuol dire appiattire le differenze fra l’età adulta e l’Infanzia, abbassare il livello di consapevolezza, essere complici di un’operazione commerciale anti-culturale che trasforma l’osceno in normalità (leggete questo interessantissimo post) e quindi, inconsapevolmente o consapevolmente, autorizzare la pedofilia. E’ un fatto gravissimo chi si occupa di moda per bambini non può non tenere conto di tutto questo.

2- Il contesto nazionale francese: questa polemica si aggiunge ad altre piuttosto recenti e sbalordisce come Sophie Morin si ostini a dirsi stupita dello scalpore destato. Come ricorderete proprio la Francia fu oggetto di scandalo a causa delle fotografie comparse su Vogue Paris scattate da Tom Ford che riproducevano bambine di sette anni in veste praticamente di prostitute annoiate? Inoltre, altro dibattito in corso sempre sul tema dell’adultizzazione ed erotizzazione dell’infanzia è in atto anche grazie all’uscita del discusso film My Little Princess, film autobiografico in cui la regista Eva Ionesco racconta come la madre l’obbligò, costringendola a posare per le sue fotografie, a perdere per sempre l’occasione di vivere un’infanzia normale e serena (leggete un assaggio qui ). Di questo film, non appena l’avrò visto, vi parlerò ovviamente in un apposito post, ma mi premeva citarlo per darvi un’idea del clima del dibattito francese.

Mi risulta quindi davvero difficile credere alla buona fede che le parole del comunicato cercano di usare a difesa. Come si può cadere dalle nuvole quando in Francia il tema del rispetto dell’Infanzia, del pericolo della pedofilia e della violenza sulle donne, sono tematiche davvero all’ordine del giorno, continuamente discusse e sottolineate da radio, giornali televisioni come dalle associazioni e blog sempre presenti e quotidianamente militanti?

La rivista francese  les nouvelles news ha criticato queste immagini con la solita rigorosa efficacia, ricordando che in Francia è in atto una raccolta di firme, petizione pubblica contro l’erotizzazione dell’immagine dei bambini in tutte le forme di pubblicità , se volete firmate qui.

Sandrine Goldsmith, giornalista e attivista femminista che gestisce il magnifico blog “A dire d’elles”  sottolinea qui la gravità della situazione. Riprendo brevemente e vi traduco un passaggio chiave del suo post, in cui tratta il tema del capovolgimento di ruoli ed età:

Un capovolgimento incosciente che fa si che, utilizzando il termine « mini-lolita » si veicoli un messaggio sbagliato, esattamente come succede anche quando si afferma che una bambina “si é fatta un nome : Typhaine Blondeau”, secondo uno degli ultimi scandali dell’estate. No, lei non “si é fatta un nome”, sono degli altri che si sono serviti di lei. A dieci anni non é ne maggiorenne ne in grado di “farsi un nome”. Piuttosto é sicuramente nell’età giusta per essere sfruttata e aggredita.

Spero che queste parole vi facciano riflettere. Per la cronaca, Typhaine Blondeau è questa qui, una delle bimbe comparse su Vogue Paris appunto.

Come se non bastasse, anche da noi in Italia i problemi sono gli stessi, legati a doppio filo con i concorsi di bellezza per minorenni. La pedofilia è un reato? Terrorizza i genitori? Beh, evidentemente non abbastanza da far capire che incoronare “miss lato b” una sedicenne è un atto ignobile e criminale,  leggete qui !

Come se non bastasse è in circolazione la dieta per bambini e adolescenti. Ne avete sentito parlare?  Maggies goes on diet è un libro per bambini dai 6 ai 12 anni, che incita al dimagrimento e all’anoressia. Ci rendiamo conto di come vengono educati i ragazzini, messi sotto pressione dagli standard estetici della società odierna, minacciati anche da un’erotizzazione precoce che li rende adulti prematuramente?

Un ultima riflessione, dedicata all’infanzia e alle immagini di  Jours apres lunes:

voi le avete mai viste delle bambine giocare con  i trucchi e gli abiti della mamma? Sì? Beh, allora sapete bene che ciò che rende l’infanzia tale in quanto mondo altro è proprio l’imprecisione, la non consapevolezza di come vadano usati gli oggetti, in questo caso collane o abiti. I bambini veri esplorano il mondo giocando.

Le bambine vere sono bambine normali, di tutte le misure! Magari sono cicciotte, hanno la pancetta, sono arruffate, spettinate, impacciate, e se si truccano non sanno rispettare i contorni, impataccandosi felicemente. Le loro labbra non sono abituate ad accogliere rossetti, che invece usano come pennarelli o pastelli di cera, schiacciandoli e defunzionalizzandoli. Una bambina vera se si mette il rossetto sortisce lo stesso effetto di un bimbo che si tuffa senza misura in un gelato al cioccolato o in una pasta al sugo. La creatività non è educata, ed è il contrario dell’artificio e dell’omologazione! I bambini veri saltano, ridono, non stanno mai fermi e sono difficili da fotografare. I loro visi sono buffi, non seri, divertiti, non annoiati. E la collana di perle verrebbe trasformata in un pugno di biglie da far rotolare sul pavimento a tempo perso.

E’ o non è questa la dimensione dell’infanzia? Perchè allora i media si ostinano a deformarla, forzarla, renderla artificiosa?

Cerchiamo di non abbassare la guardia! Diciamo no ad operazioni meschine e gravi come queste! Difendiamo i bambini, i loro corpi e la loro dimensione senza tempo, rispettiamo il loro bisogno di giocare e di essere difesi da chi li costringe ad esporsi al pericolo della pedofilia e della perdita dell’ infanzia. E’ una nostra responsabilità!


Comments

  1. faby says:

    Complimenti Giulia, articolo bellissimo!….Quando guardo le immagini di queste bambine mi vengono i crampi allo stomaco: un misto di tenerezza per la loro infanzia rubata e rabbia per quelle teste di c**** dei genitori e di chi le usa per quello sporco marketing di m**** (perdonate la rabbia!)

  2. laurin42 says:

    Vi ricordate il film ” Bellissima ” di Roberto Rossellini con Anna Magnani?
    Da bambina lo consideravo tristissimo! eppure i genitori continuano a riversare sui figli le loro frustrazioni! Ed a considerarli una proprietà!
    L’utimo articolo sul mio blog parla di un altro genere di violenza sui bambini!
    Il tam tam deve continuare!Non basta indignarsi!
    A presto
    Love
    L

  3. unsortable says:

    un post veramente eccezzionale…. complimenti giulia
    sono mamma di due bambine e di fronte a certe storture rimango senza parole
    come puo’ mai venire in mente ad una persona sana di ideare, scattare, pubblicare, usare le proprie figlie, per una cosa cosi’ assurda….

    • giulia says:

      grazie di cuore unsortable. le tue bimbe sono fortunate, purtroppo nel mondo non ci sono solo mamme intelligenti come te….anche io lo trovo incomprensibile ma forse viviamo ancora nell’epoca della spettacolarizzazione continua e certe mamme pensano di fare il bene delle loro figlie, o semplicemente di guadagnare a spese della loro dignità e salute mentale.

  4. lucyfreud says:

    quando l’oggetificazione è ritenuta “normale” si cercano sempre nuovi limiti da superare, pur di guadagnarci sopra. e quindi dopo aver oggettificato qualsiasi tipo di adulto, passiamo pure ai bimbi! logico no?
    per me è davvero amarissima questa sequela di esempi di omologazione e sfruttamento -in una parola prigionia- dell’infanzia. mi dispiace e mi stupisce che la Francia, che ama ritenersi così colta e intelligente, trovi normale abusare dei minorenni.
    anche il libro sulla dieta è orribile: i bambini non dovrebbero essere in sovrappeso, ma molti studi indipendenti (= non pagati da kellogs e dietologi vari :-P) hanno dimostrato che la sola dieta serve solo a recuperare, presto o tardi, i chili persi. totalmente inutile e controproducente.
    pensassero a fare programmi di attività fisica e sport DECENTI, divertenti e accessibili per tutti i bambini, invece di complessare le bimbe e fargli venire disturbi dell’alimentazione prima dei 10 anni. tutto per vendere uno stupido manuale…

    • Paolo1984 says:

      certamente l’obesità infantile, specie negli USA, è un problema sentito però per l’appunto non si può contrastare solo con le diete (e poi perchè proprio Maggie? perchè non Maggie e Michael?),la dieta (data da un medico) va unita ad una regolare attività fisica

      • giulia says:

        Sì hai ragione Paolo ma in realtà dell’obesità dei bambini o adolescenti sono i genitori che devono rispondere. Mi spiegavano tempo fa delle maestre dell’asilo dove va mia nipote di 4 anni che molti bimbi arrivano a scuola con merendine pesantissime da digerire o con il pranzo happy meal di mc donald. Il libro andava dedicato ai genitori non ai bimbi, non trovi? E comunque ai bambini puoi trasmettere l’amore per lo sport, per la natura, le passeggiate, il sano movimento, o l’amore per la buona alimentazione, per esempio ci sono libri che rendono più simpatiche le verdure così spesso detestate, giusto per fare un esempio banale,….insomma, con loro puoi puntare su altre argomentazioni legate al vivere sano, ma non certo inculcargli il concetto di dieta in piena pre-adolescenza momento in cui se iniziano ad odiare il proprio corpo i problemi diventano serissimi (uniti poi alle pressioni estetiche dei media!).

    • Paolo1984 says:

      oltretutto anche la copertina è discutibile: se diventa una star del calcio perchè non mostrarla che gioca a calcio?

    • giulia says:

      Ma infatti ti dirò, è molto strano. E’ anche vero che non si puoi mai generalizzare, la Francia è spesso molto attenta e colta in tematiche di genere (vedessi le inziative comunali dedicate ai genitori sulla letteratura non sessista!) ma comuqnue sia la moda, a Parigi più che mai, è fortissima, è veramente una macchina da soldi che fagocita e calpesta tutto. E’ anche vero che la Francia dei blog, dei giornali, della Tv non ha affatto trovato normale questa campagna sulle bambine e l’intimo, tant’è che il web è esploso in protesta e anche nelle radio ne hanno parlato a lungo, sottolineando in risposta la presenza di enti preziosi e impegnati come questo http://www.crifip.com/rubrique,qui-sommes-nous,1572013.html che lottano proprio contro la pedofilia e lo sfruttamento dell’infanzia fra le pareti domestiche.

      • lucyfreud says:

        ah meno male!! in Francia riescono ancora ad indignarsi. nonostante l’opinione degli italiani sui francesi, io li stimo ;)
        che scema, non avevo pensato al discorso moda… una “croce e delizia” che ci portiamo dietro anche noi, in fondo (perlomeno in zona Milano)

  5. danzatriceorientale says:

    Ah beh, se sono modelle professioniste (giustificazione dell’ideatrice della biancheria), allora oggi i servizi di moda e i concorsi di bellezza e domani chissà, un baby car wash?

    Queste bambine costrette da genitori frustrati saranno le veline “libere e consenzienti” di domani: poi i morti di figa le difendono dicendo che loro sono donne che amano mettersi in mostra e farsi ammirare dagli uomini… e chi è che glielo insegna, oltre ai mass media?

    • lucyfreud says:

      (standing ovation! è proprio così… ovvio che ti senti realizzata se fin da piccola ti dicono che puoi realizzarti solo in un certo modo.)

  6. Vi sono tanti modi per rappresentare una bambina e renderla perfettamente nella sua dimensione infantile. Se volevano proprio truccarla se no i poveri make-up artist rimanevano disoccupati avrebbero potuto rappresentarla mentre si “faceva bella” allo specchio pitturandosi metà faccia (e non solo) di rosso a caso, come probabilmente farebbe ogni bambina del mondo che trovasse per caso i cosmetici della mamma e volesse giocarci. In quest efoto le pose sono innaturali e belletti e acconciature sono fuori luogo. È evidente l’intento di dare alla bambina una sessualità che ancora non ha. No, non va bene per niente. E perchè mettere un reggiseno? a 5 anni che seno può avere una bambina e davanti a chi deve spogliarsi per mostrare che se l’è messo coordinato con le mutandine? Qui non ci siamo proprio ed è grave che siano in pochi ad adirarsi per queste cose, almeno in questo Paese di santi, poeti, navigatori, oche belle e mute e morti di f**a.Sul libro della dieta, oltre il fatto che è sessista già nel titolo, e su come ossessionino le ragazze e donne sul cibo con le conseguenze che tutti sappiamo non commento oltre perchè da ex bulimica cadrei certamente nel turpiloquio e magari mi beccherei pure una denuncia per ingiuria….. Queste personcine qua et similia meriterebbero un bel boicottaggio, ma dato che al di fuori dei patri confini sono più sensibili a certe tematiche probabilmente l’avranno già fatto…. (Bello uscire dal lurking, finalmente!)

  7. Francesca says:

    Non sono contraria alla bambine indossatrici ma devono indossare i LORO capi e in pose NATURALI. Sono d’accordo: SALVIAMO LE BAMBINE!

  8. Francesca S. says:

    Ciao, non ho letto tutti i commenti. In questi giorni sono sempre di fretta, quindi posso solo dare uno sguardo veloce, mi dispiace :/ Niente… volevo sapere… esiste una mail o, un sito col quale ci si può mettere in contatto? (magari l’avete già fatto) Usare anche i bambini è davvero troppo.

  9. danzatriceorientale says:

    A me comunque questa cosa della scelta libera inizia ad andarmi in puzza… nessuna delle nostre scelte si può deginire libera!!! Mi pare di sentire i prof universitari, che dicono che uno è libero di non frequentare ma poi spunta il MA e chi non frequenta i corsi deve portare un programma più pesante e il prof si scoccia e quant’altro… idem per quanto riguarda la dittatura del perfezionismo o il lavoro di mercificazione del corpo: si, sei libera di non seguire la moda, però ammazza poi come si danno di gomito gli idioti se per strada passa una col lardo che le fuoriesce dal pantalone (“Eh ma un po’ di buon gusto!”… ma buongusto in base a chi, visto che tanto siamo “liberi”?)… oppure sei libera di andarti a mercificare o no, ma nel momento in cui la scelta è tra ragazza immagine ben pagata e lavascale, dove cadrà, secondo voi, la “libera” scelta?
    La libertà di scelta sussiste quando è possibile optare per alternative eque, quando gli stipendo non sono così differenti… e non mi pare il caso, nella nostra repubblica basata sulla “dittatura morbida” che ci fa credere di essere liberi in quanto le catene che ci stringono sono invisibili.

  10. Elisabetta says:
  11. Giulia nel tuo articolo spieghi molte volte le cose che non vanno ,ma penso( e spero) che non c’ è ne sia bisogno perche sono cose che dovrebbero capire tutti ,riguardo alla risposta della propietaria mi sorprende molto la sua superficialita e se in quelle foto ci fosse sua figlia? e questo è il secondo articolo sull’ erotizazione delle bambine in poco tempo che parla fuori dall’ italia sempre più senza parole e molto triste.